Atteso il verdetto della Corte di Giustizia europea

Campedelli e il chiaro messaggio diretto a Pellissier: «È vietato usare il marchio Chievo»

Battaglia aperta tra Campedelli e Pellissier
Battaglia aperta tra Campedelli e Pellissier
Battaglia aperta tra Campedelli e Pellissier
Battaglia aperta tra Campedelli e Pellissier

La Corte di Giustizia Europea esaminerà la prossima settimana, probabilmente domani, il ricorso del Chievo arrivato fino a Strasburgo dopo i pareri negativi in Italia di Collegio di Garanzia del Coni, Tar del Lazio e Consiglio di Stato per la partecipazione alla Serie B negata dalla Figc.

Più vicino invece il verdetto della sezione tesseramenti del Tribunale federale nazionale che venerdì giudicherà il reclamo del Chievo contro la decisione della Federcalcio di svincolare i giocatori per la società illegittima perché il 3 agosto, quando la Federazione fece valere l’articolo 110 delle Noif, il giudizio dinanzi al Tar del Lazio era ancora pendente «e che la stessa Federazione, nelle proprie difese, aveva ipotizzato che, in caso di accoglimento dell’istanza cautelare a seguito della camera di consiglio fissata per il 6 settembre, il ChievoVerona potesse essere iscritto in sovrannumero al campionato di serie B».

Aspetta risposte il Chievo che alla sua squadra di legali formata da Bernardo Giorgio Mattarella, Daniele Ripamonti e Flavio Iacovone ha aggiunto anche gli avvocati Stefano De Bosio e Andrea Manzi. Il club nel frattempo ha voluto ribadire in un comunicato che «ChievoVerona s.r.l. continua le sue attività sportive con la partecipazione ai campionati calcistici del Settore Giovanile, come segno inequivocabile della continuità aziendale e sportiva, nella convinzione che le ragioni della società siano presto finalmente riconosciute», esprimendo quindi fiducia per le imminenti sentenze della Corte di Giustizia Europea e del Tribunale Federale.

Sottolineando inoltre «che “Chievo” e “Chievo Verona” sono marchi registrati sia a livello nazionale che europeo, dei quali Chievo Verona s.r.l. è titolare esclusivo e che, pertanto, è vietato a chiunque fare qualsiasi uso di tali segni. La violazione di tale divieto espone ad azione interdittiva ed al risarcimento del danno. Inoltre, sono imputabili di concorso in violazione del marchio tutti coloro che agevolano o consentono lo sfruttamento dei segni “Chievo” o “Chievo Verona” da parte di soggetti diversi da Chievo Verona s.r.l., cioè vendere al pubblico beni o servizi (inclusa la organizzazione del giuoco del calcio) in relazione ai quali sia utilizzato il segno contraffatto, o che rivendono o commercializzano o lucrano provvigioni su beni o servizi contraffatti.

Si precisa che l’aggiunta di un numero (o di altri elementi non distintivi) al segno “Chievo”, ovvero l’uso di “Chievo” nell’ambito di un segno complesso, non esclude in alcun modo la violazione». Chiaro il riferimento anche al Chievo 2021, la nuova società creata da Sergio Pellissier iscritta al girone B di Terza categoria. •. 

Alessandro De Pietro

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