<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Caprino

Addio alla pastora Giuditta: lasciò il bar per il gregge. Un sentiero porta il suo nome

di Emanuele Zanini
A 38 anni la decisione di Perfranceschi di andare a vivere in montagna, pascolando pecore e cavalli e producendo formaggio
La pastora Giuditta Perfranceschi con Maurizio Marogna
La pastora Giuditta Perfranceschi con Maurizio Marogna
La pastora Giuditta Perfranceschi con Maurizio Marogna
La pastora Giuditta Perfranceschi con Maurizio Marogna

Un altro personaggio che ha fatto la storia del Monte Baldo se ne è andato. La «pastora» non c'è più. Giuditta Perfranceschi, 88 anni, che per alcuni decenni ha condotto gli animali al pascolo in quota, è stata stroncata da una malattia che non le ha dato scampo.

Nata a Costermano nel 1935, ha sempre vissuto a Gaon di Caprino, dove per anni ha gestito un bar-trattoria. Poi nel 1973 assieme al marito Emilio Bronzo, morto da tempo, e ai loro cinque figli ha cambiato vita.

La svolta

Tra maggio e settembre si è trasferita con la famiglia in vetta all’Hortus Europae, portando al pascolo prima le pecore (con cui produceva formaggi e ricotta, facendo sempre attenzione a non invadere i terreni frequentati dalle vacche a Valvaccara e Ortigara) e poi i cavalli, per almeno vent’anni. Fino alla seconda metà degli anni Ottanta ha percorso tragitti infiniti avanti e indietro tra Gaon e il Coal Santo, oltre a Val delle Pré o delle Buse, da cui tra l’altro ha preso il nome il piccolo baito che è diventato la loro prima base d’appoggio in quei mesi estivi di duro lavoro.

«Il baito», raccontava la «pastora» a Maurizio Marogna, originario di Caprino e profondo conoscitore del Baldo, sui Quaderni culturali caprinesi, «era tutto uno spiffero: il tetto era messo male per cui, quando pioveva, bisognava coprire la branda dove dormivamo con un telo di nylon», spiegava, rabbrividendo al ricordo. «Per cuocere il cibo c'era un rudimentale focolare di pietre ma per fare legna bisognava scendere - e poi risalire - qualche centinaio di metri fino al bosco sottostante. Occorreva poi fare attenzione alle vipere. L’unico lato positivo era la presenza, a poca distanza, di una fontana di acqua purissima».

Una vita di grandi sacrifici e privazioni. Le cose però sono cambiate quando la coppia è riuscita a portare una roulotte non distante dall’attuale rifugio Fiori del Baldo (che allora si chiamava Cornetto, poi distrutto da una tromba d’aria) e dalla cestovia e seggiovia di Prada. Proprio in quel punto dove si trovava il nuovo alloggio di Bronzo e Perfranceschi, oggi parte il panoramico sentiero Cai numero 57, recuperato e ribattezzato «Sentiero della Pastora» dallo stesso Marogna, dedicato proprio a Giuditta.

In televisione

La nuova «casa» rispetto al baito era considerato dalla donna quasi un albergo a cinque stelle, sebbene mancasse l'acqua potabile, che doveva essere procurata ogni settimana. Il «mito della pastora» lo scorso anno è arrivato perfino in televisione, su Rai2, alla trasmissione «Il Provinciale». In una puntata dedicata al Garda, al Baldo e alla Lessinia, il conduttore Federico Quaranta, affiancato da Marogna, intervistava Giuditta, che, nei pascoli attorniata dalle pecore, ricordava con commozione quegli anni così duri ma comunque in piena simbiosi con la natura che la circondava.

«È stato un onore dedicare a Giuditta uno dei sentieri più frequentati e ammirati dagli escursionisti sulla sponda occidentale del Baldo», commenta Marogna, che conosceva la «pastora» da sempre, essendo stata tra l’altro sua vicina di casa. «Lei è stata un dono per tutti noi. Il suo ricordo rimarrà indelebile». «La «pastora» è stato un personaggio molto apprezzato anche dalla comunità di Gaon, dov’è rimasta per sempre un punto di riferimento», ricorda Franco Zeni, presidente della biblioteca-museo di Caprino. «Ha condotto una vita di sacrifici, ma allo stesso tempo di grande generosità e cortesia, anche quando viveva nella roulotte in quota, dove c'era sempre un pasto caldo per chi andava a trovarla». Il funerale di Giuditta Perfranceschi è oggi, giovedì alle 15 nella chiesa di Caprino.

Suggerimenti