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verso le elezioni

Amministrative, 48 Comuni veronesi su 98 al voto: tutti i candidati e le liste

di Maria Vittoria Adami
Dei 113 candidati sindaco, 20 donne. Nelle 141 liste 1.742 aspiranti al consiglio comunale
Doppia tornata: l’8 e 9 giugno si voterà per le amministrative e per le europee
Doppia tornata: l’8 e 9 giugno si voterà per le amministrative e per le europee
Doppia tornata: l’8 e 9 giugno si voterà per le amministrative e per le europee
Doppia tornata: l’8 e 9 giugno si voterà per le amministrative e per le europee

Un banco di prova, ma su due piani, quello delle europee e quello delle amministrative. L’8 e 9 giugno dalle urne usciranno le risposte a diversi interrogativi non tanto su chi vincerà e dove, quanto su come, all’interno del centrodestra, si assesteranno gli equilibri tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. E dove, dall’altra parte, il centrosinistra del Pd riuscirà a ritagliarsi un posto.

Vero è che le amministrative viaggiano con un altro passo, rispetto alle europee, ma il termometro della situazione si sentirà comunque, non solo nei grandi centri veronesi - cinque Comuni dei 48 al voto andranno al ballottaggio e i candidati sono appoggiati dai simboli di partito - ma anche in paesi più piccoli, dove il civismo spopola, ma non senza connotazioni partitiche.

 

 

A Sommacampagna ieri, 11 maggio, si è presentato il sindaco uscente Fabrizio Bertolaso, civico fino a ieri appoggiato dal centrosinistra di Sommacampagna Popolare, ma che ora si presenta con una coalizione civica a trazione Fratelli d’Italia e Lega. E sempre nel centrodestra ci sono sfide a Peschiera Gaiulli-Chincarini o a Castelnuovo Sandrini-Dal Cero. Mentre la convergenza si trova a Salizzole, Roncà, Lavagno.

Nei Comuni al ballottaggio

Altra tendenza, soprattutto nei centri che possono andare al ballottaggio, è il tandem tra FdI e FI con la Lega che se ne va da sola. Se a Valeggio, infatti, il centrodestra canta vittoria avendo ritrovato l’unione totale tra FdI, FI e Lega su Alessandro Gardoni, sindaco uscente dimissionario negli ultimi mesi per la scissione di una parte di maggioranza che poi non si è presentata con un suo candidato, la stessa unione non è stata trovata a Legnago dove Fratelli d’Italia e Forza Italia sostengono Paolo Longhi e la Lega fa quadrato su Roberto Danieli.

A Pescantina FdI e FI vanno uniti su Aldo Vangi, mentre la Lega opta per Davide Pedrotti. A Negrar e a San Bonifacio ancora tandem FdI e FI su Giorgio Mancini e su Nicola Gambin, mentre la Lega opta per Fausto Rossignoli e Fulvio Soave.

«Saranno delle primarie»

«Vediamo un trend di consolidamento del centrodestra e puntiamo a raddoppiare i sindaci», spiega Ciro Maschio, deputato e coordinatore provinciale di FdI. «Non c’è stato un posizionamento partitico ma una convergenza nei fatti sui candidati locali. In alcune parti siamo riusciti ad andare compatti, in altre no, ma senza polemiche. Nei cinque Comuni al ballottaggio, laddove si va divisi, sarà una sorta di primarie. Poi ci uniremo al secondo turno».

I numeri: dei 113 candidati sindaco, solo 20 donne. Ma a Sorgà sfida tutta al femminile

Ma ogni Comune racconta una storia a sé e per Verona sarà una tornata sostanziosa: 48 su 98 sono i Comuni al voto: un bacino di 300mila abitanti e quasi 240mila aventi diritto al voto che l’8 e 9 giugno sceglieranno il nuovo sindaco e rinnoveranno il consiglio comunale.

Sono 113 i candidati a sindaco con 141 liste e 1.742 aspiranti al Consiglio comunale. Solo venti le donne che puntano al tricolore, con un primato a Sorgà dove ci sarà una sfida a tre tutta al femminile tra Paola Bedoni, Greta Rasoli e Barbara Tregnago. Unica candidata che non è riuscita a licenziare la sua lista è Camelia Bichis, romena annunciatasi a Valeggio.

Tre risposte dalle urne

Le amministrative, tuttavia, corrono, dicevamo, su un binario diverso rispetto alle europee che daranno senz’altro risultati più interessanti al fine di un’analisi politica. «Possono dirci qualcosa i Comuni più grandi dove, essendoci il doppio turno, quasi sempre ci si riunisce al secondo turno, ma sono le europee a dare una visione più chiara», spiega il politologo Paolo Feltrin che indica tre interrogativi ai quali la corsa all’europarlamento darà risposta: «Il primo: se Meloni supererà e di quanto il 30 per cento. Il secondo: se la Lega ce la farà o meno a restare attorno al 10 per cento e chi vincerà al rush finale tra Lega e Forza Italia. Salvini ha giocato la carta Vannacci per rosicchiare voti alla destra di Meloni, mentre vedremo quanto Forza Italia riuscirà a guadagnare dalla crisi Renzi-Calenda che litigano ormai quotidianamente».

E il centrosinistra? «Il terzo interrogativo sarà appunto capire se a sinistra terrà il Pd e quanto terrà il Movimento 5 stelle, e se ci sarà un travaso da quest’ultimo al Pd. Ma è un aspetto che riguarda poco il Veneto. Il bacino di questi voti è soprattutto al Sud dove si vedrà quanti voti se ne andranno e quanti ne intercetterà la Lega di Salvini che lì va promettendo grandi opere, come il M5S promise il reddito di cittadinanza».

Le liste e i candidati

 

 

 

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