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Stretta sui plateatici, sale lo scontento

di Ilaria Noro

Pur ampiamente annunciata nei mesi scorsi, la stretta sui plateatici fa infuriare gli esercenti. Durante il periodo dell’emergenza Covid sedie e tavoli erano comparsi, in deroga a tutto, in varie zone della città, lungo vie, vicoli e piazzette soprattutto nella città antica. Con gennaio e la mancata proroga dei plateatici large ed extralarge gli spazi concessi erano stati tolti fatta salva la procedura semplificata. Se all’inizio erano state poche, con la bella stagione le nuove richieste si sono moltiplicate e gli uffici sono stati subissati. Ma si tratta di domande che in molti casi hanno ricevuto parere negativo. Venuta meno la possibilità di concedere in via straordinaria come dal 2020 al 2022, è l’ufficio plateatici ora a rilasciare o meno le concessioni, dopo averle esaminate una per una sotto vari profili tra cui quello del traffico e viabilità, ordine pubblico, zone in «fascia rossa» ossia vietate. Vincoli che, come prevedibile, hanno portato a parecchi «no». «Se vogliamo confrontare la situazione con il periodo dell’emergenza, è chiaro che le differenze ci sono e sono molte. Erano soluzioni prese per far fronte a un’urgenza che ora non c’è più. Abbiamo allo studio il nuovo regolamento plateatici – l’attuale è troppo datato – che porterà a rivedere la mappatura in cui ad oggi non è possibile allestire spazi esterni ma ci vuole tempo anche perché manca un interlocutore importante che è il Sovrintendente», sostiene l’assessore al Commercio Italo Sandrini. Altra parentesi riguarda invece i plateatici stagionali, allestiti su stalli blu auto o bianchi dei motorini dal primo aprile e fino a novembre. In questo caso, la differenza rispetto al periodo Covid è di 10 stalli auto in meno, 55 totali. «Sono stati tutti assegnati nei tempi, cercando di fare attenzione che ciascuno avesse almeno uno spazio esterno dove possibile. È chiaro che c’è chi è passato da 2 o anche 3 stalli a uno», aggiunge l’assessore. «Avevamo presentato una mozione per concedere in tempi stretti i plateatici di emergenza almeno a coloro che sarebbero rimasti esclusi dalle concessioni di suolo pubblico ma nulla è stato fatto, né è stata attivata una procedura semplificata come richiesto dalla mozione, per altro sottoscritta anche da molti esponenti della maggioranza. È questo il metodo di trasformare in soluzioni concrete l’apparente attenzione all’ascolto e collaborazione di questa amministrazione?», entrano a gamba tesa i consiglieri di minoranza Nicolò Zavarise e Alberto Bozza. Più agguerriti dei due consiglieri sono alcuni degli esercenti rimasti senza un posto al sole. Tra questi Marco Righetti del Caffè Rialto. «Mi è stato negato il plateatico a ridosso di Porta Borsari e sotto i portici anche se dobbiamo ancora sopportare un cantiere impattante che va di fatto a oscurare il monumento. E che ha creato un giro di ratti a ogni ora del giorno», ed è intenzionato a rivolgersi direttamente al sindaco Damiano Tommasi. «Via Rosa è probabilmente un’autostrada e non ce ne siamo accorti. Perché pare sia la pericolosità del traffico il problema che ha portato a rimbalzare la mia domanda», aggiunge Simone Vesentini del Montebaldo, tra il semipedonale corso Sant’Anastasia e via Garibaldi. «Chiediamo due tavoli, giusto per far vedere gli spazi. Il mondo post Covid è un mondo che vuole stare all’aperto e noi siamo un presidio per il territorio. Le regole vanno bene, i vincoli anche: l’impossibilità di stare fuori non è accettabile. Si parla di nuovo regolamento: nell’attesa quante realtà dovranno chiudere», è la dura domanda di Vesentini. «Il vero passaggio sarà costituito dalle nuove regole ora allo studio. Alcune risposte negative fanno riferimento al parere della polizia locale, chiamata a valutare i rischi nel merito. È chiaro che Verona non ha i boulevard di Parigi ma stradine medievali”, chiude Sandrini.•.

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