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Grezzana

Scavi archeologici usati per giocare: la protesta corre sui social

Già un centinaio di persone chiede più rispetto per i resti di un monumento funerario. L'assessore: «Non c'è protezione perché così ha voluto la soprintendenza»
Gli scavi archeologici in piazza a Grezzana (foto Pecora)
Gli scavi archeologici in piazza a Grezzana (foto Pecora)
Gli scavi archeologici in piazza a Grezzana (foto Pecora)
Gli scavi archeologici in piazza a Grezzana (foto Pecora)

Sono già un centinaio le persone che, ad oggi, si sono unite al virtuale, ma virale, corteo di protesta sulla pagina Facebook pubblica di Grezzana Channel contro i ragazzini che giocano tra i resti del monumento sepolcrale, che risale ai Romani, nella centralissima piazza Carlo Ederle.

«Sono profondamente turbato. Non sono soltanto pezzi di pietra. Sono testimonianze preziose di vita», osserva l’autore del primo commento da cui è iniziata la contestazione. «Quell’avvallamento è liberamente accessibile proprio per avvicinare le nuove generazioni ai propri predecessori. Fu predisposto così dalla Soprintendenza, senza recinzioni attorno al perimetro e pannelli per proteggere i reperti», replica, ma non tramite i social, l’assessora alla cultura Rosamaria Conti.

Nei dintorni della cittadina, tra l’altro, si trovano alcuni degli insediamenti preistorici più importanti d’Italia. «Ci sarebbe bisogno, piuttosto, di maggior rispetto dei luoghi da parte degli adulti che accompagnano i giovanissimi, il più delle volte inconsapevoli di ciò che rappresenta il patrimonio storico», aggiunge l’amministratrice comunale.

I grandi blocchi ricavati dalle cave della Valpantena furono ritrovati nel 2015, al tempo dell’ amministrazione dell’ ex sindaco Mauro Fiorentini, durante i lavori di rifacimento della piazza principale del paese, su cui si affacciano gli uffici comunali. Le rocce curvilinee farebbero parte di un mausoleo funerario circolare, appartenuto probabilmente a una famiglia dall’elevata posizione sociale. Nell’antica Roma, il cilindro di macigni, quasi sicuramente sormontato da una copertura, prese il posto del tumulo verdeggiante dal basamento rotondo.

Il rinvenimento a Grezzana fu considerato eccezionale, poiché avvenuto nell’Italia settentrionale, anziché nella capitale, collocabile tra la fine della repubblica e l’inizio dell’impero romano. Ulteriori beni archeologici furono recuperati quando furono demolite le tombe del cimitero che si trovava al posto dell’attuale municipio. Suggestivo, a Natale, è il presepe collocato dalla Pro loco proprio in prossimità dei sassi ben sagomati in piazza Carlo Ederle. «Confido, d’ora in poi, nel miglior comportamento di quanti si avvicineranno a quel sito», conclude l’assessora alla cultura.

Stefano Caniato

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