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l'inaugurazione

A Novezzina il nuovo Museo della Biodiversità

di Stefano Joppi
Vicino all'Orto Botanico, già meta d’eccellenza per apprezzare l’unicità della flora del Baldo, è intitolato a Francesco Calzolari botanico del XVI secolo e ha una notevole vocazione didattica
Inaugurato a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo il nuovo Museo della Biodiversità (Elia Marassi)
Inaugurato a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo il nuovo Museo della Biodiversità (Elia Marassi)
Inaugurato a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo il nuovo Museo della Biodiversità (Elia Marassi)
Inaugurato a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo il nuovo Museo della Biodiversità (Elia Marassi)

Inaugurato ieri mattina, sabato 20 aprile, a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo il nuovo Museo della Biodiversità, intitolato a Francesco Calzolari botanico del XVI secolo.

Il nuovo allestimento del Museo, affidato allo studio Piccoli Dettagli, attivo nel campo della progettazione museografia, sotto la direzione scientifica del naturalista Daniele Zanini, è stato concepito per integrarsi sinergicamente con l'ambiente circostante. L'obiettivo è creare un continuum che coinvolga i visitatori sia all'interno nel museo che all’esterno nell’adiacente Orto Botanico, già meta d’eccellenza per apprezzare l’unicità della flora del Baldo.

Il taglio del nastro (Elia Marassi)
Il taglio del nastro (Elia Marassi)

Il Museo di Novezzina ha subìto una trasformazione completa che ha ridefinito radicalmente l'esperienza dei diversi pubblici a cui il museo è rivolto, da quello degli appassionati che troveranno delle soluzioni innovative nella divulgazione del sapere botanico, a quello turistico che cerca di approfondire la propria conoscenza del luogo in cui è ospitato.

La vocazione didattica del museo è stata accresciuta, rendendo più fruibili i dispositivi già presenti, introducendo elementi di gaming museale e presentando uno spazio immersivo, in cui si invita a conoscere la flora baldense attraverso i sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto e della vista, come per esempio l’ascolto dei rumori del bosco in tutte e quattro le stagioni e la possibilità di riconoscere al tatto le cortecce degli alberi. 

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