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Emergenza trasporti

Mancano autisti e l'autobus non si ferma, studenti e pendolari a piedi

L'Atv: «Ogni giorno pubblichiamo entro le 16 le corse cancellate»
Ragazzi salgono su un autobus
Ragazzi salgono su un autobus
Ragazzi salgono su un autobus
Ragazzi salgono su un autobus

Autobus strapieni, tanto da dover tirare dritto alle fermate perché non si può far salire altri passeggeri. Corse annullate senza preavviso, a causa di autisti in malattia, per i quali non ci sono sostituti. Innumerevoli utenti dell’Atv che, ogni giorno, restano appiedati. E conseguenti fiumi di reclami all’indirizzo dell’azienda di lungadige Galtarossa. 

Non accenna a migliorare la difficilissima situazione del trasporto pubblico in tutta la provincia. Ogni giorno si susseguono segnalazioni di disservizi ovunque nel Veronese. Ma la coperta è corta: l’inedita «emergenza autisti» che l’Atv si trova ad attraversare - manca all’appello una sessantina di conduttori di autobus - fa sì che, per ogni criticità cui si pone rimedio, subito emerga altrove un nuovo problema. E non si tratta di una situazione a breve termine: essendo strutturale, all’azienda (che nel frattempo sta formando nuovo personale a proprie spese) serviranno alcuni anni per tornare a un livello di organico sufficiente.

 

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Autobus saltati a Zevio

Nel frattempo, ancora proteste. La prima da Santa Maria di Zevio, riguardo alla linea 138 di collegamento con Verona: «Mia figlia, studentessa alle superiori in città, sta accumulando molti ritardi a lezione perché gli autobus passano già strapieni e non si fermano. L’altro giorno era alla fermata alle 6.30; le sono transitate davanti quattro corriere, ma non c’è stato modo per lei di salire», racconta Nicoletta Macchiella.

«Si è fatta un’ora fuori per niente e l’autobus successivo sarebbe passato alle 9.30, troppo tardi. Quindi ho dovuto recuperare mia figlia e le sue amiche alla fermata e portarle in centro. Siamo arrivate in ritardo tutte, anche io al lavoro; ci ho rimesso un’ora di ferie. E», conclude, «questo copione si ripete a giorni alterni e abbiamo pagato 440 euro per un servizio che non funziona». 

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Autobus saltati a San Bonifacio

Da San Bonifacio, invece, arriva la segnalazione della signora Salgaro, la quale fa presente come i bollettini quotidiani con cui l’Atv avverte l’utenza delle corse soppresse non siano completi: «Mi servo dell’autobus 130 delle 5.25 per andare in città, e rientro al pomeriggio con la stessa linea verso le 15.

La mattina avevo scaricato l’elenco delle soppressioni per essere sicura di avere il bus del ritorno. Quando però sono stata in stazione a Verona ho visto alla fermata una strana ressa, soprattutto studenti. La corriera era stata annullata in corsa», spiega. «Mi sono quindi rivolta all’ufficio informazioni dell’Atv per ottenere chiarimenti, visto che è l’azienda stessa a raccomandare a noi utenti di tenere monitorati gli avvisi delle cancellazioni. E così faccio io», continua Salgaro. «Se però le corse possono saltare non solo da un giorno all’altro, ma anche dalla mattina al pomeriggio, la vita diventa impossibile». 

«Alla fine, noi appiedati ci siamo stipati sul successivo bus 133, con una odissea per tornare a casa. Io ho pagato un servizio e l’azienda non deve far ricadere su di me le sue problematiche». 

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La risposta dell'Azienda trasporti Verona

L’Atv risponde: «Entro le 16 di ogni giorno pubblichiamo sul nostro sito e sul canale Telegram dell’azienda l’elenco delle corse sospese il giorno successivo, in modo da circoscrivere almeno dal punto di vista dell’informazione il comprensibile disagio di chi deve contare sui mezzi pubblici per spostarsi e, in questo periodo, non ha la garanzia del servizio». 

«Purtroppo», aggiunge, «può succedere che, non avendo a disposizione autisti di riserva come avviene nei periodi di normalità, in caso di una malattia dell’ultimo momento o comunque di una assenza improvvisa del conducente cui era assegnato il servizio, non si riesca a coprire la corsa già programmata». 
Conclude l’Atv: «È quanto avvenuto nel caso che ha sollevato la signora, alla quale rinnoviamo le nostre scuse».

 

Lorenza Costantino

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