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La truffa

Gift card e promesse di guadagni facili: ecco come funzionava il «sistema Nexyiu»

Marketing online: sei gli indagati a Verona dopo gli approfondimenti della Guardia di Finanza

Il meccanismo era sempre lo stesso, ovvero la proposta di un «sistema moderno» per poter ottenere benefici notevoli con una spesa minima. Dal passaparola al sito internet, su questo si basava la forza di Nexyiu Italia srl che aveva fondato una rete di network marketing per la raccolta di denaro, per l’accusa, promettendo guadagni «in larga parte irrealizzabili, libertà finanziaria, indipendenza economica e rendite passive inesistenti».

Nulla di tutto ciò: la società è stata posta in liquidazione giudiziale dal tribunale di Verona perché qui aveva la sede e i pm Carlo Boranga e Silvia Facciotti hanno chiuso l’indagine. Sei le persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. E a tutti viene contestata l’evasione fiscale (dichiarazione infedele e omessa dichiarazione).

Fatturati milionari

Nel 2019 l’Aduc (l’associazione per i diritti di utenti e consumatori) aveva lanciato l’allarme circa le «promesse miracolose on line» attuate dal gennaio 2019 al settembre 2023. Stando a quanto verificato dalla Guardia di Finanza solo tra il 2020 e il 2021 la società aveva fatturato circa 150 milioni di euro.

Ognuno aveva un ruolo all’interno della Nexyiu: D. C., romano del 1965, era l’ideatore, promotore e organizzatore al 50%, oltre che socio e titolare e amministratore in altre due società; R.B. di 47 anni nato a Rovereto è stato amministratore unico fino all’ottobre 2020 e fino al luglio 2021 socio al 50%; G.P., 48 anni originaria di Bari, in qualità di ideatrice e promotrice; F.Q., 58 anni di Ciampino, amministratore unico dall’ottobre 2020 e a partire dal luglio 2021 socio al 50%; M.L. classe 1968 di Varese, co-amministratore di fatto e addetto alle vendite e infine S.G. fiorentino di 61 anni, co-amministratore di fatto e dg di Nexyiu italia.

Il sistema Nexyiu

Per l’accusa contavano molto sul passaparola ma non solo: tramite il sito internet organizzavano incontri di gruppo presentandosi come «il primo social affiliate marketing/shopping community» che assicurava in tre anni rendimenti pari al 306% del capitale iniziale «erogato in crediti da spendere nell’acquisto di beni o servizi o convertibili in denaro».

Offrivano i «pacchetti di servizi» con crediti mensili per i tre anni successivi fino al triplo del pacchetto iniziale. Così quello «smart» (499 euro) garantiva 40 crediti, il «premium» (999 euro) garantiva 80 crediti mensili, il «family» (1.999 euro) 170 crediti. Il «guadagno», al termine dei 36 mesi sarebbe stato, rispettivamente, di 1.440 euro, 2.880 euro e 6.120 euro.

Le gift card per l’acquisto di beni da partner commerciali però non erano mai stati siglati (e i crediti quindi non erano esigibili) e garantivano la conversione in denaro dei crediti (mai disponibile). I clienti venivano spinti a pubblicizzare il sistema in cambio di provvigioni in denaro o natura, ma nel 2021 il sistema piramidale crollò (mancavano reclutamenti) e 30 milioni finirono all’estero.

Fabiana Marcolini

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