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Il caso

Pioggia e ripicche, salta la sfilata dei carri: è polemica tra Bacanal e Comune

A gran voce si chiede una data sostitutiva. Tuttavia la kermesse impatta sulla viabilità, serve decisione collettiva
La micro sfilata. Papa del Gnoco e figuranti assieme a qualche maschera hanno percorso un breve tratto
La micro sfilata. Papa del Gnoco e figuranti assieme a qualche maschera hanno percorso un breve tratto
Sfilata dei carri annullata, festa a San Zeno (Marchiori/Bazzanella)

La pioggia spegne il Carnevale e ravviva qualche scintilla tra amministrazione e comitato del Bacanal. L'obiettivo, per gli organizzatori, è individuare una nuova data per l'evento, sempre se sarà possibile riprogrammare una manifestazione tanto impattante per la città e che richiede mesi di lavoro.

Nonostante la tappa mattutina nella Basilica di San Zeno, il presidente del Bacanal, Valerio Corradi, non ha ottenuto il miracolo dal patrono di Verona, che aveva invece soddisfatto le preghiere di Ginetto d'Agostino, l'allora presidente del comitato, esattamente vent'anni fa, quando la pioggia era evaporata garantendo la sfilata.

La decisione: «Carri costosi, non si poteva rischiare»

Gli organizzatori non se la sono sentita di rischiare, visto il meteo avverso. «Dal 2017 le regole per la sicurezza si sono acuite, e in ogni caso non potevamo mettere a rischio i figuranti, che indossano abiti di velluto, anche di pregio, tacchi alti, e suonano strumenti che non amano di certo l'acqua», dice Corradi, rispondendo così anche alla richiesta del primo cittadino, Damiano Tommasi, sul perché non si sia potuta svolgere la sfilata che la pioggia non aveva mai fermato.

«Giovedì sera dei 19 carri previsti se ne erano già ritirati parecchi e la mattina sono arrivati in città tre. Sono tutti artigianali e tecnologici, con costi fino a 10mila euro l'uno. La scelta di cancellare la manifestazione è stata sofferta, visto che da un anno il gruppo di volontari si dà da fare per garantire la festa, ma è stata inevitabile, anche a tutela della cittadinanza. La stessa cittadinanza che ha urlato in piazza un grande sì all'ipotesi di rinviare la giornata. Il Comitato è disponibile ad accettare qualsiasi data congrua che il Comune voglia individuare».

L'amministrazione che, come ribadito a più riprese, non ha alcuna responsabilità circa l'annullamento dell'evento, attende una richiesta formale.

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Il Comune: «La porta è sempre aperta»

«Abbiamo fatto le corse e lavorato sodo per garantire ogni autorizzazione al comitato, sollecitando persino quelle mancanti per musica e giostre a San Zeno, garantendole con una giunta straordinaria», evidenzia l'assessora alla cultura, Marta Ugolini. «Dispiace che si scaldino i toni e mi auguro che non ci siano dubbi sulla nostra affezione a un evento importante e molto sentito dai veronesi. Aspettiamo una domanda formale dal Comitato per valutare la fattibilità di una nuova data. Servirà una Conferenza di servizi, perché la manifestazione impatta sul trasporto pubblico, obbliga a chiudere cantieri anche di edilizia privata, prevede deviazioni alla mobilità. La porta è sempre aperta, come per tutte le realtà che fanno richiesta e persino con un occhi di riguardo in più per un evento sempre atteso dai cittadini e che caratterizza il Carnevale veronese».

Colpa della pioggia?

La pioggia, finora, non aveva mai dato tanto filo da torcere. Nel '95 aveva costretto a ridurre la sfilata ma persino Ermes Marchiotto, già Papà del Gnoco, in 29 anni di sfilate non ricorda se non poche gocce nel pre sfilata e acquazzoni a fine manifestazione. Il comitato dei Filippini, del resto è stato più prudente, annullando per tempo la manifestazione legata al Principe Reboano.

«Dispiace che non siano stati lasciati sfilare almeno i figuranti che se la sentivano», interviene il consigliere di Forza Italia, Luigi Pisa. «Del resto comprendiamo la responsabilità civile e penale del comitato, smorzata nella condivisione», gli fa eco Alberto Bozza.  «L'amministrazione dovrebbe stare sullo stesso piano degli organizzatori, dividendo oneri e onori. Forse per il futuro bisognerebbe da subito pensare a un piano B, a una data alternativa già individuata o a un'eventuale location protetta, come la fiera, su cui si possa ripiegare». 

Chiara Bazzanella

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