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Il dibattito

Verona città più sicura o più insicura? Le risposte di Tosi e Zivelonghi alle stesse sei domande

di Camilla Ferro
Verona: sei domande identiche all'assessore alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e all'ex sindaco «sceriffo» Flavio Tosi. Ecco come hanno risposto
Flavio Tosi e Stefania Zivelonghi
Flavio Tosi e Stefania Zivelonghi
Flavio Tosi e Stefania Zivelonghi
Flavio Tosi e Stefania Zivelonghi

Sicurezza significa sentirsi «al sicuro» e protetti. Una città è sicura quando i suoi cittadini non hanno paura. Quando non temono per la propria incolumità dentro casa e fuori, nei contesti pubblici. È uno dei problemi al centro del dibattito politico a cui è chiamato a dare risposta chi amministra. Fenomeni criminali, piccoli ma anche grandi, ogni giorno riempiono le cronache di Verona. Basta questo per bocciare il livello di sicurezza della città o subentra il pregiudizio a condizionare il «sentiment» negativo della gente? L’abbiamo chiesto a due amministratori che hanno visioni opposte. E invitiamo anche i lettori a partecipare al sondaggio sul nostro sito.

 

 

1 Verona, alla luce dei continui episodi di cronaca nera, può essere definita una città sicura?

Stefania Zivelonghi: Rispondo con le parole che ha usato ieri sera il Questore Roberto Massucci partecipando all’incontro pubblico organizzato dal Comune per presentare l’iniziativa «Controllo di vicinato», ricordando che negli ultimi 30 anni i reati a Verona si sono più che dimezzati, che quelli gravi (omicidi) sono meno di un quinto, non si spara, non si fanno più rapine e anche le estorsioni sono un’eccezione. Oggi si parla dell’importanza della sicurezza perché non siamo più disponibili alla insicurezza: la cittadinanza ha legittimamente abbassato il livello di tolleranza. Curioso però che in tema di sicurezza non si parli poi così tanto della violenza domestica o degli incidenti stradali…

Flavio Tosi:  Verona non è più una città sicura. Da diversi anni a questa parte c’è stato un progressivo peggioramento, ma soprattutto da quando si è insediata l’amministrazione Tommasi la situazione è precipitata.
L’atteggiamento buonista e permissivo della maggioranza di sinistra, che tende a individuare le colpe nella società e a dipingere come vittime i delinquenti, permette a chi commette crimini e reati di sentirsi non controllato e impunito.

 

 2 Le forze dell’ordine, in termini di uomini e mezzi, sono sufficienti per fronteggiare la situazione?

Z: Se intendiamo le forze a disposizione dell’amministrazione, cioè la polizia locale, è da tempo che diciamo che il numero non è adeguato. Verona è una città turistica con grandi flussi e con una grande opera viabilistica in fase di realizzazione: auspichiamo di poter liberare quanto prima gli agenti impegnati sui cantieri per poter riprendere poi una presenza più capillare sul territorio. Anche per questo chiediamo ai parlamentari veronesi di lavorare affinché a Verona sia riconosciuto lo status di Città Metropolitana. Se invece il riferimento è a tutte le forze di polizia, queste sono coordinate dal Prefetto. 

 

T: No e non lo sono mai state, nemmeno quando era sindaco il sottoscritto. Sono sotto-organico Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e la nostra Polizia Locale. Tuttavia un sindaco non può aspettare la manna dal cielo, ma deve agire per trovare soluzioni immediate e reperire nuove risorse.
Una delle prime cose che ho fatto da primo cittadino fu indire un concorso per l’assunzione di 50 agenti di Polizia Locale, mentre questa amministrazione ne sta assumendo solo cinque. Inoltre noi ci eravamo avvalsi del contributo di associazioni di volontari che presidiavano il territorio e sottoscrivemmo contratti con istituti di vigilanza privata per controllare parchi e aree verdi. Infine con gli allora ministri Maroni (Interno) e La Russa (Difesa) avevamo chiesto e ottenuto di estendere l’operazione «Strade Sicure» a Verona: si trattava di avere garantita la presenza di camionette di militari che giravano sul territorio controllando, prevenendo e infondendo sicurezza.

