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Pescantina

Se c'è Laura, la carta canta. I libri tattili conquistano Parigi

di Maria Vittoria Adami
La veronese Cattabianchi ha realizzato un progetto di pagine sonore che una casa editrice francese ha pubblicato
Laura Cattabianchi firma le copie del suo libro a Parigi (foto Juan Jerez)
Laura Cattabianchi firma le copie del suo libro a Parigi (foto Juan Jerez)
Laura Cattabianchi firma le copie del suo libro a Parigi (foto Juan Jerez)
Laura Cattabianchi firma le copie del suo libro a Parigi (foto Juan Jerez)

Il sussurro di frange ritagliate animate da un soffio, il suono croccante di un foglio accartocciato, quello sordo delle dita su un cartoncino ruvido, quello crepitante di una velina stropicciata. La carta canta sotto le mani. Evoca immagini, racconta storie che inventiamo al momento, stringe relazioni. È il mondo che apre a bambini e adulti, Laura Cattabianchi, 39 anni, di Pescantina, ma parigina d’adozione, laureata al Dams nell’indirizzo di cinema, oggi autrice di libri tattili e reduce dal Salone dei libri e della stampa per l’infanzia di Parigi dove ha presentato il suo «Dans les bois» (Nei boschi), il libro di carta da «leggere» con le mani e pensato per tutti i bambini, anche ciechi o ipovedenti.

Una pagina del libro di Cattabianchi: camminata nel bosco di carta con scritte in braille
Una pagina del libro di Cattabianchi: camminata nel bosco di carta con scritte in braille

La passeggiata nel bosco di carta è un libro-progetto nato nel 2019 per il quale Cattabianchi ha partecipato al concorso per libri tattili «Tocca a te» promosso dalla Federazione nazionale Istituzioni pro ciechi di Roma. Poi una telefonata dalla Francia: la casa editrice Les doigts qui rêvent (Le dita che sognano), specializzata in libri tattili per bambini, ha voluto pubblicarlo. Ne è uscito un volume che sembra uno scrigno e che racconta appunto una passeggiata nel bosco «con il tatto della carta», spiega Cattabianchi: «L’idea è: una pagina, una carta, un gesto, un suono».

Dieci pagine, per dieci illustrazioni tattili con otto tipi di carta, un tessuto e un inserto in velcro. «La pagina manipolata crea un suono e suggerisce cosa fare, pone domande innescando sensazioni che fanno fantasticare: ora calpestiamo foglie secche, ora si rompe un ramo, ora si alza il vento, ora piove e si scappa a casa davanti al camino. Ognuno immagina ciò che vuole e la storia prende vie diverse».

Tra lettura e immaginazione

Ogni carta è accompagnata da un breve testo scritto in nero e in grande, perché lo legga anche chi ha difficoltà. Sotto, il testo in braille: «Deve essere il più leggibile possibile e passa al vaglio degli ipovedenti». I bimbi si sono messi in fila a Parigi per il firmacopie di Cattabianchi ma Dans les bois porta un’altra firma veronese. «La carta per la struttura del libro è stata donata dalla Fedrigoni alla casa editrice che conta su mecenati».

Libri e biglietti sonori

Cattabianchi è arrivata a Parigi con l’Erasmus durante gli studi al Dams. Ha poi lavorato a Parigi per una biblioteca organizzando laboratori per bambini legati a mostre temporanee: «Mi sono occupata di libri per bambini e della loro applicazione sui tablet, da lì la riflessione su come il suono agisca sulla narrazione. Nei miei libri c’è sempre correlazione tra carta e suono: ogni carta produce un rumore, suscita una sensazione e una storia da inventare». Ne è nato «Livre-à-sons», il progetto sul potere evocativo del suono della carta: «Si può fare una storia anche con lo scontrino della spesa. Ma sono anche suoni metaforici che evocano ricordi, pensieri e riflessioni. Le risposte al suono della carta lasciano libertà ed è un momento che ci si prende: ci si mette nella condizione di ascoltare e di ascoltarci, si stimola la fantasia, ma è anche un tempo per sé, per creare senza per forza dover fare e dover finire. C’è spazio per esplorare e creare, ma si intessono anche legami, si aprono discussioni».

Cattabianchi come freelance propone, tra Francia e Italia, anche progetti sensoriali e laboratori in scuole, ospedali e biblioteche, per bimbi e adulti, dagli insegnanti agli anziani. «È un lavoro che non avevo previsto, ma mi piace molto perché incontro persone diverse in ogni contesto». E poi lavora ai «biglietti sonori», «per mandare un suono a qualcuno, come il soffio del vento».

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