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Il fenomeno culturale

Verona è diventata meta europea per i writers

di Chiara Bazzanella

Sono arrivati in furgone da Berlino. Hanno dipinto nuovi murales sulla parete di stradone Santa Lucia che confina con l'area dell'ex scalo merci dei treni, e sono ripartiti.

Perché Verona è diventata un centro attrattivo per gli writers europei

Un fatto non isolato, e che testimonia quanto Verona, dopo i permessi permanenti rilasciati dal Comune all'Associazione Street Scaligera per dare il benestare all'arte muraria legale e realizzata alla luce del sole, stia diventando un punto di riferimento per i graffitari di tutta Europa.

Il via vai di writers è continuo. In particolare nel fine settimana arrivano nella nostra città fino a 20 o 30 persone a dipingere sui muri a disposizione, non solo in stradone Santa Lucia, ma anche sul canale Camuzzoni (il primo a essere sdoganato dall'amministrazione già nel 2015), a San Massimo, all'interno del parco Cuore Verde, sul retro della stazione di Caldiero e pure a Isola della Scala.

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Le nazionalità sono le più disparate, tedesche, spagnole, francesi, ma molti artisti giungono a Verona anche da altre città italiane.

La passione per Verona è nata con il passa parola, dopo le Jam organizzate dalla Street Scaligera, formata da writers e street-artist che si occupano della riqualificazione di aree urbane, che, solo lo scorso ottobre, hanno attirato in città oltre cento graffiti artists del panorama locale e internazionale. Il primo raduno risale però al 2017.

Le jam a Verona

«Le Jam contribuiscono a far spargere la voce che a Verona c'è la possibilità di esprimersi in modo libero e creativo su determinate pareti», fa presente Tommaso Righetto, presidente dell'associazione. «Milano e Bologna storicamente hanno dato spazio ai graffiti, ma a Verona l'unica possibilità, in passato, era quella agli ex magazzini generali o l'espressione clandestina.

Ora invece siamo diventati un nuovo riferimento culturale e il riciclo di opere murarie è continuo. I volontari della nostra associazione, circa una ventina, si limitano a indicare dove si possa dipingere, salvaguardando le opere di artisti che purtroppo non ci sono più, come Nape, ed evitando che prenda il sopravvento una giungla di graffiti perché ognuno abbia spazio e visibilità a turno nella piena legalità artistica».

Oltre ad attrarre gli artisti, la nostra città, grazie alla presenza dell'arte muraria, è divenuta appetibile pure per gli appassionati di street art a caccia di opere che si scrivono e contattano tra loro sui vari canali social, per avere informazioni e “dritte” su dove recarsi per ammirare nuove creazioni.
«Si tratta di un turismo particolare e specifico», va avanti Righetti, «un anno e mezzo fa con una serie di colleghi abbiamo fondato Cracaus, unica galleria d'arte in Italia esclusivamente incentrata sulla street art. Questo spazio rappresenta un ulteriore attrattore per gli amanti del settore”.
La galleria, nata il 15 ottobre del 2022, si trova in via Giolfino, a Porta Vescovo, sul ciglio della ferrovia. I locali erano un tempo frequentati da malavita e spacciatori, da qui il nome Cracaus, deformazione della parola americana crackhouse. Il 9 marzo lo spazio espositivo lancerà una nuova mostra con elaborati a livello alfabetico di 38 diversi artisti internazionali.

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