<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Il progetto

Controllo del vicinato, i quartieri di Bassona e Valdonega fanno da «apripista»

Stasera, 22 maggio, alle 20.30, i veronesi potranno conoscere nei dettagli come divenire cittadini attivi partecipando all'incontro in via Bassone, 36, mentre domani l'appuntamento è nella parrocchia di San Benedetto in via Marsala.
Progetto «Controllo di vicinato». Da sinistra Riccardo Olivieri, l'assessora Zivelonghi, la presidente 2ª circoscrizione Dalle Pezze e il comandante Luigi Altamura
Progetto «Controllo di vicinato». Da sinistra Riccardo Olivieri, l'assessora Zivelonghi, la presidente 2ª circoscrizione Dalle Pezze e il comandante Luigi Altamura
Progetto di vicinato, Zivelonghi (Bazzanella)

Dopo le procedure formali e il protocollo siglato a febbraio tra Comune e Prefettura, il progetto del controllo del vicinato entra nel vivo con una fase sperimentale che durerà sei mesi. I primi quartieri coinvolti sono quelli della Bassona, in terza circoscrizione, e Valdonega, che fa capo alla seconda circoscrizione.

Stasera, 22 maggio, alle 20.30, i veronesi potranno conoscere nei dettagli come divenire cittadini attivi partecipando all'incontro in via Bassone, 36, mentre domani l'appuntamento è nella parrocchia di San Benedetto in via Marsala.

«Parte finalmente il controllo di vicinato, presentando ai cittadini il progetto e le sue concrete modalità di realizzazione», evidenzia l'assessora alla sicurezza, Stefania Zivelonghi. «Siamo di fronte al risultato di un processo durato mesi e che ha avuto come apice la firma del protocollo d'intesa, a febbraio, tra amministrazione e prefettura. Da lì, a cascata, sono stati definiti i documenti operativi. Scopo primario è coinvolgere la cittadinanza in un'ottica di sicurezza integrata e partecipata, in linea con le indicazioni normative del Ministero e con le più evolute teorie di sicurezza urbana. Non si tratta di delazione, né di delegare ai cittadini ma, al contrario, di renderli responsabili e consapevoli sul loro ruolo rispetto alla sicurezza della comunità in cui vivono».

Chiara Bazzanella

Suggerimenti