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Dramma nella casa circondariale

Trentenne si uccide in carcere: è il terzo suicidio in un mese a Montorio

Aveva avuto una reazione violenta con lo psicologo ed era stato messo in una cella da solo. Gli mancavano tre mesi da scontare
Carcere di Montorio
Carcere di Montorio
Carcere di Montorio
Carcere di Montorio

Un detenuto marocchino di 30 anni, che fra tre mesi avrebbe finito di scontare la sua pena, è morto ieri (8 dicembre) nel carcere veronese di Montorio, impiccandosi nella sua cella.

Quella di Montorio è la casa di reclusione nella quale si trova anche Filippo Turetta, il giovane reo confesso dell'assassinio di Giulia Cecchettin.

L'episodio, di cui ha dato notizia l'associazione Sbarre di Zucchero, è stato confermato all'ANSA dalla direzione del carcere. Si tratta del terzo caso di suicidio nell'istituto nel corso di un mese. L'uomo da tempo non stava bene; i suoi problemi di origine psichica erano noti.

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Nei giorni scorsi il trentenne durante il colloquio con lo psichiatra aveva avuto una reazione violenta, colpendo con una sedia il medico, ricorso poi alle cure de sanitari. Ieri il detenuto, durante una nuova visita, ha manifestato ancora comportamenti aggressivi, e per questo è stato scelto di non riportarlo nella sua sezione, ma in una cella da solo, dove però è riuscito a togliersi la vita.

Per iI portavoce di Sbarre di Zucchero si tratta di una problematica di fronte alla quale l'amministrazione carceraria continua a tenere "un silenzio insopportabile". La direzione del carcere ha spiegato di aver segnalato in più occasioni il persistente problema della carenza di presa in carico dei detenuti con disagio psichico da parte della sanità pubblica. 

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