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Parto precipitoso

Monica Pia ha fretta e nasce in vasca da bagno: «Neanche un'ora e ce l'avevo sul petto»

Mamma Lucy s’è svegliata nel cuore della notte: «Credevo di fare in tempo a correre in ospedale. Emozione unica»
In ospedale Lucy, americana, con la sua piccola Monica Pia che ha partorito da sola in casa
In ospedale Lucy, americana, con la sua piccola Monica Pia che ha partorito da sola in casa
In ospedale Lucy, americana, con la sua piccola Monica Pia che ha partorito da sola in casa
In ospedale Lucy, americana, con la sua piccola Monica Pia che ha partorito da sola in casa

Aveva fretta di nascere. «Neanche un’ora e ce l’avevo sul petto», racconta mamma Lucy, americana, trasferitasi per amore tre anni fa a Verona dove vive con il marito e il primogenito di 20 mesi. «Per la precisione abitiamo a San Massimo», continua dal letto dell’Ospedale della Donna e del Bambino dove è stata portata ieri all’alba dopo aver partorito in casa la sua piccola Monica Pia.

«Per fortuna è andato tutto bene», sorride, «quando mi sono accorta che ero in travaglio mai avrei pensato che sarebbe successo così in fretta, ero convinta che l’ambulanza sarebbe arrivata in tempo. E invece lei, la mia principessa, è stata più veloce e ci ha fatto la più bella delle sorprese: è nata “da sola“, diciamo così, senza disturbare più di tanto, mentre nella stanza accanto suo fratello dormiva e non s’è accorto di niente. Non l’ha svegliato nemmeno con i primi vagiti, è già una sorella bravissima!».

Il parto in bagno

Mamma Lucy, 34 anni, lunedì sera è andata a letto «senza avvisaglie», ricostruisce la notte magica, «ero a termine e domani (oggi per chi legge) sarei dovuta venire in ospedale per il tracciato. Verso le 4 mi sono svegliata con dei dolori alla pancia, ma non erano contrazioni, le conosco e so distinguerle. Nel giro di 20 minuti, però, la situazione è precipitata, sono entrata in travaglio e allora mi sono decisa a svegliare mio marito, gli ho detto di chiamare subito sua madre che venisse a tenere nostro figlio più grande, convinta ci fosse il tempo perchè arrivasse per poi metterci noi in macchina diretti all’ospedale».

Lucy è una donna che emana tranquillità, anche nel momento concitato del parto fai-da-te dice di «aver mantenuto quel self-control che mi ha permesso di non cadere nel panico e di farmi prendere dalla paura». Continua: «Mentre mio marito chiedeva aiuto ai suoi genitori, mi sono messa nella vasca da bagno e lì, capendo che in pochi minuti avrei partorito, gli ho detto di telefonare subito anche al 118, che venissero a prendere me e la bambina che stavo mettendo al mondo. E così è stato». Quando gli operatori del Suem sono arrivati, Lucy aveva Monica Pia sul petto. 

In ospedale

Ricoverate entrambe nel reparto di Ginecologia-Ostetricia dell’Aoui diretto dal professor Massimo Franchi, nei prossimi giorni saranno dimesse. «È stato un parto precipitoso, come può accadere dai secondi figli in poi», conferma il medico, «l’equipe ha funzionato al meglio e presto torneranno a casa. Un consiglio? Non sottovalutare i tempi del travaglio, lo dico soprattutto a chi non è primipara». Nell’ultimo mese nel Veronese altri tre bimbi hanno avuto fretta di venire al mondo come Monica Pia: due sono nati in macchina e uno in casa. 

Camilla Ferro

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