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DOLCÈ

Impresa nell’Adige per 15 intrepidi capitanati dal viticoltore Albino Armani

di Camilla Madinelli
Il gruppo dei quindici con, al centro, Albino Armani
Il gruppo dei quindici con, al centro, Albino Armani
Il gruppo dei quindici con, al centro, Albino Armani
Il gruppo dei quindici con, al centro, Albino Armani

Di nuovo. Sempre più numerosi. Sempre più allenati, attrezzati e agguerriti. Quindici intrepidi nuotatori tra i 22 e i 68 anni si sono immersi nell'acqua fresca e melmosa dell'Adige, tra Dolcè e Volargne, per provare l'ebbrezza di un centinaio di bracciate in acque libere. Per divertimento. Per sfida. Per spirito d'avventura. Hanno così emulato le precedenti imprese di pochi impavidi che un mese prima, a fine giugno, e prima ancora nell'agosto 2021, avevano testato il tragitto, valutato il grado di difficoltà e vissuto scariche di adrenalina.

 

I quindici nuotatori, tra i quali per la prima volta un gruppetto di donne, provenienti da Valdadige, Valpolicella, lago di Garda e Valdagno, si sono immersi alle 9.30 in località Ceredello di Dolcè a due passi dalla Cantina Armani 1607 capitanati proprio da Albino Armani, viticoltore col pallino degli sport estremi, e sono «sbarcati» alla Chiusa di Ceraino attorno alle 11 sfruttando una spiaggetta di sabbia tra la fitta vegetazione. Tra la curiosità e lo stupore di molti turisti in bicicletta e a piedi sulla CiclAdige lungo il fiume.

 

L'impresa Hanno nuotato un'ora e 28 minuti per otto chilometri e 900 metri, incuranti dei 18 gradi dell'acqua e dello sbalzo con i quasi 30 gradi di temperatura dell'aria. Muniti di muta, cuffie, pinne, tavolette e salvagenti di sicurezza. E qualche portafortuna, magari. Perché con la forza del fiume non si scherza. Hanno seguito la corrente a tratti impetuosa, schivando rocce sporgenti, evitando tronchi e stando attenti a eventuali punti di secca. Guardati a vista da due canoisti e dal tredicenne Davide Marcolini sul sup, che ha festeggiato così il suo compleanno. Seguiti passo passo ed equipaggiati dal team di Visit Valdadige, l'associazione di Dolcè che propone tour in Adige con canoe e gommoni oltre a itinerari in bicicletta sulla pista CiclAdige, passeggiate per famiglie con degustazioni o escursioni nei boschi. Pronta a inserire pure la nuotata in Adige, per chi ha la giusta preparazione atletica e il coraggio necessario, tra le attività possibili in zona. In agenda c'è già, entro Ferragosto, una discesa all'ora del tramonto per provare l'ebbrezza di una nuotata in notturna. 

 

I protagonisti Albino Armani, Giovanni Martinelli ed Enrico Filippini sono i tre amici che l'estate del 2021, insieme a Francesco Bolla, hanno per la prima volta disceso l'Adige a nuoto per sei chilometri. Non paghi ci hanno riprovato nel giugno scorso, insieme ad altri compagni d'avventura, per affinare il percorso. Il 31 luglio il gruppo è cresciuto ancora e i tre sono tornati nel fiume insieme a Silvano Giuliani, Umberto Lamberti, Marco Zancanaro, Franco Casarotti, Alberto Pagani, Moreno Luperini, Giovanni Gerardi, Barbara Bocchini, Giuliana Parma, Giulia Benazzoli, Alexandra Mattern e Pietro Fratton.

 

Quest'ultimo, 22 anni, campione del mondo di rafting, era il più giovane della combriccola. Martinelli, 68 anni, il più «maturo». «Una favola, l'Adige e la gola della Chiusa valgono sempre la pena», afferma il vulcanico Armani, convinto sostenitore dello sviluppo turistico della Valdadige e delle sue potenzialità sportive unite a vino e sapori. Sorridente Filippini, tra i primi a sperimentare la discesa a nuoto e presente a tutte le prove fatte finora. «Ogni volta è come la prima volta, una meraviglia», spiega. «Che avventura incredibile, unica: senti la forza bestiale dell'acqua e non puoi far altro che assecondarla», continua Lamberti, alla prima esperienza. Seconda volta per Parma, che guarda già avanti citando il detto “Non c'è due senza tre”: «È un'esperienza molto bella, assolutamente da rifare. Le sensazioni che ti regala sono uniche».

 

Zancanaro, pure lui esordiente nell'impresa, ammette qualche titubanza e pure una leggera fifa, nonostante il fisico atletico e tutte le sicurezze del caso. «All'inizio ero timoroso», spiega, «starsene lì in mezzo alle correnti del fiume, tra sassi, secche e altre insidie, non è semplice. Ogni movimento va governato, serve preparazione. Alla fine il divertimento ha prevalso, però, e sono rimasto incantato dalla bellezza del contesto: l'ambiente, visto dal fiume, è tutta un'altra cosa».

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