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Un’altra opera artistica arricchisce il Museo

di Barbara Bertasi
Particolare degli affreschi
Particolare degli affreschi
Particolare degli affreschi
Particolare degli affreschi

Un'altra opera preziosa entra a far parte del patrimonio artistico di Caprino, a fruizione della comunità. Si tiene oggi alle 17, a Palazzo Carlotti, il convegno «Scene di caccia» promosso dalla Pro loco di Caprino con il Comune e la Biblioteca-museo. «Scene di caccia» è il titolo dell'affresco attribuito al primo 400, proveniente dalla Casa dei Canonici di Ceredello, che sarà presentato proprio dalla Pro loco protagonista del recupero. Un restauro che è solo l'ultima tra le iniziative di questa associazione indirizzate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico locale. La Pro loco ha infatti acquistato tre delle cinque tavole dell'opera e le ha fatte restaurare, col benestare della Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza (Sabap), dall'Accademia di Belle Arti di Verona (Abavr), in particolare dagli studenti della Scuola di restauro coordinata dal professore Massimiliano Valdinoci. «Il ciclo pittorico», informa il presidente Renato Betta, «sarà collocato in una delle due stanze adiacenti alla Sala dei Sogni, nel Museo civico di Palazzo Carlotti, dove si trova il Compianto sul Cristo morto, restaurato all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e qui ricollocato lo scorso anno». In contemporanea oggi sarà presentato il volume «La presenza dei Canonici della cattedrale di Verona in Ceredello e l'affresco con “Scena di Caccia”», a cura di Giuliano Sala che vede il contributo del pittore caprinese Claudio Facchinetti. «L'avventura», ricorda Rinaldo Veronesi della Pro loco, «iniziò nel 2017, dopo la comunicazione del presidente della Biblioteca- Museo, Franco Zeni, che sarebbe stato possibile acquistare parte degli affreschi staccati nel 1947 dalla “Casa dei Canonici” dal pittore restauratore Ettore D'Iseppi, grazie a un finanziamento del medico di Pazzon, Sante Ferrari, con l'accordo che, a lavoro ultimato, parte del dipinto sarebbe divenuto suo». «Allo strappo», prosegue Facchinetti, «l'affresco fu diviso in cinque parti. Tre divennero di Ferrari e le altre andarono a D'Iseppi», prosegue Veronesi. «La Pro loco, nell'intento di restaurare le prime tre, recuperando fondi con l'organizzazione di eventi, e con un sostegno del Comune e di alcune associazioni, il 13 giugno 2017 ha acquistato le tele di Ferrari e le ha fatte restaurare». «Ora le tre parti sono al Museo dove abbiamo approntato la sala con un allestimento curato dall'architetto Luca Tacconi», dice Veronesi. «In questi anni è stato anche avviato uno studio sulla provenienza degli affreschi e sulla presenza dei Canonici a Ceredello, affidando il compito a Sala e a Facchinetti», dice Betta. «Ne è scaturito il libro che presenteremo». Commenta il sindaco Paola Arduini: «Siamo orgogliosi che un'altra importate opera arricchisca il nostro Museo». Per acquisto, recupero e installazione la Pro loco ha speso 17 mila euro.•.

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