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Classifica del Sole 24 Ore

Qualità della vita, Verona risale la classifica e torna nella top ten: bene per demografia e società, male la sicurezza

Verona guadagna sei posizioni in un anno e si classifica al decimo posto tra le province italiane dove si vive meglio: è il risultato della 34ª edizione dell’indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, che certifica la leadership di Udine, seguita sul podio da Bologna e Trento.
Verona risale la classifica del Sole 24 Ore e si piazza al 10° posto per qualità della vita
Verona risale la classifica del Sole 24 Ore e si piazza al 10° posto per qualità della vita
Verona risale la classifica del Sole 24 Ore e si piazza al 10° posto per qualità della vita
Verona risale la classifica del Sole 24 Ore e si piazza al 10° posto per qualità della vita

Verona guadagna sei posizioni in un anno e si classifica al decimo posto tra le province italiane dove si vive meglio: è il risultato della 34ª edizione dell’indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, pubblicata oggi 4 dicembre, che certifica la leadership di Udine, seguita sul podio da Bologna e Trento. 

Un’edizione, quella di quest’anno, che dà ampio spazio alle disuguaglianze sul territorio sempre più diviso dal Pil pro capite e dai livelli di istruzione, tenendo conto di 90 indicatori statistici che rientrano all'interno di sei macroaree tematiche: ricchezza e consumi, affari e lavoro, demografia e società, ambiente e servizi, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero

Le province top della classifica

È la prima volta che la provincia di Udine vince la Qualità della vita, raggiungendo il primo posto tra i territori più vivibili: entra così nella storia della classifica che misura il benessere della popolazione italiana, dopo essersi piazzata nella top ten solamente tre volte dal 1990 (prima edizione) ad oggi, precisamente nel 2016, nel 2020 e nel 2021.

Suonano più come delle conferme, invece, il secondo e il terzo posto rispettivamente di Bologna, vincitrice dell’edizione 2022 e sempre in testa nella categoria «Demografia, salute e società» spinta dai livelli d’istruzione elevati, e Trento, già vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023.

Le new entry nella top ten

Le new entry tra le prime dieci Bergamo, quest’anno Capitale della cultura insieme a Brescia, sale al 5° posto della classifica dei territori più vivibili, dove solamente nel 1990 aveva occupato l’ottavo posto, e conquista il primato nella classifica tematica di «Ambiente e servizi».

Anche Modena, settima, torna in una top ten che aveva raggiunto solo due volte: nel 1999 e nel 2022. Più solido, invece, il piazzamento nella parte alta della graduatoria della provincia di Aosta, al quarto posto. Si confermano nella top ten anche Milano, stabile rispetto allo scorso anno e resta prima nella categoria «Affari e lavoro», e Firenze che, dopo aver occupato il podio nel 2022, quest’anno è sesta.

Tra le prime dieci anche Monza e Brianza che conquista 14 posizioni e il primato nella categoria «Ricchezza e consumi» grazie a buoni risultati nella spesa media delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli e ai dati immobiliari.

Se a chiudere la top 10 c’è Verona, che l’aveva presidiata sia nel 2020 sia nel 2021, si notano particolarmente le assenze di Trieste e Bolzano, scese rispettivamente in 12ª e 13ª posizione.

Verona migliora, ma nessuna medaglia

La provincia scaligera risale la classifica ma non si guadagna alcuna medaglia, vale a dire alcun podio nelle classifiche di settore e nei sottoindicatori tra il 1990 e il 2023. Registra il miglior risultato però, piazzandosi al secondo posto per quanto riguarda gli ingressi agli spettacoli (Numero di spettatori ogni mille spettacoli - dati Siae, 2022). 

Il risultato peggiore invece riguarda l'ambiente, Verona si piazza infatti al 101° posto per consumi energetici, vale a dire l'uso di gas naturale ed energia elettrica nei comuni capoluogo  (Istat, 2021).

Tra le sei macroaree, la provincia veronese guadagna posti in:

  • Demografia e società 4° posto +4
  • Ambiente e servizi 27° posto +44
  • Cultura e tempo libero 18° posto +17

Ne perde invece in:

  • Ricchezza e consumi 15° posto -5
  • Affari e lavoro 23°posto -9
  • Giustizia e sicurezza 57° -27

 

A Verona, alta speranza di vita tra elevati indici di criminalità e di «gender gap»

Tra i diversi indicatori, le posizioni migliori che troviamo sono un quinto posto per «Posti letto per specialità ad elevata assistenza» e un settimo per «Speranza di vita alla nascita», un 12° posto per la «Qualità della vita degli anziani» e un 13° per «Qualità della vita dei bambini».

