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18 novembre 2018

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13.05.2018

I poliziotti si candidano nei paesini, il carcere si svuota di agenti

Il carcere di Montorio
Il carcere di Montorio

Passione per la pubblica amministrazione, per la politica o voglia di staccare dal lavoro quotidiano per un periodo peraltro retribuito? O è solo una coincidenza quella che vede una quarantina di poliziotti della Penitenziaria in servizio a Montorio candidati alle elezioni comunali del prossimo 10 giugno? 

Tutti in Comuni piccoli, quelli per cui non è necessario raccogliere firme per presentare una lista. Nel nostro caso stiamo parlando di San Mauro di Saline e Borgofranco su Po, in provincia di Mantova. Ha suscitato curiosità nel Mantovano una lista, su tre, in cui compaiono molti candidati residenti a Vago di Lavagno, Zevio, San Martino Buon Albergo, Verona (e tre residenti a Bologna). Inoltre i candidati di questa lista («Passi nel futuro») sono nati in provincia di Potenza, di Foggia, Bari, Agrigento, Lecce e persino a Stoccolma. Su dieci candidati (11 con il sindaco), sette lavorano come poliziotti della Penitenziaria nella casa circondariale di Montorio. Una candidata è la moglie di un poliziotto, anche lei poliziotta. A presentare la lista un altro poliziotto di Montorio.

Lo stesso vale per la lista «Alba chiara» a San Mauro di Saline. Quello delle aspettative elettorali è un fenomeno nato in sordina una decina di anni fa ma che è andato via via crescendo fino ad assumere proporzioni considerevoli. Così come avvenne negli anni per i consiglieri dei consorzi A.S.I. (nomina politica) che venivano distaccati per tutta la durata del proprio mandato ma ai quali, proprio a causa della crescita esponenziale di tali “consiglieri” poliziotti penitenziari, fu posto un freno stabilendo che la sola nomina in un consorzio, dove l’attività del consigliere si riduce a una o due riunioni l’anno, non dava alcun diritto al distacco né al trasferimento.

È l’articolo 81 della legge 121 del 1981 che permette ai poliziotti di candidarsi. Recita al capitolo VII: «Gli appartenenti alle forze di polizia candidati ad elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento della accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale e possono svolgere attività politica e di propaganda, al di fuori dell'ambito dei rispettivi uffici e in abito civile. Essi comunque non possono prestare servizio nell'ambito della circoscrizione nella quale si sono presentati come candidati alle elezioni, per un periodo di tre anni dalla data delle elezioni stesse».

Nella lista di San Mauro di Saline, «Alba chiara», tutti i candidati sono poliziotti della Penitenziaria di Montorio. È la legge che dà questa opportunità, va ribadito, tutto lecito. Ma come sostengono da più parti all’interno del carcere, sono una quarantina quelli che si sono messi in lista in giro per l’Italia, su un organico di 300 agenti: significa che chi resta si deve sobbarcare orari di otto ore per turno anzichè sei, deve saltare il riposo o rientrare dalle ferie per lavorare al posto di chi è in campagna elettorale tra Marche, Abruzzo, Veneto e Lombardia.

Alessandra Vaccari
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