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27enne in carcere per tentato omicidio e stalking

L'ex la prende per il collo e cerca di calciarla alla testa, salvata da una collega

È avvenuto in una pizzeria: in carcere un 27enne con accuse pesantissime
Una donna che ha subito violenza
Una donna che ha subito violenza
Una donna che ha subito violenza
Una donna che ha subito violenza

Dall’altro giorno è in carcere, con un’accusa pesantissima: tentato omicidio e stalking. Il 9 marzo, quando la ragazza con la quale aveva una relazione tormentata, di fronte all’ennesima scenata di gelosia ingiustificata, ha deciso di lasciarlo l’ha schiaffeggiata con violenza, lei ha cercato di difendersi e lo ha colpito con le chiavi ma a quel punto R.M., 27 anni, l’ha presa per il collo facendole mancare il respiro.

Poi l’ha fatta cadere, stava per colpirla con un calcio alla testa ma una collega che lavora con la giovane in pizzeria si è messa in mezzo e il calcio lo ha preso lei. Ha quindi estratto un coltello e minacciato un altro collega che aveva assistito alla scena dall’esterno.


Le persecuzioni

Poi si è allontanato ma ha iniziato a tempestarla di messaggi e di telefonate: oltre 150 il 12 marzo, 50 messaggi al giorno tra il 13 e il 16 marzo e più di 120 il 17. Un incubo. Non si è limitato a tentare di chiamarla (lei lo ha bloccato) ma è andato a casa del padre della ragazza che non sapeva dell’aggressione subita dalla figlia e quando, nel tardo pomeriggio dopo che per tutto il giorno aveva suonato il campanello, la madre ha aperto la porta lui l’ha insultata. Il 15 marzo lei lo ha visto fuori da locale in cui lavora la sera per guadagnare qualcosa (è una studentessa) ha ricominciato ad avere paura. Perché era convinta che non l’avrebbe lasciata in pace.

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E ha integrato la denuncia del 9 marzo, facendo comunque scattare il codice rosso e alla luce di quanto emerso anche in seguito all’acquisizione delle testimonianze il giudice per le indagini preliminari Livia Magri ha ritenuto di disporre la custodia cautelare in carcere «perché qualsiasi misura diversa sarebbe inadeguata avendo l’indagato dimostrato di non avere freni di sorta».
Assistito dall’avvocato Giacomo Giulianelli il giovane di origini campane mercoledì comparirà davanti al magistrato per l’interrogatorio di garanzia. Stando a quanto emerso, si trova in una condizione di particolare fragilità, circostanza segnalata dal suo legale.

I due si conoscevano fin da bambini

Si conoscono fin da quando erano bambini, lei studia all’Università e nel fine settimana va a lavorare in una pizzeria d’asporto in borgo Roma. Fino al marzo dello scorso anno nel pomeriggio andava a casa del padre, faceva le pulizie e studiava, poi si era stabilita a casa di lui. La relazione andava avanti a singhiozzo perché il giovane era ossessionato dalla gelosia, possessivo e in qualche occasione violento.
La sera dell’aggressione erano d’accordo di uscire in compagnia di amici dopo il lavoro. Lui però si è presentato prima (aveva bevuto), ha ordinato una pizza che ha iniziato a mangiare nel locale, nonostante non sia possibile.

Lei gli ha mandato un messaggio dicendogli di allontanarsi perché le stava facendo fare brutta figura e che se avesse continuato a bere l’avrebbe lasciato. Poi ha chiuso il cellulare ma R.M. non si è mosso dal locale e quando la ragazza ha cercato di mandarlo via perché era alterato lui le ha dato un ceffone. E poi ha cercato di colpirla alla testa.

 

Fabiana Marcolini

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