L'esclusione dalla B

Il sindaco ribatte a Campedelli: «Fatto il possibile. Il Chievo ha 3 milioni di debito per l'affitto dello stadio»

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Federico Sboarina e Luca Campedelli
Federico Sboarina e Luca Campedelli
Federico Sboarina e Luca Campedelli
Federico Sboarina e Luca Campedelli

Federico Sboarina risponde a Luca Campedelli. Dopo il botta e risposta a distanza, arriva anche una conferenza stampa indetta dal primo cittadino.

«Partiamo dall’inizio: gli organismi sportivi non hanno ammesso il Chievo alla B. Ho preso contatti con il presidente della Figc Gravina per intervenire sull’attivazione dell’articolo 52 (che permette la riammissione di un club non iscritto al campionato professionistico di competenza, alla serie D ndr). Ci siamo mossi in via del tutto eccezionale, tenendo conto che a Verona, due club professionistici esistono già e sono Hellas e Virtus. Abbiamo fatto tutto quello che ci era possibile fare».

Anche la manifestazione di interesse per provare a far ripartire il Chievo non ha avuto esito. «E poi leggo - continua Sboarina  - che Campedelli dice: avrei voluto partecipare ma serviva una deroga del sindaco. L'ho chiamato, non mi ha risposto. A Campedelli chiedo: ma qual è la deroga alla quale non avrei risposto? Deve intervenire la magistratura in questo ambito, il sindaco altro non può fare. Ricordo anche che il Chievo ha un debito di tre milioni con i cittadini veronesi per l’affitto dello stadio che non paga dal 2014. Sfido chiunque a mandare una lettera di segnalazione dicendo che chi ha tre milioni di debito nei confronti dei cittadini veronesi è società a posto. E quindi da segnalare per l'iscrizione al campionato».

«Con Campedelli, proprio perché c’è questo debito, è da mesi che si sono fatte una serie di giunte straordinarie dedicate solo a quello, per trovare la quadra. Il presidente non si presentava mai. Solo dopo varie richieste, sono riuscito a parlargli»

«Per il Chievo abbiamo fatto il possibile. Quello che ha detto Campedelli nei nostri confronti è inaccettabile ed ingeneroso. Non si possono scaricare le responsabilità sugli altri di quello che è successo».

 

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Simone Antolini

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