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La vicenda sul Garda

Sesso, droga, minacce: in vendita la casa che ospitava i festini del sacerdote. Lui: «Debolezze»

Il prete veronese abitava a Desenzano, dove si sono svolti i fatti. Ora le indagini nei suoi confronti sono chiuse e lui ha accettato di sottoporsi all’interrogatorio. Nel corso della deposizione avrebbe ammesso quelle che ha definito «debolezze», ma ha respinto la violenza sessuale e le minacce
Nei guai un sacerdote della diocesi di Verona che abitava a Desenzano
Nei guai un sacerdote della diocesi di Verona che abitava a Desenzano
Nei guai un sacerdote della diocesi di Verona che abitava a Desenzano
Nei guai un sacerdote della diocesi di Verona che abitava a Desenzano

Messa in vendita la casa di Desenzano dove un sacerdote della Diocesi di Verona, finito sotto i riflettori con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, minacce e violenza sessuale, trascorreva parte del suo tempo.

Lo stesso appartamento dalla cui finestra, l’estate scorsa, era fuggita una transessuale. Nuda, seduta sul davanzale, aveva minacciato di lanciarsi e poi l’aveva fatto, dileguandosi in abiti adamitici.

Gli agenti del commissariato di Desenzano allertati da chi aveva visto la fuggitiva, avevano trovato nella casa del sacerdote alcuni grammi di cocaina. Alla fine la transessuale aveva denunciato il religioso per violenza sessuale.

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Ora l’appartamento, in un residence vicino alla stazione di Desenzano, sarà venduto e sembra ci sia già un acquirente. Per la gioia dei vicini di casa, stanchi di assistere a strani viavai culminati, appunto, con la fuga dalla finestra. «Speriamo che il prossimo inquilino sia più discreto», hanno detto.

Sempre l’estate scorsa anche un ragazzo sudamericano aveva denunciato il sacerdote. Secondo il giovane, il religioso l’avrebbe minacciato dopo la richiesta di pagare alcune prestazioni sessuali per le quali c’era già un accordo. Dopo questi fatti, il sacerdote aveva fatto perdere le tracce. Poi era riapparso.

Ora le indagini nei suoi confronti sono chiuse e lui ha accettato di sottoporsi all’interrogatorio. Nel corso della deposizione avrebbe ammesso quelle che ha definito «debolezze», ma ha respinto la violenza sessuale e le minacce.

Nel frattempo la Diocesi di Verona aveva già nominato un nuovo cappellano dell’ospedale. Un incarico al quale il sacerdote aveva rinunciato da tempo, per «motivi di salute».

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