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Rapina in Borgo Trento

Puntano la pistola in faccia a un minorenne: «Dacci i soldi o ti ammazziamo»

Tre giovani, anche loro minorenni, sono stati arrestati 10 minuti dopo la rapina dalle Volanti in via Mameli. Uno ha precedenti
Rapina nei pressi del parco giochi in via Nervesa
Rapina nei pressi del parco giochi in via Nervesa
Rapina nei pressi del parco giochi in via Nervesa
Rapina nei pressi del parco giochi in via Nervesa

Una pistola puntata alla faccia e la richiesta di consegnare il portafoglio. Ha avuto paura il minorenne rapinato da coetanei martedì sera in zona Borgo Trento, in via Nervesa, vicino al parco giochi.

Il ragazzino stava camminando verso casa attorno alle 22, quando è stato stoppato da tre giovani con il passamontagna in testa che gli hanno puntato una pistola al volto. E avuto il bottino sono scappati. La rapina è avvenuta vicino al parco giochi che di giorno è frequentato da mamme con bambini, ma la sera viene chiuso come tutti quelli cittadini. I tre sono spuntati dal nulla, forse erano appostati dietro a qualche auto posteggiata. Nella via a quell’ora, tante le finestre con le luci accese, ma al ragazzino s’è bloccata la voce e poi con le finestre chiuse, le TV accese, chi mai lo avrebbe sentito?

L’allarme

«Dacci i soldi che hai o ti spariamo», ha detto il boss del gruppo al ragazzino. E a lui non è rimasto altro da fare che consegnare il portafogli dove non c’erano che pochi euro. Il giovane per fortuna ha conservato il telefono cellulare, che la banda non ha straordinariamente preteso e subito dopo il fatto, ha allertato il 113. In zona dalla centrale operativa sono state convogliate alcune pattuglie di Volante.

E grazie alla descrizione del ragazzo e anche alla poca accortezza dei tre delinquentelli, la banda è stata trovata in via Mameli, nei pressi della fermata del bus che si trova dove c’è il distributore Eni. Poche centinaia di metri dalla rapina, lì in attesa di salire su bus che li avrebbe fatti dileguare. Una volta individuati i tre soggetti, i poliziotti li hanno avvicinati e hanno proceduto alla perquisizione.

La refurtiva

Addosso ad uno dei tre, all’interno di un marsupio c’era il portafogli del ragazzino. Neanche avevano pensato di sbarazzarsi delle prove della rapina appena commessa, ma della pistola nessuna traccia. Dopo qualche domanda uno dei tre ha ceduto ed ha indicato dove avevano abbandonato l’arma che una volta trovata è risultata essere giocattolo, ma nessuno avrebbe saputo distinguerla da una vera, considerato che era stato rimosso il tappo rosso. L’“arma“ era stata abbandonata nei pressi della filiale di una banca della zona.

Recidiva

Per i tre, che sono minorenni, è scattato l’arresto, uno di loro ha precedenti penali specifici. Le loro posizioni sono ora al vaglio del Tribunale dei minori di Venezia. Il ragazzo con precedenti era presumibilmente il capo del gruppo ha 17 anni, gli altri due 16. Il tempo intercorso tra la rapina e l’arresto dei tre è stato di circa una decina di minuti, grazie alla chiamata tempestiva al 113, alla descrizione precisa e alla presenza di alcune Volanti sul territorio.

Alessandra Vaccari

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