Politica ed economia

Luca Zaia: «Intel a Verona, super progetto. Resto in Veneto anche per questo»

Zaia: «Io ministro? No, qui tante iniziative da portare a termine»
Luca Zaia in via Bellerio dopo il voto
Luca Zaia in via Bellerio dopo il voto
Luca Zaia in via Bellerio dopo il voto
Luca Zaia in via Bellerio dopo il voto

Nel cuore del mercato centro-europeo, in posizione strategica, con un interporto che ogni anno si contende il primato con quello di Brema, una dimensione media delle imprese elevata e dinamica e forti elementi di competitività: il territorio di Verona è questo, e indubbiamente grazie a questo è nel mirino di Intel, il colosso americano di microchip e semiconduttori, per un insediamento industriale a Vigasio, come riportato da L’Arena nei giorni scorsi.

A confermare la portata del progetto e dell’investimento di Intel nel Veronese ieri è stato anche il governatore del Veneto Luca Zaia a Trieste a margine di un incontro. E sarebbe uno dei motivi per cui non accetterebbe un incarico nel nuovo governo. Perché è uno degli impegni che vuole portare a termine come presidente della Regione.

Progetti e politica, le scelte di Zaia

«Fare il ministro nel nuovo governo? Questa domanda me la fate ogni volta che si va a votare», ha detto Zaia. Io mi devo occupare del Veneto. Fra l’altro - ha aggiunto Zaia - avete visto che grosso progetto, forse il più grande della storia a livello nazionale, che sta interessando Verona, è quello di Intel. Se io mollassi il Veneto significherebbe che molti dei progetti, non solo questi, rischierebbero di non vedere la luce» Progetto che conferma l’attrattività del territorio scaligero da parte delle imprese.

Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, centro ricerche economiche sociologiche e di mercato, che in occasione della ricerca «Verona 2040» aveva analizzato la provincia scaligera sulla base di diversi parametri, ne aveva evidenziato le potenzialità. «Non è casuale», dice, «questo interesse da parte di una società così importante nei confronti del territorio scaligero, considerata l’attrattività e viste le possibilità che la città e la provincia hanno davanti nei prossimi anni. Se Verona è considerata appetibile da Intel, questo significa che è l’area giusta: e se l’operazione giungesse a compimento, si rafforzerebbe ancora di più».

Un impegno da parte della Regione Veneto

Un risultato a cui sta lavorando da un anno la Regione Veneto, per il quale hanno garantito l’impegno i neoparlamentari veronesi, e fortemente auspicato da Confindustria Verona, il cui presidente Raffaele Boscaini ha lanciato un appello a «dimostrare che Verona e la Regione sono anche un territorio che accoglie le imprese, che agisce con metodi e tempi del mondo aziendale e che tutti, dagli enti alle istituzioni alla politica, sanno essere fattori di facilitazione. Questo investimento, infatti», ha detto, «sarebbe strategico non solo per i numeri annunciati, ma anche per il tipo di settore».

I numeri sono quelli di un investimento da 4,5 miliardi di euro e quasi 5.000 posti di lavoro, tra diretti (1.500) e indotto (3.500), e che potrebbe peraltro colmare le criticità evidenziate mesi fa nel rapporto elaborato dal Cresme con Confindustria Verona e Ance Verona, la ricerca «Verona 2040. Scenari strategici e progetti di trasformazione». In esso si evidenziava tra l’altro che la provincia scaligera deve puntare di più sulla capacità innovativa: è infatti al 26° posto in Italia per brevetti, al 41° per occupati high tech, al 50° per numero di laureati e al 39° per indice di innovazione.

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Laura Zanoni