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15.05.2018

Agenti candidati a San Mauro per il mese di permesso pagato: «Che male c'è?»

Il municipio di San Mauro e Angelo Campanile
Il municipio di San Mauro e Angelo Campanile

Un lista tutta formata da agenti di custodia di polizia penitenziaria è una novità assoluta per San Mauro di Saline, che non ha ancora un carcere entro i propri confini.

La lista «Alba chiara», che candida a sindaco Angelo Sebastiano Campanile, agente di polizia penitenziaria della casa circondariale di Montorio, qui è una novità, ma la stessa compagine - il nome si ispira al grande successo di Vasco Rossi - si è presentata più volte in giro per l’Italia (vedi anche l’articolo a fianco). È apparsa negli anni in altri Comuni minuscoli, tutti con meno di un migliaio di abitanti, dove la legge prevede che non sia necessaria la raccolta di firme a sostegno dei candidati. In base a questa norma, chiunque abbia i requisiti di eleggibilità può raccogliere una dozzina di amici e presentarsi all’Ufficio elettorale di un piccolo Comune per depositare la propria lista.

Che nessuno poi la voti non è affare di chi la deve registrare e a quanto pare questo non interessa molto nemmeno a chi si candida, perché l’obiettivo non dichiarato non è quello di vincere e amministrare o di dedicarsi all’opposizione, quanto piuttosto quello di usufruire dei 30 giorni di aspettativa retribuita. Se poi si viene eletti, è possibile ottenere l’avvicinamento del posto di lavoro al luogo in cui si dovrà fare l’amministratore e nel caso di persone che lavorano a Verona ma hanno famiglia in altre regioni questo non è un dettaglio trascurabile. Anche questo garantito dalla normativa che riguarda i dipendenti del ministero della Giustizia.

Le ferie le prevede l’articolo 81 della legge 121 del 1981 per tutti i poliziotti, a cui garantisce aspettativa speciale con assegni dal momento dell’ accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale, con l’unica prescrizione di non farla in divisa e nella circoscrizione nella quale sono candidati non potranno entrare in servizio per un periodo di tre anni dalla data delle elezioni. Sono 40 i poliziotti di Montorio in aspettativa elettorale retribuita, su 300 in servizio effettivo: chi resta al lavoro invece si deve aspettare un carico di otto ore per turno anziché sei, rischi di saltare il riposo o di rientrare dalle ferie per coprire i buchi lasciati dai colleghi candidati in campagna elettorale.

«Sarà dura ritornare al lavoro in carcere alla fine del mese elettorale in Lessinia. Che trattamento le riserveranno i colleghi?», chiediamo al candidato sindaco Angelo Sebastiano Campanile. «Peggio di così come vuole che vada a finire?», risponde Campanile, un po’ seccato per l’onda di polemiche che la notizia della candidatura sta suscitando. Quindi ammette: «Un mese di ferie fa comodo a tutti e non è certo colpa mia se la legge lo prevede. Non sta bene? Si cambi la legge, ma non venite a metterci la croce addosso a noi. Non siamo delinquenti».

E il lavoro che Campanile svolge è tra i più duri: «Quando stiamo sul lavoro a sputare sangue in mezzo a situazioni difficili, con persone dalle quali riceviamo solo insulti e violenze psicologiche, oltre a minacce di denunce per ogni minimo intervento che facciamo, non viene nessuno a prendere le nostre difese», aggiunge. Ma 40 che se ne vanno in ferie non è proprio una passeggiata per chi deve organizzare e garantire la continuità del servizio. «Le carenze dell’amministrazione della Giustizia in Italia vengono sempre scaricate su chi non ha colpa. Qual è la nostra responsabilità? Ci sono persone distaccate da anni che non si sono mai presentate a lavorare e si viene a fare un caso per trenta giorni nostri?», replica Campanile. Le liste esclusivamente di poliziotti penitenziari in corsa per il voto del 10 giugno sarebbero solo due secondo Campanile, a San Mauro di Saline e a Borgofranco sul Po, qui con il nome «Passi nel futuro» e candidato il collega Biagio Stasi con altri dieci. Poco più della metà degli assenti dal carcere di Montorio: gli altri sarebbero optati in liste di partiti che li hanno candidati come consiglieri.

Un sistema non del tutto nuovo, tant’è che lo stesso Campanile è stato candidato in passato in Abruzzo: «Pensavo a un avvicinamento a casa, io sono laziale», spiega, «ma poi ho trovato una nuova compagna e ho deciso di restare a Verona». Ma se non c’è più il motivo dell’avvicinamento, che senso ha la candidatura a San Mauro di Saline? «Diciamo che è un capriccio. Vedere se qualcuno mi vota e tentare una scommessa per scendere in politica con persone che non si sono mai candidate», risponde Campanile e invita tutti alla presentazione della lista, venerdì 18 alle 18 al bar ristorante Tre Stelle di via Roma. •

Vittorio Zambaldo
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