<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Roncà

Nell’ex base di Calvarina si preparano gli specialisti di sicurezza per Cortina 2026

Le Olimpiadi saranno la vetrina operativa del progetto che vedrà come protagonista il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
Una veduta del complesso dell’ex base di controllo aeronautico sul monte Calvarina
Una veduta del complesso dell’ex base di controllo aeronautico sul monte Calvarina
Una veduta del complesso dell’ex base di controllo aeronautico sul monte Calvarina
Una veduta del complesso dell’ex base di controllo aeronautico sul monte Calvarina

La sicurezza dal rischio chimico, batteriologico, radiologico e nucleare dei grandi eventi europei si progetta sul Monte Calvarina, a Roncà (VR), e si testa alle Olimpiadi di Milano-Cortina. 

Proprio a Roncà, dal primo ottobre 2026, aprirà i battenti la «scuola» di formazione degli operatori che saranno impiegati sui grandi eventi, anche in assetto preventivo, in tutta Europa su attivazione della Protezione civile europea per il tramite del Dipartimento della Protezione civile italiana.

Quella sarà la data di entrata in piena operatività della nuova struttura organizzativa, composta da personale appositamente formato e da 14 mezzi allo scopo realizzati, ma il lavoro, sul monte che ospitò il 67° Gruppo intercettori teleguidati dell’Aeronautica militare, comincerà a giorni, giusto il tempo di ufficializzare, martedì prossimo in Regione e l’indomani in base con un incontro tecnico riservato agli addetti ai lavori, l’assegnazione di un finanziamento per 4.160.863,30 euro, fondi della Protezione civile europea, del progetto RescEU-Cbrn-Dsim-It presentato da Fondazione Safe (dal 2020 concessionaria della dismessa base) con Enea, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Regione Veneto, Policlinico Gemelli, Ospedale Sacco, Istituto superiore di Sanità, Nucleco, la veronese Cristanini Spa e Tomassini Srl. 

Progetti

Nella corsa al bando, la progettualità italiana e in buona parte veronese ha sbaragliato le altre nazioni ed i frutti della ricerca, studio, e prototipazione saranno testati a febbraio 2026 proprio alle Olimpiadi invernali italiane. «L’Europa sta costruendo capacità di risposte comuni su molti frangenti, compreso quello dei grandi eventi che mobilitano migliaia di persone e sull’intervento in caso di rischio contaminazione Cbrn. Non serve pensare agli attentati», chiarisce Andrea D’Angelo, il presidente naturalizzato roncadese di Fondazione Safe, «perché anche un incidente che coinvolga sostanze pericolose a qualche chilometro di distanza da uno stadio con 80 mila persone ne farebbe scattare l’evacuazione».

Protagonisti

Ogni partner, per le proprie competenze, ha messo a punto un’idea di strategia, sono stati scelti i Vigili del fuoco come gli operatori più adeguati ad intervenire e Fondazione Safe anche nella prospettiva di lungo periodo legata alla formazione del personale. «Ciò che dovremo studiare, progettare, realizzare, testare, oltre alla procedura di attività, sono 5 nuovi mezzi innovativi (la struttura base sarà quella di un camion dei Vigili del fuoco che a fine lavoro dovrà essere omologato, ndr) da dotare di sensori e nuovissime tecnologie, e 9 mezzi di logistica e supporto: quando questa squadra sarà attivata», spiega D’Angelo, «dovrà garantire autonomia per 14 giorni. Pensando che per ogni turno saranno operative in simultanea 26 persone, si fa presto a capire quale sarà il bisogno di assicurare sempre la disponibilità di personale formato». 

Sicurezza

Dall’avvio della concessione della ex area Controllo, sono stati numerosissimi i progetti cofinanziati dall’Ue e di valenza internazionale e molti quelli nell’ambito Cbrn: quello che partirà a breve per alcuni di essi sarà la naturale evoluzione. Due esempi: i progetti precedenti legati alla cinetosi digitale (o cybersickness), cioè i disturbi fisici conseguenti all’uso di visori di realtà aumentata e realtà virtuale ed un prototipo di mezzo di monitoraggio e controllo già realizzato.

Su questo ambito, ma anche su quello della lotta al traffico di rifiuti ad esempio, si è spostata l’attenzione di Safe che continua ad essere riferimento internazionale per la formazione Heat (Hostile environment awareness training) cioè di corsi di sicurezza personale in ambiente ostile a Roncà frequentati la scorsa estate anche dagli inviati Rai in Ucraina e, oggi, in Medio Oriente. Il finanziamento consentirà anche di dare un primo avvio all’adeguamento e valorizzazione della ex base (progetto che ha costituito una delle due idee italiane messe in vetrina all’ultima Biennale di architettura, a Venezia) limitatamente ad alcune aree funzionali al progetto RescEU.

Paola Dalli Cani

Suggerimenti