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aggressione allo stadio

Ha tentato di uccidere il compagno, la 34enne resta in carcere: «Può farlo ancora»

di Fabiana Marcolini
La donna, artista di circo e contorsionista, ha detto di essersi difesa ma di non ricordare come mai avessero litigato. Per tre volte ha tentato di colpire l’uomo
Il carcere di Montorio a Verona
Il carcere di Montorio a Verona
Il carcere di Montorio a Verona
Il carcere di Montorio a Verona

Alterata. E incapace di controllarsi. Anna Paola Battaglini, la donna di 34 anni di Zevio, artista di circo e contorsionista arrestata sabato notte con l’accusa di tentato omicidio, resta in carcere. Ieri, 5 marzo, nel corso dell’udienza di convalida davanti al giudice Maria Cecilia Vitolla avrebbe ricostruito l’episodio avvenuto nell’abitazione di via Albere e sostenuto di aver agito per difendersi: il compagno aveva impugnato le tenaglie e lei, temendo per la sua incolumità, aveva reagito.

La ricostruzione della donna: incongruenze nel racconto

Avrebbe spiegato che in passato l’ex fidanzato l’aveva picchiata per anni, cosa che aveva completamente alterato la sua vita. Mentre non ricordava la ragione del litigio di venerdì 1 marzo. In casa, come emergerebbe dal verbale dei carabinieri intervenuti, non sarebbero state trovate le tenaglie e a convincere il magistrato a mantenere la misura di custodia sono state non solo le incongruenze nel racconto dell’indagata difesa da Barbara Casarotti, ma il pericolo ritenuto concreto che possa accoltellare ancora il compagno.

E all’accusa di tentato omicidio si aggiunge anche la resistenza a pubblico ufficiale.

Litigi frequenti

Lui, sentito dai militari nell’immediatezza, avrebbe spiegato che la Battaglini era uscita da sola. Da alcuni mesi tra i due i rapporti sono tesi e sfociano in liti violente tant’è che anche in febbraio erano intervenute le forze dell’ordine. L’indagata ha giustificato i litigi con il fatto che vuole chiudere la relazione e mandarlo via da casa e lui si oppone.

Venerdì è rientrata verso le 22.30, aveva bevuto e all’uomo ha detto di aver fatto uso di sostanze, che i suoi amici gli avrebbero tagliato mani e testa, e che se non fossero riusciti ad ucciderlo lo avrebbe fatto lei.

La colluttazione in casa

A quel punto lui si era ritirato in camera da letto salvo poi svegliarsi verso l’una per aver sentito dolore e caldo sul collo. Quando ha aperto gli occhi ha visto la donna che impugnava un coltello, l’ha disarmata (la lama si è spezzata) e l’ha allontanata. Sporco di sangue l’ha raggiunta in cucina: lei aveva un coltello da pane che ha cercato di usare e lui l’ha disarmata per la seconda volta. A quel punto lei lo ha preso per il collo e buttato contro la bici che tengono in casa.

Per evitare il peggio l’ha chiusa fuori dalla porta e ha chiamato il 112. Quando è arrivata la pattuglia la Battaglini ha insultato i militari e li ha aggrediti al punto che i soccorritori intervenuti su chiamata dei carabinieri, hanno chiesto la presenza di un medico. Una volta tranquillizzata è stata trasferita in carcere. Dove al momento resta.

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