In fondo alla classifica, insieme ai peggiori d'Italia, per quanto riguarda la sicurezza: siamo all'82° posto per «Indice di criminalità - totale dei delitti denunciati» e al 93° per «Furti con strappo» oltre a un 90° posto per «Rapine in pubblica via».

Non ci piazziamo bene nemmeno per «Gender pay gap», vale a dire la differenza percentuale di retribuzione media annua rispetto ai maschi (nel settore privato, fonte Inps 2022), per il quale ci piazziamo al 68° posto mentre siamo al 25° posto per «Tasso di occupazione». 

Calcolando sui dati del 2022, Verona si attesta al 7° posto per «Prezzo medio di vendita delle case» per appartamenti nuovi di 100 mq in zona semicentrale nei capoluoghi (Scenari immobiliari) e per «Tempi medi di vendita degli immobili». Mentre Verona è tra i peggiori, al 98° posto, per «Canoni medi di locazione», vale a dire per incidenza percentuale sul reddito medio dichiarato. 

Al 15° posto, invece, la «Spesa delle famiglie per il consumo di beni durevoli» secondo l'Osservatorio Findomestic - Prometeia, 2022)
 

 

 

Le ultime 40 posizioni

Anche questa edizione fotografa una concentrazione del Mezzogiorno nella seconda metà della graduatoria, con l’unica eccezione di Cagliari che arriva al 23° posto. Ma non mancano le novità. In primis il ritorno di Foggia, 107ª, a vestire la maglia nera dopo dodici anni (era stata ultima nel 2011 e nel 2002).

Nelle ultime 40 posizioni scivolano ben nove province del Centro o del Nord, tre più dell’anno scorso: oltre a Latina (87ª), Frosinone (80ª), Imperia (81ª), Alessandria (70ª) e Rovigo (68ª), ci sono Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª). Perdono terreno Agrigento, Sud Sardegna, Palermo, Brindisi, Trapani; conquistano diversi gradini Vibo Valentia, Enna, Catanzaro, Salerno , Potenza e Isernia. Tra le ultime cinque classificate arrivano anche Siracusa (104ª, perde 14 posizioni) e Napoli (105ª, perde 7 posizioni).

La fatica delle grandi città

Restano sostanzialmente immobili, invece, le altre grandi aree metropolitane, quasi incapaci di ripartire dopo la pressione generata da emergenze e shock economici negli ultimi anni. Mentre Bologna, Milano e Firenze cercano di non perdere di vista la top ten e i loro primati, Roma è 35ª (-4 gradini), preceduta da Venezia (-12) e seguita da Torino (36ª) e Genova (47ª, in calo di 20 posizioni).

La 34esima edizione dell’indagine

La fotografia scattata dalla 34esima edizione della Qualità della vita del Sole 24 Ore inquadra un Paese sempre più diviso, dal Pil pro capite ai livelli di istruzione. La pandemia, le emergenze climatiche (ondate di calore, siccità, alluvioni), il contesto internazionale aggravato dalle guerre, lo shock energetico e l’inflazione hanno rimescolato le carte e la distanza tra i territori più vivibili e quelli meno vivibili è aumentata.

I 90 indicatori

I 90 indicatori statistici alla base dell’indagine, di cui 46 aggiornati al 2022 e 36 al 2023, presentano una serie di novità inserite per riuscire a stare al passo con i cambiamenti sociali in corso: l’indice dei progetti finanziati dal Pnrr, l’indice della solitudine, le farmacie, le famiglie con Isee sotto i 7mila euro, il gender pay gap, consumo di farmaci contro l’obesità, lavoratori domestici e l’aumento delle temperature.

Dieci gli indici sintetici inclusi nell’indagine che aggregano più parametri (Qualità della vita di giovani, bambini e anziani, Qualità della vita delle donne, Ecosistema urbano, Indice della criminalità, Indice di sportività, Indice del clima, ICity Rank sulle città digitali, composto da Amministrazioni digitali e Città aperte).

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