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Truffa

Circuisce l’ex insegnante invalida e si fa consegnare migliaia di euro: 26enne condannato

Il giovane ha messo le mani su migliaia di euro che erano della donna rimasta inferma dopo un'emorragia cerebrale. Condanna a tre anni con rito abbreviato
Il tribunale di Verona
Il tribunale di Verona
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Il tribunale di Verona

Lei professoressa di lingue straniere. Lui un suo ex studente. Una storia di fiducia tradita, un «raggiro sentimentale» nei confronti di una donna con disabilità psichica, che inizialmente ha fruttato qualche migliaio di euro al giovane, poi una condanna a tre anni di carcere per circonvenzione di incapace.

I fatti sono avvenuti in un paese della Bassa nell’inverno del 2022. La donna, 54 anni, era una docente di lingue straniere. Qualche anno fa ha però subito una grave emorragia cerebrale, che le ha provocato uno stato di infermità psichica, con invalidità civile al 100 per cento. La cinquantaquattrenne ha smesso di lavorare e la sua vita ne è risultata completamente stravolta.

La vicenda

Un periodo nero, dentro il quale la donna ha pensato però di poter scorgere una luce. La speranza le si è accesa con una richiesta di amicizia che le è arrivata su Facebook. A inviargliela un ragazzo di 26 anni, N.V.: un giovane che lei conosceva, perché era stato tra i suoi alunni. Gli aveva fatto lezione, lo aveva interrogato, aveva corretto i suoi compiti, indicandogli dove sbagliava e aiutandolo a correggersi.

Accettata l’amicizia, i due hanno iniziato a scriversi per poi iniziare una «assidua frequentazione», come l’hanno descritta gli inquirenti. Il giovane, in particolare, avrebbe finto «un interesse di carattere sentimentale nei confronti della donna». La quale, non essendo pienamente in possesso delle proprie capacità psichiche, ha iniziato a fidarsi del ventiseienne. Ed è lì che, per la Procura, è iniziata la circonvenzione d’incapace.

Il raggiro

Nel gennaio del 2022, secondo le accuse, il giovane è riuscito a farsi consegnare prima 300 euro in contanti, poi l’auto della donna. Il primo febbraio sarebbe partito un bonifico di 600 euro verso il conto corrente di N.V. e il 2 febbraio un altro da 6mila euro.

Sempre in febbraio il giovane avrebbe indotto la donna a chiedere un finanziamento di quasi 3.500 euro per l’acquisto di due smartphone, una scopa elettrica e un piano a induzione, e poi un altro da 15mila euro, oltre a farsi consegnare 1.500 euro in contanti. 

Queste le accuse che la Procura rivolge a N.V.: ieri il caso è stato trattato dal giudice per l’udienza preliminare Carola Musio, che ha condannato il ventiseienne a tre anni di reclusione con rito abbreviato. 

 

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Manuela Trevisani

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