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Il caso del sacerdote veronese

Il racconto del giovane: «Nella casa del prete veronese crocifissi e sex toys»

Parla il giovane accusatore che ha incaricato un avvocato per farsi saldare dal religioso l'ultimo rapporto sessuale avuto

Le S sono due: sesso e soldi. Manca per fortuna la terza, il sangue, ma a rendere la storia ancor più pruriginosa è il fatto che il protagonista sia un prete. Un religioso della Diocesi di Verona con un’abitazione nella zona di Desenzano (Brescia) è accusato di minacce da un giovane barista venezuelano con cui avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento. Incontri retribuiti anche con bonifici in alcuni casi, tranne l’ultimo.

Ciò ha indotto lo straniero a rivolgersi ai carabinieri spiegando di essere stato minacciato dal sacerdote di 65 anni, già parroco nel Bresciano e curato nel Veronese. Per ottenere il risarcimento dell’ultima prestazione sessuale si è rivolto ad un avvocato. «Ho inviato per tre volte al domicilio del prete una raccomandata per ottenere i soldi ma sono tornate al mittente», racconta al telefono il legale bresciano. «Ora ho inviato una raccomandata alla Diocesi di Verona, visto che non possiamo risalire alla nuova dimora del prete resosi irreperibile».

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Le indagini

Sembra che il religioso si trovi a Roma dopo che lo scandalo è esploso a livello nazionale con servizi giornalistici trasmessi anche a «Zona Bianca» su Rete4. Ma la folle estate del prete gardesano non si è esaurita al primo episodio. Gli investigatori non hanno avuto nemmeno il tempo di concludere l’indagine che il sacerdote è finito al centro di una seconda inchiesta, stavolta per spaccio di droga. Una vicenda nata per caso, sganciata dalla prima. Insospettiti da uno strano viavai sotto casa, i vicini del sacerdote avevano avvertito le forze dell’ordine e durante i controlli hanno fermato un giovane con addosso qualche grammo di droga.

Era appena uscito dall’abitazione del prete con cui aveva fatto sesso, questa la sua versione, in cambio di droga. I poliziotti hanno quindi suonato al sacerdote, hanno perquisito l’appartamento e hanno trovato qualche grammo di cocaina con un bilancino di precisione. Di qui, una denuncia per spaccio. Ma non è tutto. Il giorno successivo le forze dell’ordine, supportate dai vigili del fuoco, erano tornate nella sua abitazione dove una giovane transgender, nuda e in stato confusionale, minacciava di lanciarsi da una finestra del primo piano. Cosa che poi ha fatto dileguandosi. Come il sacerdote che, stando al bollettino ufficiale della Diocesi di Verona, nel giugno 2022, aveva rinunciato ai suoi incarichi di prete nel Garda Bresciano «per motivi di salute».


App e siti di incontri

«Prendeva di mira i ragazzi stranieri e li adescava su App e siti di incontri», ha detto il 31enne sudamericano che per primo ha denunciato l’ex parroco. «Su Grindr non aveva foto e si faceva chiamare Gabriele. Ma a volte faceva contattare i giovani da qualche ragazzo. C’era sempre molta gente in casa sua. Immagini sacre, crocifissi insieme a peni in gomma di varie dimensioni, vibratori e strumenti per il sesso sadomaso. Mentre parlava fumava crack».

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