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il Festival internazionale dei giochi di strada

Tocatì, svolta storica: non sarà più in centro

Allo studio una soluzione per evitare concentrazioni di migliaia di persone nelle piazze e strade del solo centro storico. Per amministrazione comunale e Aga priorità sono mobilità e sicurezza, per una città più vivibile
Via XX Settembre chiusa in occasione di una domenica ecologica e, a destra, un momento del Tocatì in piazza dei Signori
Via XX Settembre chiusa in occasione di una domenica ecologica e, a destra, un momento del Tocatì in piazza dei Signori
Via XX Settembre chiusa in occasione di una domenica ecologica e, a destra, un momento del Tocatì in piazza dei Signori
Via XX Settembre chiusa in occasione di una domenica ecologica e, a destra, un momento del Tocatì in piazza dei Signori

Nel 2024 in vista una rivoluzione Tocatì. Per evitare concentrazioni di migliaia di persone nelle piazze e strade del solo centro storico, come piazza dei Signori o piazza Erbe. Così, anche se siamo in febbraio, a Palazzo Barbieri e dintorni si guarda già alla prossima edizione del Festival internazionale dei giochi di strada, in programma a metà settembre.

E sono in arrivo novità di peso, per la manifestazione entrata nel Registro del patrimonio culturale immateriale Unesco in quanto «Tocatì, programma condiviso per la salvaguardia degli sport e giochi tradizionali».

Ipotesi nuove location

A cambiare però non sarà il periodo. L’Amministrazione comunale, che collabora per il Tocatì con l’organizzatore Associazione Giochi Antichi, sta lavorando per farlo svolgere a Veronetta - rione già sede di alcuni giochi - quindi fuori dall’ansa dell’Adige area della Zona a traffico limitato. Con la possibilità di coinvolgere anche altri quartieri, limitrofi al centro. Proprio per evitare la calca eccessiva di turisti e pubblico che giunge per assistere ai giochi.

Se andasse in porto il progetto - in fase di studio e approfondimento - sarebbe un passo storico. Una prima volta di un evento nato per il cuore della città scaligera e portato fuori. Certo, ancora in zone che sono a tutti gli effetti centro storico, ma comunque non nel punto più centrale di Verona.

Un Tocatì «decentrato»

Dallo “S-cianco” al bastone siciliano, dalla corsa con le botti al gioco delle noci fino alla morra e al ruzzolone. Con giocatori provenienti ogni anno da una Paese diverso, oltre a quelli veronesi, tra cui tanti bambini e giovani. Uniti ai loro genitori e nonni nei divertimenti che non hanno età. Ha riscontrato però un tale successo, il Tocatì, ideato per la prima volta nel corso dell’Amministrazione del sindaco Paolo Zanotto, nel 2003, e poi continuato sino a oggi, da diventare un appuntamento e un’attrazione per decine di migliaia di turisti.

Da qui l’idea dell’Amministrazione comunale, anzitutto in confronto con l’Aga ma anche con la Prima circoscrizione Centro storico, di decentrare i punti del gioco. Come in parte già attuato negli anni scorsi, come a Castel San Pietro, in zona San Giorgio in Braida, a San Zeno, con manifestazione collegate. Anche se la quasi totalità delle sfide sono sempre state appunto dentro l’ansa dell’Adige, nelle piazze o anche in luoghi come di fronte a Porta Borsari, in piazza Nogara, in piazza Viviani, in piazza Sant’Anastasia.

Mobilità e sicurezza sotto la lente

Le altre manifestazioni, i luoghi dei sapori, le comunità gioco-cultura, sono pure luogo di incontro di numerose persone. Quindi, seppure il nuovo piano è ancora allo studio, la direzione sembra proprio quella di cambiare, per l’edizione del 2024, la numero 22. Per una questione legata alla mobilità, già problematica in centro storico, ma anche per una questione di sicurezza. Tra l’altro, in aree e strade già iperaffollate.

E basti pensare solo a via Cappello per l’accesso al cortile e alla Casa di Giulietta, sempre che per settembre non diventi definitivo l’esperimento dell’ingresso al cortile, a pagamento, da piazzetta Navona e dal Teatro Nuovo, con uscita su via Cappello. In ogni caso il flusso di turisti e visitatori ci sarebbe comunque.

Rinunciare alla magia di piazza Erbe o piazza dei Signori, dunque, a favore di una migliore vivibilità della città.

Enrico Giardini

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