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Serrande abbassate

Una lunga coda per l'ultimo pane dorato dei cugini Volpato

Oggi, 30 marzo, alle 14, tra fiori e commozione si è chiuso il panificio di via Manzoni che da 65 anni sfornava pane fresco
Tutti in coda per l'ultimo giorno di apertura del panificio Volpato
Tutti in coda per l'ultimo giorno di apertura del panificio Volpato
Tutti in coda per l'ultimo giorno di apertura del panificio Volpato
Tutti in coda per l'ultimo giorno di apertura del panificio Volpato

Una lunga coda di clienti, già alle otto di mattina, ha salutato la chiusura del panificio Volpato, il forno di via Manzoni che da 65 anni sforna un pane dorato (fra i clienti anche Federica Pellegrini) dal profumo seducente. «Regalano pane?», ha chiesto qualche automobilista incuriosito dalla lunga fila fuori dal portone. «Qualcuno ha pianto» raccontano Daniela e Sabrina dal banco del pane, dove non è rimasto più nulla dei prodotti di Vittorio e Antonio, i due fornai.

Fra le mensole, dove prima stavano pacchi di pasta e grissini, stanno ora  mazzi dii fiori regalati dai clienti che dopo la Pasquetta dovranno rivolgersi ad un altro panificio. Il forno della traversa di corso Milano, era attivo dal 1959 “tranne i giorni festivi" raccontano i titolari.

Alessandro e Attilio, i due cugini fornai, ora possono godersi la pensione: basta alzatacce alle 2 di notte per mettere in movimento impastatrici e portare il forno a temperatura. «Abbiamo diritto anche noi di vivere di giorno», affermano. Sabrina e Daniela, le rispettive mogli e le uniche capaci di sopportare la vita dei due consorti, sono pienamente d’accordo. «Ora possiamo andare a teatro».

Chiude il panificio Volpato
Chiude il panificio Volpato

La proposta all'ultimo giorno

Il panificio Volpato fa parte delle botteghe storiche, aperto 65 anni fa dai fratelli Vittorio e Antonio Volpato è stato poi preso in mano dai figli, Attilio e Alessandro. «Da domani in poi vivremo l’altro pezzo di vita come ci piace. Era in vendita per 90 mila euro compreso di tutto, macchinari e arredi che abbiamo ristrutturato a nostre spese in una palazzina rimessa a lucido; ma c'è ancora qualcuno disposto a spendere per lavorare?». L'affitto è di 1700 euro più iva. Proprio il giorno della chiusura si sono proposti degli acquirenti, troppo tardi.  «Non sappiamo come si faccia il pane, ci hanno detto, eppure il tempo per imparare (l’annuncio di vendita è in agenzia del luglio scorso) ci sarebbe stato, e il 30 marzo chiudiamo baracca e burattini».

Cercando del romanticismo alla vita notturna del fornaio, la si potrebbe accostare a quella del disc-jockey: mixando gli ingredienti si crea l’impasto cercando stili diversi per formare pagnotte e pagnottine, pizze e focacce, torte e brioche. «Anche noi ci divertiamo dalla nostra “consolle” mescolando i vari tipi di farine, ma è una vita con un ritmo diverso, e ci regala solo un paio d’ore di svago dopo il sonnellino pomeridiano. L’abbiamo scelta, ma ora ci godiamo la pensione, ci spiace che nessuno voglia rilevare la bottega dei nostri genitori».

La meritata pensione

Le due consorti Sabrina e Daniela lavorano qui dal 2000, e fornite di una buona dialettica hanno saputo creare un forte legame con la clientela (di rado si è vista Federica Pellegrini) che si è spezzata oggi alle. «I clienti ci hanno pressato, chiedono un rinvio ma ora o mai più.  Noi probabilmente ci terremo per un po' alla larga da via Manzoni», dove mancherà il profumo di pane appena sfornato, e le code dei clienti sull'uscio in attesa di entrare.

Aprile dolce dormire, e il gruppo Volpato potrà sonnecchiare fino a dopo le otto, come solo di domenica. «Non ci siamo mai negati i giorni di ferie, fra poco più di un mese saranno 365 all'anno. Non è una resa, continuare non sarebbe stato possibile».

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Anna Perlini

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