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05.12.2018

«Non sapevo
fossero bombe
Ho preso 500 euro»

Uno degli ordigni sequestrati (Dienne)
Uno degli ordigni sequestrati (Dienne)

Ha spiegato, ha assicurato che non sapeva cosa conteneva il pacco che avrebbe dovuto ritirare a Rovato per poi consegnarlo a Verona o, se non avesse trovato il contatto, a Padova. Nel corso dell’udienza di convalida celebrata davanti al gip Marzio Guidorizzi, Salvatore Lodato ha raccontato come fosse stato avvicinato da un frequentatore di una sala scommesse che gli aveva chiesto di accompagnarlo nel Bresciano per ritirare un pacco. Per il disturbo avrebbe ricevuto un compenso di 500 euro e lui, pur sospettando che probabilmente si trattava di qualcosa di non particolarmente «limpido», ha accettato. Finendo in un ingranaggio più grande di lui, perché quei tre chili di polvere pirica (1.350 grammi, 700 e 640 grammi) racchiusi in tre ordigni collegati a telecomandi e pronti per essere fatti esplodere, lo hanno fatto finire in carcere con l’accusa di detenzione di materiale esplosivo.

 

E in carcere resterà: ieri al termine dell’udienza il gip ha convalidato l’arresto e mantenuto la massima misura custodiale per l’operaio che fa lavori saltuari (è difeso dagli avvocati Davide Adami e Giulia Martini). Una vicenda che dovrà essere approfondita, anche perché nella Dacia station wagon di Lodato la Polstrada ha rinvenuto un foglietto con le indicazioni stradali per andare a ritirare i pacchi. Stando a quello che il magazziniere di 54 anni originario di Mazara del Vallo ma residente con la famiglia a Strà, nel Veneziano, ha spiegato dopo la richiesta di essere accompagnato a Rovato lo sconosciuto all’ultimo momento non è salito in auto con lui. Gli era stato detto che si trattava di materiale elettrico guasto ma a quel punto non si è fatto troppe domande ed è andato nel Bresciano. Dopo aver sistemato gli involucri, uno dietro al sedile del passeggero e uno davanti, ha imboccato la Serenissima, avrebbe dovuto lasciare la merce al distributore prima di Verona sud e qualora non avesse trovato qualcuno ad attenderlo avrebbe dovuto proseguire fino a Padova. Ignaro di cosa trasportava (non l’avrebbe probabilmente lasciato in bella mostra all’interno dell’abitacolo) ha proseguito il viaggio ma è incappato in un controllo della Polstrada, la verifica sulla targa del veicolo ha fatto emergere che era sottoposto a fermo per il mancato pagamento di sanzioni amministrative. E il cinquantenne è stato fermato. Poi gli agenti hanno controllato l’interno della Dacia, aperto gli involucri e trovato gli ordigni. Era finito in un ingranaggio più grande di lui. • F.M.

F.M.
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