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BELFIORE

«Prima fate spazio alle nostre mele»

di Zeno Martini
Intanto apre la 63a edizione della Festa, la più antica del Veronese
Il melo Decio tiene il mercato ma è ancora una produzione di nicchia
Il melo Decio tiene il mercato ma è ancora una produzione di nicchia
Il melo Decio tiene il mercato ma è ancora una produzione di nicchia
Il melo Decio tiene il mercato ma è ancora una produzione di nicchia

Mele che vengono pagate 8-10 centesimi il chilo per essere poi rivendute al consumatore fino a 1,50 euro il chilo - a fronte di un costo di produzione di almeno 23-24 centesimi per il frutticoltore. Pere vendute sul campo a 20-22 centesimi il chilo a fronte di un costo di produzione di almeno 50. Mele da succhi e da industria che non vengono nemmeno raccolte, perchè non spuntano più di 1-2 centesimi il chilo. Così vengono macinate nei campi. Tanti melicoltori sono costretti a consegnare la frutta ai commercianti, senza nemmeno pattuire un prezzo. Insomma, ancora una stagione a tinte fosche per un settore, quello della mela, che non vede spiragli di luce in fondo al tunnel.
Con questo spirito si apre domani la 63a edizione della Festa della mela, la più antica del veronese e tra le più datate d'Italia. «La nostra frutta viene messa a repentaglio da una politica commerciale sbagliata», fa notare Claudio Valente, presidente provinciale della Coldiretti, che è anche melicoltore. «La stagione è nera per colpa di un esubero di produzione in Europa nell'ordine del 12 per cento. A questo s'è aggiunto l'embargo: infatti la varietà Granny Smith, molto richiesta dal mercato russo, quest'anno non si vende».
«L'Europa ha messo a disposizione dei fondi di ristoro per i produttori, che per l'87 per cento sono già stati accapparrati dai produttori polacchi, quando lì i costi di produzione sono un quarto dei nostri», osserva Valente. «Ma noi non vogliamo l'elemosina dall'Europa, vogliamo un canale commerciale per evitare di dover fare i conti in futuro ancora con queste situazioni. Perciò abbiamo chiesto al prefetto, Perla Stancari e alla Regione un confronto, perchè pretendiamo di vedere sugli scaffali della grande distribuzione e della distribuzione normale nel veronese, le nostre mele».
«Invece c'è merce che entra dappertutto, senza controllo», lamenta il presidente di Coldiretti. «Ormai i produttori non hanno più lacrime da piangere», conclude Valente, «come se non bastasse i nostri mercati ortofrutticoli hanno il limite massimo dei pagamenti di mille euro in contanti, quando i commercianti dei Paesi dell'Est europeo sono da sempre abituati a pagare con danaro sonante».
«E' stata fatta una politica sbagliata in passato sulle varietà di mele», sostiene il sindaco di Belfiore, Davide Pagangriso, «purtroppo si sono volute seguire le mode e si sono abbandonate le varietà tipiche e autoctone. Ecco perchè abbiamo voluto rilanciare il melo Decio con il presidio Slow Food: chi ha Deci spunta sul campo 1 euro il chilo».
«I presidi Slow Food sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano i territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall'estinzione varietà autoctone», aggiunge il sindaco. «Solo associandosi i produttori potranno superare questo periodo difficile, perché insieme hanno la forza di fare massa critica e ricerca per proporre nuove produzioni, come ha fatto il nostro Cob presentando il W-apple, uno spumante ricavato dalle mele».
I produttori e tanti volontari del paese, si sono coordinati per allestire una Festa della mela in grande stile, anche in funzione promozionale del prodotto tipico del paese. «Purtroppo non è facile risolvere i problemi del settore agricolo, ma cerchiamo di fare tutto ciò che possiamo per aiutare i coltivatori del territorio», assicura il sindaco, «anche perchè Belfiore non è solo agricoltura, ma molto altro: un paese ricco di aziende».
«Altro esempio di operosità sono le associazioni di volontariato che anche quest'anno sono la spina dorsale della Festa della mela», conclude Pagangriso, «le loro idee e la loro voglia di fare sono di stimolo per continuare a percorrere questa strada».

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