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Letteratura/cinema

Neri Pozza da Oscar: i premi nascono dai libri

di Chiara Roverotto
La casa editrice non è nuova ad exploit: lo scorso anno lo fece con “Il potere del cane” di Savage ora con le 4 statuette per Remarque

Libri e film viaggiano sullo stesso binario? «Sicuramente più di un tempo. Anni addietro vedere un film tratto da un romanzo era un evento quasi eccezionale. Ora è tutto più semplice, gli sceneggiatori cercano contenuti e dove trovarli se non nei libri?». Sabine Schultz - editor per la letteratura straniera della casa editrice Neri Pozza del Gruppo Athesis- non ha dubbi al riguardo. 
Del resto speranza, ambizione, sofferenza, angoscia, amore, paura; oltre ad appartenere alla vita di ciascuno di noi, vengono descritti, sviscerati e analizzati in molti romanzi. «Niente di nuovo sul fronte Occidentale di Remarque si è aggiudicato quattro Oscar, questo libro per Neri Pozza è una sorta di long-seller, ne vendiamo più di diecimila copie all’anno, sarà sempre nei nostri cataloghi indipendentemente dall’ultimo successo. Certo - aggiunge - ci fa piacere, le prossime copie le venderemo con le fascette che ricorderanno ai lettori il riconoscimento cinematografico. Ma resterà, sempre e comunque, un libro importante. Imprescindibile per descrivere la guerra». 

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Il potere del cane

Anche lo scorso anno con “Il potere del cane” romanzo scritto nel 1967 da Thomas Savage, ripubblicato da Neri Pozza e dal quale la regista Jane Campion ha tratto un film, prima premiato al festival di Venezia con il Leone d’argento e ancora lo scorso anno con l’Oscar alla regia. Una trama particolare: George e Phil, sono una coppia di fratelli che vive in un grande ranch nel Montana. I rapporti cambiano quando il primo sposa una donna e il fratello tormenta lei e suo figlio Peter. Dialoghi, fotografia e ambientazione che ne hanno fatto un cult. 

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Gli altri titoli

I titoli per la casa editrice potrebbero proseguire citando Roman Gary con “La vita davanti sé” diretto da Edoardo Ponti con una meravigliosa Sophia Loren come protagonista. Paulette Jiles con “Notizie dal mondo” girato da Paul Greengrass per Netflix con Tom Hanks del 2021. Joanna Rakoff “Il mio anno con Salinger” con la regia di Philippe Falardeau con Sigourney Weaver e la giovanissima Margaret Qualley. «Questo libro - prosegue Schultz- rientrava nell’ambito di quella letteratura che incuriosisce il lettore. Lo scrittore di cui non si sa nulla, che ha scritto un libro che è diventato un manifesto per milioni di giovani e non solo, la trasposizione cinematografica ci stava tutta».

Altri titoli da aggiungere sono quelli di Graham Swift “Un giorno di festa” sugli schermi con il titolo “Mothering Sunday” con la regia di Eva Husson con Olivia Colman e Colin Firth. «A cambiare il mondo della produzione in questi anni sono state le nuove piattaforme - sottolinea Shultz-: con Netflix, Amazon Prime oppure Apple TV si è aperto un mondo per la regia. E per gli sceneggiatori andare a pescare tra i libri è stata una scelta semplice. “Il serpente dell’Essex” di Sarah Perry, per esempio, prima è stato il libro più letto, poi è seguita la miniserie nel 2022 che ha avuto un successo internazionale».

La chiave in regia

Ma non è solo un Oscar a cambiare il passo delle vendite di un libro, a volte basta anche il nome del regista. «Certo - aggiunge ancora l’editor di Neri Pozza - mi ricordo quanto accaduto con “Tre piani” di Eshkol Nevo. Appena si è saputo che il regista Nanni Moretti ne aveva acquistato i diritti per girarne un film, le vendite sono triplicate e il titolo per la nostra casa editrice rimane un best seller. Ma questo vale per tutti i libri di Nevo che pubblichiamo. Senza dimenticare che ci sono autori con titoli importanti alle spalle, che hanno abbandonato la scrittura per darsi alla sceneggiatura. Sicuramente più reddittizia, viste anche le richieste del mercato». Un altro film tratto da un libro edito dalla casa editrice del gruppo Athesis è quello di Robert Seethaler “Una vita intera” che verrà presentato prossimamente a Cannes dopo essere passato alla Berlinale a febbraio. Ancora “La ragazza dell’orecchino di perla” di Tracy Chevalier arrivato nelle sale nel 2003 dopo un enorme successo di pubblico; “La cena” di Herman Koch: due adolescenti picchiano e uccidono una barbona e le famiglie non riescono ad affrontare l’argomento nemmeno a tavola. Se questi sono alcuni dei titoli trasformati in lungometraggi restano le serie tv, numerose, tratte dai libri editi da Neri Pozza. “Belgravia” di Julian Fellowers, “Un giorno” famoso romanzo di David Nicholls prodotta per Netflix e non ancora arrivata in Italia, dello stesso autore anche “Noi” trasmessa per ora solo in Inghilterra. Quest’anno è attesa anche la trasposizione cinematografica di “L’arte dell’henné a Jaipur” di Alka Joshi prodotta da Sri Rao.

 

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