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Solidarietà

A Dossobuono l'«olio del parroco» va a ruba

di Fabio Tomelleri
Don Andrea Mascalzoni e i volontari raccolgono le olive dalle piante in parrocchia e giardini: il ricavato va a opere benefiche
Don Andrea Mascalzoni e i volontari raccolgono le olive (foto Pecora)
Don Andrea Mascalzoni e i volontari raccolgono le olive (foto Pecora)
Don Andrea Mascalzoni e i volontari raccolgono le olive (foto Pecora)
Don Andrea Mascalzoni e i volontari raccolgono le olive (foto Pecora)

La canonica si trasforma in un «oleificio solidale». A Dossobuono spopola infatti l’olio d’oliva del «don» il cui ricavato va in beneficenza. Il parroco settantenne don Andrea Mascalzoni, infatti, con alcuni volontari e, per un giorno, anche gli ospiti della Piccola Fraternità, con rastrello e rete hanno bacchiato le olive delle piante che, da 25 anni, abbelliscono il sagrato parrocchiale.

Passione per gli ulivi

Don Mascalzoni, originario di Palazzolo di Sona, ha nel suo dna la passione per gli ulivi. E non si è limitato ai soli alberi del sagrato e dei giardini parrocchiali, bensì ha battuto a tappeto tutti i giardini del paese dove vi fossero queste specie di piante abbandonate. «Lo faccio da cinque anni», confessa don Mascalzoni, «assieme ad un gruppo di persone volenterose girando anche fuori Dossobuono. Inizialmente avevo incominciato con raccogliere le olive che cadevano dagli alberi del piazzale della chiesa. Mi dispiaceva che venissero sprecate. Poi il nostro raggio di azione si è ampliato con il passaparola. Un giorno siamo andati in una tenuta di Mezzane. In un’altra occasione ci siamo pure recati nella mia corte d’origine, a Palazzolo, dove ci sono 20 ulivi. Alla squadra di volontari va il mio affetto».

Successo

L’ «Olio della Fraternità», questo è il nome scelto da don Mascalzoni e dalle persone coinvolte nel progetto, viene poi imbottigliato in canonica. «Ci sono sette persone addette a questa operazione», riferisce il parroco, «mentre la Piccola Fraternità si occupa di confezionamento ed etichettatura che, in caso di grandi quantitativi, può essere pure personalizzata».

«Dall’anno scorso», riferisce Erika Dusi, responsabile della raccolta fondi della Piccola Fraternità, «l’iniziativa benefica si è allargata alle imprese di Dossobuono e Villafranca in un’ottica di welfare aziendale. Le ditte ci richiedono le bottiglie per omaggiare i loro dipendenti o clienti e noi in cambio riceviamo un’offerta sotto forma di donazione liberale». «Oltre al valore benefico», annotano i responsabili della Piccola Fraternità, a cominciare dal direttore Stefano Manara, «quest’iniziativa ha un valore ambientale importante, visto che le olive vengono raccolte da ulivi privati e oliveti spesso abbandonati». 

Solidarietà

Lo scorso anno sono state circa un migliaio le bottiglie riempite con l’olio «made in parrocchia». La stessa presentazione della produzione dell’annata si è trasformata in un «bruschetta day». «Non c’è modo migliore», annota Manara, «di presentare l’Olio della Fraternità che condividerlo con quanti ci vogliono bene».

«Pure il frantoio Pog di Ceredello», rivela don Mascalzoni, «dove mi sono recato per la spremitura, visto lo scopo benefico dell’iniziativa, mi ha dato una mano facendocela gratuitamente, consentendoci così di destinare il ricavato alle famiglie bisognose e ai vari progetti». «I fondi ricavati dall’olio solidale», puntualizzano alla Piccola Fraternità, «saranno usati per finanziare i soggiorni estivi, un corso di musicoterapia e un percorso di pet therapy per gli ospiti della struttura». «Questo progetto di volontariato», conclude il parroco, «è ricco di significati, poiché l’ulivo è simbolo universale di pace. Il nostro slogan è: la comunità che produce e il gusto che rimane».

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