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famiglie e costo della vita

«Bollino tricolore» in 225 negozi veronesi: ma gli sconti non decollano

Pochi i clienti soddisfatti per avere risparmiato. I più non hanno notato differenze. E i dipendenti sono poco informati
A Verona e in provincia è partito in sordina il progetto del Governo per fare la spesa con lo sconto FOTO MARCHIORI
A Verona e in provincia è partito in sordina il progetto del Governo per fare la spesa con lo sconto FOTO MARCHIORI
A Verona e in provincia è partito in sordina il progetto del Governo per fare la spesa con lo sconto FOTO MARCHIORI
A Verona e in provincia è partito in sordina il progetto del Governo per fare la spesa con lo sconto FOTO MARCHIORI

Il bollino tricolore arranca nell'approdo a Verona. La maggior parte dei supermercati cittadini, nonostante siano citati nella lista diffusa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come distributori aderenti al patto anti-inflazione lanciato dal Governo, non ha ancora ricevuto indicazioni su come comportarsi.

Tra i primi ad avere aderito, esponendo già ieri i prodotti a prezzi calmierati, c'è Rossetto di corso Milano, che ha però scelto di indicare su un A4 fotocopiato e distribuito all'ingresso, l'elenco dei 50 prodotti selezionati per essere scontati.

Clienti, le reazioni

«Ho fatto la solita spesa settimanale e mi pare di avere in effetti risparmiato un 5-10 per cento», ha detto soddisfatto ieri il signor Gianluigi, di San Massimo, in uscita dallo store di corso Milano. «Mi pare una grande presa in giro, non vedo nessuna differenza», ha commentato invece una signora mentre lasciava lo stesso punto vendita.

Al Famila di via Legnago, a Borgo Roma, come in quello di via Ca' di Cozzi, al Saval, il provvedimento è ben pubblicizzato, con il simbolo del carrello tricolore affisso all'ingresso. Di bollini, invece, ancora non se ne vedono, e in ogni caso non tutti li applicheranno.

All'Esselunga di corso Milano, infatti, l'iniziativa sarà lanciata lunedì 9 ottobre ma, fanno sapere, «non ci saranno bollini». I prodotti a prezzo fisso e ribassato per la sperimentazione dei tre mesi saranno sistemati all'ingresso del punto vendita, in un'area dedicata, ma senza tricolore affisso.

Dipendenti poco informati

Molti dei dipendenti che lavorano nei supermercati elencati dal Ministero, come la Migross di piazzale Olimpia, Naturasì in via Pisacane e il Maxi Di di via Roveggia non hanno ricevuto ancora nessuna direttiva sulle procedure.

Qualche commesso addirittura non sa nemmeno di cosa si tratti e ha scoperto dell'accordo solo grazie alle domande della clientela.

Al piccolo punto vendita Migross di via Barbarani, in zona San Zeno, conoscono l'accordo, e fanno sapere che i bollini non sono ancora arrivati. In ogni caso, con tutta probabilità, si tratterà di proporre a costi fissi i soliti prodotti a marchio Migross, che hanno il prezzo al ribasso già garantito.

I prodotti scontati

Non esiste un elenco specifico di prodotti prestabiliti dal governo. Ognuna delle 32 associazioni della distribuzione, dell'industria e del largo consumo che ha scelto di aderire – e di conseguenza anche i 225 negozi nella provincia scaligera - può scegliere in autonomia quali alimenti o prodotti per l'igiene mettere in promozione, purché rientrino nelle categorie previste dall'accordo: beni di prima necessità, niente birra, vino o altri alcolici, ad esempio.

«Non mi pare ci siano evidenti novità», è la percezione di una coppia all'uscita del Famila, «i prodotti Selex con la scritta Spesa Difesa già esistevano, il fatto che siano stati selezionati per il trimestre anti-inflazione non cambia nulla».

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Veronesi diffidenti

Tra la clientela c'è anche chi cade dalle nuvole. «Non ne sapevo nulla e comunque non ho notato differenze né tra gli scaffali né tantomeno al momento di pagare il conto», dice Giorgio mentre esce dal Famila con il carrello pieno. «Nessuno regala niente o fa sconti importanti, è una colossale presa per i fondelli», gli fa eco una signora intervistata invece fuori da Rossetto.

«È una bufala», ritiene Francesco, mentre accompagna la madre a comprare le provviste, «ogni supermercato ha il suo prodotto a ribasso, quello che appartiene al marchio di cui fa parte».

Più di una persona, ieri, ha chiesto informazioni alla cassa o telefonando al supermercato ma, a quanto pare, il patto che dovrebbe agevolare le tasche della gente, non è ancora decollato.

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Chiara Bazzanella

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