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Guardaparco La questione è in alto mare

di Marta Bicego
Il parco naturale della Lessinia
Il parco naturale della Lessinia
Il parco naturale della Lessinia
Il parco naturale della Lessinia

Tornano le preoccupazioni sul personale del Parco naturale della Lessinia. «Qual è l’iter della delibera del Consiglio direttivo numero 3 del 20 gennaio?», ha chiesto Angelo Mancone, componente della Comunità del Parco, in rappresentanza delle associazioni ambientaliste. La richiesta, al termine dell’ultima seduta dell’ente che, tra i vari punti da discutere, prevedeva l’approvazione del bilancio. La delibera citata da Mancone riguarda il Piano di fabbisogno del personale che, fino al 2025, non contempla la figura del guardaparco. Documento che nei mesi scorsi ha innescato le rimostranze di ambientali e politici. Fino all’intervento della Giunta regionale che, il 29 marzo scorso, ha dettato nuove disposizioni. In particolare, vi si legge, «viene nominato il Commissario liquidatore della Comunità montana della Lessinia che dovrà completare l’adozione del Piano di successione dell’ente e il definitivo scioglimento dello stesso». Fornisce inoltre alcune linee guida per l’utilizzo temporaneo del personale della Comunità a favore del Parco. La richiesta di chiarimento di Mancone era indirizzata a Massimo Sauro, vicepresidente con delega alle Risorse umane, che ha replicato: «La delibera è agli atti della Regione e stiamo aspettando una risposta per valutare come proseguire». Mancone ha richiamato un paragrafo della delibera 352 che precisa «ancora non concluso l’iter di formale di approvazione della dotazione organica dell’ente Parco» e che, ad una prima proposta sul personale, accenna ad «alcune criticità» riscontrate. Da qui l’insistenza di Mancone nel voler fare chiarezza: «Il Direttivo ha posto la richiesta alla Regione di sapere quali sono queste criticità?». In replica, il presidente del Parco, Giuliano Menegazzi, ha ripercorso l’iter. «Al nostro insediamento», ha spiegato, «abbiamo trovato una convenzione tra Comunità montana e Parco dove veniva messo a disposizione, da parte della Comunità, il proprio personale». Una volta liquidata la Comunità, ha aggiunto, «i costi coperti a bilancio per il personale e per la gestione del patrimonio non avrebbero più trovato compensazione economica, se non in una revisione del bilancio del Parco, che non era in previsione». Una tematica rilevante, «sottoposta alle commissioni regionali Parchi e Bilancio», ha indicato Menegazzi, «che non ha mai avuto risposta». Fino alla delibera 352 della Giunta regionale che, per il presidente del Parco, «dà dei punti fermi sia sul personale che sul patrimonio» oltre a nominare un commissario liquidatore, che ha sei mesi di tempo per liquidare la Comunità montana. «Abbiamo inviato alla Regione la richiesta in vista della futura apertura di un bando per il direttore del Parco e», ha concluso Menegazzi, «appena saremo pronti, faremo anche noi questo passaggio».•.

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