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Le accuse

«Giochi equivoci e palpeggiamenti» su una bimba di 11 anni, maestro accusato di violenza sessuale

di Manuela Trevisani
L'insegnante nega ogni accusa, ma su di lui penderebbe un altro fascicolo, sempre per lo stesso tipo di reato
Un insegnante è accusato di molestie sessuali nei confronti di una undicenne
Un insegnante è accusato di molestie sessuali nei confronti di una undicenne
Un insegnante è accusato di molestie sessuali nei confronti di una undicenne
Un insegnante è accusato di molestie sessuali nei confronti di una undicenne

Giochi equivoci tra insegnante e allieva, palpeggiamenti, discorsi sul sesso. Ruotano attorno a comportamenti di questo tipo le accuse che la procura rivolge a un maestro elementare di 26 anni, indagato per violenza sessuale aggravata nei confronti di un’alunna di 11 anni. L’insegnante, che prestava servizio in una scuola primaria della città, è stato sospeso non appena è emersa la vicenda. 

Giochi equivoci e palpeggiamenti

I fatti sarebbero avvenuti nell’arco di una settimana, a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. In particolare, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, mentre la classe era impegnata a guardare un film e approfittando dell’assenza di una collega, il maestro avrebbe chiesto all’alunna di aiutarlo con un compagno «agitato» e, con questa scusa, avrebbe invitato i due bambini a salire al piano superiore dell’istituto, in una zona interdetta a tutto il personale. Lì avrebbe proposto ai due alunni di fare «il gioco della barca» e di remare. Lui si sarebbe disteso a terra, mettendosi gli allievi sopra, e poi avrebbe fatto il solletico all’undicenne, alzandole la maglietta e infilandole le mani sotto. Quindi avrebbe proposto «il gioco del massaggio cardiaco» e, ancora, avrebbe infilato le mani sotto la maglia della bambina. 

In un’altra occasione, sempre secondo le accuse, con la scusa di far recuperare all’alunna un test di scienze, l’avrebbe portata fuori dalla classe, dentro una stanza che normalmente non veniva utilizzata a scopo scolastico, e lì le avrebbe detto di doverle spiegare l’apparato riproduttivo. Discorsi spinti, che hanno messo in grande imbarazzo l’undicenne, la quale avrebbe anche riferito all’insegnante di sentirsi a disagio, senza però riuscire a farlo smettere.

L'accusa di violenza sessuale aggravata

Queste, perlomeno, le accuse che il pubblico ministero Maria Federica Ormanni rivolge al maestro ventiseienne, ovvero violenza sessuale aggravata perché commessa su una bambina con età inferiore ai 14 anni e dentro l’ istituto scolastico frequentato dall’allieva, nonché in violazione dei doveri derivanti dalla pubblica funzione di insegnante. 

Ieri mattina si è svolto l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Carola Musio: la bambina avrebbe ripercorso quei momenti, raccontando ciò che ricorda delle presunte molestie. Un particolare procedimento di acquisizione della prova, che serve a «cristallizzarla», anticipandola rispetto alla fase dibattimentale, e in questo caso è stato richiesto dalla Procura in relazione soprattutto alla giovane età della parte offesa. 

L'insegnante respinge le accuse, ma su di lui un altro procedimento simile

L’insegnante, difeso dall’avvocato Massimo Galli Righi, nega però di aver tenuto comportamenti poco consoni nei confronti dell’allieva (che ha compiuto da poco 12 anni), respingendo con fermezza le accuse che gli vengono rivolte.

Sul capo del maestro, però, penderebbe un altro fascicolo, sempre per lo stesso tipo di reato: l’inchiesta è già stata chiusa e la Procura ne ha chiesto il rinvio a giudizio.

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