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il testimone

«Ruben, Ruben cosa stai facendo? Fermati»

L’implorazione del vicino che per primo si è accorto del dramma sul balcone. E la telefonata di sua figlia alle forze dell’ordine
Sulla tenda del balcone il sangue della vittima (foto Only Crew)
Sulla tenda del balcone il sangue della vittima (foto Only Crew)
Sulla tenda del balcone il sangue della vittima (foto Only Crew)
Sulla tenda del balcone il sangue della vittima (foto Only Crew)

La normalità più assoluta, quella del rientro a casa con la spesa. Con quelle pesanti bottiglie d’acqua che nel rito del fine settimana rappresentano uno dei momenti meno gradevoli. Dall’altro lato, l’opposto, lo strazio che mai nessuno riuscirebbe a immaginare: un figlio che uccide selvaggiamente la madre. In mezzo qualche metro e l’improvvisa, vana speranza di poter fare in modo che lo scempio finisse.

Lui è uno dei vicini, il testimone oculare dell’omicidio di Nerina Fontana. Verso le 19.30 stava rincasando con la spesa e si è trovato di fronte alla violentissima aggressione, che proprio sul balcone dell’appartamento al primo piano ha vissuto uno dei momenti più drammatici e irreversibili.

Chi stava per entrare nello stabile ha gridato, ha cercato in tutti i modi di fermare la furia omicida. «Cosa stai facendo? Fermati. Ruben basta!». Purtroppo tutto è stato inutile.

In famiglia, quella di chi cercava di fare in modo che Nerina si salvasse, c’è stato anche un altro intervento importante. È stata la figlia del vicino che stava rientrando con la spesa a chiamare per prima i soccorsi. Nel frattempo altre persone si sono avvicinate senza poter fare nulla di fronte a una situazione di una tale gravità.

Rimane l’eco di quella invocazione, di quella implorazione, con la pronuncia di un nome, quasi un estremo tentativo per provare a fermare quanto nessuno, non solo nella zona, avrebbe mai osato immaginare.

Per il vicino da cui è partito l’allarme, quello di ieri, 16 settembre, è stato un pomeriggio con gli investigatori. È assolutamente evidente che tutto quanto è emerso dalla sua testimonianza assume una rilevanza particolare per i carabinieri, impegnati a ricostruire quello che rimane uno degli omicidi più efferati avvenuti nel Bresciano. Segnato anche dal disperato tentativo di salvare una madre. 

Mario Pari

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