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Il progetto «Go Safe»

Alcol e guida, uno su tre al volante con il tasso superiore al consentito

di Gerardo Musuraca
È il risultato del progetto Go Safe dell’Ulss 9 che ha fatto controlli nella provincia veronese durante concerti sagre e altri eventi
Infopoint Uno dei gazebo informativi del progetto «Go Safe» dell’Ulss 9
Infopoint Uno dei gazebo informativi del progetto «Go Safe» dell’Ulss 9
Infopoint Uno dei gazebo informativi del progetto «Go Safe» dell’Ulss 9
Infopoint Uno dei gazebo informativi del progetto «Go Safe» dell’Ulss 9

Più di una persona su tre di quelle «testate» dall’Ulss 9 in tutta la provincia di Verona non avrebbe potuto mettersi alla guida per il superamento del tasso alcolemico.

Stando all’elaborazione dei risultati su poco più di mille campioni, ben il 36,9 per cento aveva un tasso che non consentiva di guidare. L'azienda Ulss 9 con la cooperativa Energie Sociali è operativa in tutta la provincia con interventi di prevenzione dei comportamenti a rischio.

Prevenzione incidenti stradali

Il focus attivato è prioritariamente sugli abusi alcolici e sulla prevenzione degli incidenti stradali che, in queste settimane, non sono certo mancati. Nonostante i reiterati appelli delle forze dell'ordine a fare maggiore attenzione alla guida, a non usare il cellulare e a non mettersi al volante dopo avere bevuto, i comportamenti non cambiano. E gli incidenti sono all'ordine del giorno in ogni area: sul Garda come nell'entroterra, nell'est veronese come nella Bassa.

Della campagna «Go Safe» ha dato conto il direttore generale Pietro Nicola Girardi. Il progetto «Il progetto rientra nel Piano triennale delle dipendenze della Regione Veneto», ha detto, «ed è realizzato in co-progettazione tra il Dipartimento delle dipendenze e la Cooperativa sociale Energie Sociali. “Go Safe“, evoluzione degli storici progetti di prevenzione “Tutor“ e “Giochi Puliti”, fa parte del coordinamento regionale “Safe Night” delle unità mobili impegnate in attività di sensibilizzazione durante i principali eventi e nei luoghi del divertimento più frequentati come sagre e concerti. Il progetto durerà fino a dicembre, con la possibilità che possa essere rinnovato».

Com'è nata l'idea di realizzare questo progetto lo spiega lui stesso. «L'idea iniziale è partita su spinta degli educatori del Veneto coordinati dalla Regione», dice Girardi. «I comportamenti di consumo diffusi tra i giovani richiedono una particolare attenzione e adeguati interventi. L'azione portante del progetto è la formazione di giovani tutor che parlano ad altri giovani con il loro stesso linguaggio, per sensibilizzarli e renderli consapevoli dei rischi legati all'utilizzo di sostanze alla guida».

Cos’è emerso

Ma ecco i dati che sicuramente creano non pochi pensieri. A quattro mesi dall'inizio del progetto è stato fatto un primo bilancio: sono state realizzate 31 uscite di cui 7 nel distretto 1-2, 13 nel distretto 3, 9 nel distretto 4 e 2 fuori Ulss per un totale di 1009 persone testate. Tra queste, 262 erano femmine e 747 i maschi.

Gli alcoltest somministrati sono finora 1.015, il 63,05 per cento dei quali risultava sotto il limite legale per la guida, cioè le persone avevano in corpo meno di 0,5 grammi alcol per litro, mentre il 17,83 per cento si collocava tra lo 0,5 e lo 0,8 grammi per litro, cioè al di sopra della norma.

Ma non è tutto: un ulteriore 13,79 per cento aveva il tasso tra 0,81 e 1,5 grammi per litro e, infine, il 5,32% aveva un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi litro, oltre tre volte il limite. Di conseguenza, sommando le tre fasce fuori range risulta che il 36,9 per cento dei testati aveva alcol superiore al limite per poter guidare.

I comportamenti

Ma non è tutto: delle persone testate, ben 46 avevano già avuto un ritiro di patente e 4 già più di un ritiro della patente. Inoltre, riferiscono dall’Ulss che «104 hanno dichiarato di far guidare un'altra persona, 194 hanno detto di aspettare il calo del tasso alcolemico, azione dubbia per l'incertezza dei tempi di smaltimento, e un 10,25 per cento del campione ha dichiarato di mettersi comunque alla guida». «Queste attività», ha concluso il dg, «non vogliono demonizzare l’alcol, ma arrivare a un target a rischio con messaggi accettabili, come “Se bevi non guidare, salvati la patente, fai guidare chi è sobrio, il divertimento non è lo sballo”».

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