 

 

3 I cittadini sono spaventati per la propria incolumità: è un problema di percezione o è reale?

Z: Direi che una parte della cittadinanza ha una percezione di insicurezza superiore allo stato effettivo della realtà. Cito ad esempio il caso del Centro profughi ai Filippini: uno sparuto gruppo di cittadini era contrario all’arrivo di immigrati, già presenti da tempo a San Zeno dove non hanno creato problemi. Non c'erano basi oggettive per tale timori. A riprova delle diverse sensibilità, altri veronesi si sono invece fatti avanti per collaborare nelle azioni di integrazione. Siamo consapevoli che ci sono diversi modi di sentire e di percepire la realtà. Da mesi stiamo incontrando la gente nei quartieri, cerchiamo di essere presenti ovunque. E parliamo di sicurezza, ogni settimana, con tutte le altre istituzioni del territorio, nel Tavolo coordinato dal Prefetto sull’ordine pubblico.

T:  Il problema è tremendamente reale, altroché percezione. È reale l’aumento dei reati predatori e di violenza. Aggressioni, rapine, furti, spaccio, vandalismo ci sono a qualsiasi ora del giorno, della sera e della notte, in centro come nei quartieri. 

 

4 Ci sono zone più a rischio di altre, in città, e perchè?

Z: Se parliamo di spaccio ci sono zone più soggette a rischio di altre. Il fenomeno tende ad essere «mobile» perché laddove si inizia a presidiare un territorio, il mercato poi si sposta. L’attenzione, nostra e delle forze dell’ordine, è sull’intera città.

 

T: I problemi ci sono in tutti i quartieri, in stazione e persino in centro storico. Pensiamo a cosa accade ogni giorno a due passi dall’Arena, tra via Roma, i gradini della Gran Guardia, Pradaval, piazza Cittadella, Valverde, via dei Mutilati, via Manin e via Marconi, luoghi dove il degrado e le cattive frequentazioni sono sotto agli occhi di tutti. Il punto è sempre quello: manca il presidio del territorio.

 

5 Disagio dei giovani, preoccupa il fenomeno baby gang.Di chi è la «colpa»? Famiglia-scuola-società come possono stringere un patto efficace?

Z: In generale si parla troppo poco di giovani e quando lo si fa si citano le «baby gang». Il fenomeno è circoscritto, e riguarda un numero limitato di soggetti. C’è, è vero, un generale aumento dell’aggressività. I temi del bullismo, del disagio, dell’abuso di alcol, del ricorso alla droga, sono manifestazioni di malessere all’interno di una società complessa dove è messo in discussione il ruolo della responsabilità genitoriale. Credo sarebbe salutare parlare anche di quanto i giovani siano una risorsa.

T:  Più che di baby gang io parlerei di gang e basta, senza baby, perché questi sono sì minorenni ma si comportano e ragionano come delinquenti adulti. Sono solo dei veri e propri criminali! Se continuiamo ad assolverli parlando in continuazione di disagio giovanile o di colpe della società non risolveremo mai niente. Inoltre, altro aspetto, questi ragazzi vengono per lo più da famiglie problematiche, pertanto serve a poco pure pensare di coinvolgere i loro genitori, anzi semmai andrebbe tolta ai genitori la patria potestà. La scuola? O non la frequentano o non può intervenire. Quindi, io dico ok alla prevenzione in prospettiva, famiglia, scuola e società possono contribuire a formare i ragazzi del futuro, ma non funziona con chi è già delinquente: per i delinquenti occorre la repressione immediata e l’inasprimento delle pene.

 

 

 

6 Truffe anziani, spaccio di droga, pestaggi per strada: qual è il fronte che la preoccupa di più? Questa amministrazione sta facendo abbastanza

Z: Le truffe agli anziani sono effettivamente un fenomeno diffuso e proprio per contrastarlo abbiamo siglato un protocollo con la Prefettura. La polizia locale è impegnata sul tema, come lo è anche sul traffico di droga: a testimoniarlo sono i grandi quantitativi che vengono settimanalmente sequestrati grazie anche all'impiego dei cani antidroga. Per quanto riguarda le aggressioni, sono un fenomeno al momento contenuto e circoscritto, quasi fisiologico rispetto alla popolazione: la vera preoccupazione è che Verona possa peggiorare, visti i trend di altre città. Il nostro impegno è far sì che questo non accada mettendo in campo tutte le risorse di cui disponiamo. Sono abbastanza? Probabilmente no e questo è il motivo per cui chiediamo ai parlamentari di adoperarsi per il riconoscimento di Verona città metropolitana, che darebbe alla città molte più risorse e molti più mezzi

T:  E’ complesso debellare il fenomeno meschino delle truffe agli anziani e ai più indifesi, mentre sullo spaccio di droga e sui pestaggi un’amministrazione comunale ha il dovere e il potere di intervenire. Ma l’amministrazione Tommasi non solo non sta facendo abbastanza, non sta facendo proprio nulla.

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