<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
LA PRIMA CAMPANELLA

Primo giorno di scuola, sui banchi 105mila studenti veronesi / LE FOTO DEI LETTORI

di Laura Perina
Mandateci le vostre foto al numero Whatsapp 366.7669922, racconteremo con le immagini questo nuovo inizio
Primo giorno di scuola per 105mila studenti veronesi
Primo giorno di scuola per 105mila studenti veronesi
Primo giorno di scuola, LE VOSTRE FOTO

È suonata oggi, 13 settembre, la prima campanella dell'anno scolastico 2023/24 per oltre 105mila bambini e ragazzi che nel Veronese staranno sui banchi di scuola fino all'8 giugno 2024. La ripresa avviene proprio nel momento in cui, per la prima volta dopo molti mesi, la crescita dei contagi da Covid torna a fare parlare della pandemia.

Al momento non sono previste misure restrittive, ma i dirigenti scolastici sono comunque pronti a rimettere in moto i protocolli usati in passato, nel caso la situazione dovesse precipitare.

E per voi, com'è questo primo giorno di scuola? Atteso? Emozionante? Commovente? Mandateci le vostre foto al numero Whatsapp 366.7669922, le pubblicheremo e racconteremo così con le immagini questo nuovo inizio.

Apertura anno scolastico (Marchiori)

Il sindaco Damiano Tommasi, questa mattina, è andato personalmente in alcune scuole, scelte a campione, di vari quartieri della città per augurare a tutte le classi un buon inizio.

Coi più piccoli, della fascia 3-6 anni, della scuola d’infanzia comunale Di Cambio (via Arnolfo Di Cambio, quartiere Stadio), le educatrici hanno colto l’occasione per mostrare il nuovo Spazio Gioco all’interno della scuola. Attentissimi gli studenti della scuola secondaria di primo grado Manzoni (via Velino 20, quartiere Golosine): tutte le classi terze lo hanno atteso in palestra, per fare domande al sindaco riguardo alla scuola, al suo passato da studente e al futuro della città.

Esplosiva l’accoglienza degli alunni della scuola primaria Betteloni (piazzale Buccari 1, località Montorio), che hanno cantato e ballato, prima di accompagnarlo negli spazi della loro scuola.

Il messaggio del sindaco agli studenti veronesi

«In bocca al lupo agli insegnanti e al personale che porta avanti le scuole del nostro territorio – ha esordito il sindaco di fronte alla platea di studenti –. L’amministrazione comunale ha il compito di gestire, di guidare e coordinare la città. Abbiamo il dovere primario di lasciarla meglio di come l’abbiamo trovata. Dipende molto da noi, da quello che decidiamo, dalle scelte che facciamo , dai progetti che avviamo, ma credo che la maggiore responsabilità di quale Verona ci sarà fra cinque, dieci e più anni sia qui di fronte a me: voi siete Verona del futuro, voi farete la città del futuro. Come sarà Verona dipenderà molto da ognuno di voi, da quello che state imparando adesso. La scuola è una piccola città, con esigenze e sogni diversi. Non tenetevi i vostri sogni nel cassetto, ma condivideteli , perché è l’unico modo per realizzarli. Quello che vi auguro e mi auguro da sindaco della città è che Verona risponda ai vostri sogni, che vi dia la possibilità di costruire i vostri sogni e, che a sua volta faccia affidamento su di voi per costruire i sogni della città. Avete un grande compito, sappiate che Verona è di chi la vive».

«Abbiamo potenziato i finanziamenti destinati alle scuole: i lavori non si sono mai fermati quest’estate e non si fermeranno quest’autunno – aggiunge l’assessora alle Politiche Educative e Scolastiche Elisa La Paglia -. Per tutte le famiglie, un augurio di ritrovare amici e insegnanti».

Gli auguri dell'assessore regionale all'istruzione

«Sarà un nuovo inizio, un nuovo avvio delle attività in quel meraviglioso luogo protetto che è la scuola. Agli studenti tutti mando il mio personale augurio per l’inizio di un’ottima esperienza di vita, accompagnati dalle loro famiglie, che li seguiranno sin da questo primo momento. Per alcuni sarà il primo, primissimo giorno di scuola, per altri sarà un ritorno accanto ai compagni in una esperienza che andrà a costituire poi nella vita i ricordi più belli».

Così l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan si rivolge agli studenti e all’intero mondo della scuola veneta che domani, 13 settembre, aprirà le porte degli istituti di ogni ordine e grado per iniziare il nuovo anno scolastico 2023-24.

«Rivolgo un particolare ringraziamento al personale docente, al personale amministrativo e a tutti coloro che permettono che ogni giorno la scuola sia il posto dove imparare e crescere – sottolinea Donazzan -. Se le nostre scuole sono protette e hanno gli ottimi risultati che possiamo vantare in Veneto è merito dei nostri docenti. Troppe volte vengono scaricate su di loro responsabilità, che non appartengono loro e dovremmo trovare altrove. A loro, quindi, va tutto il nostro affetto e l’augurio di buon lavoro».

Prime classi alla scuola 1 maggio (video Marchiori)

Viabilità e novità

La ripartenza è stata anche lo stress test della viabilità cittadina, alle prese con il cantiere di via Città di Nimes, per cui il Comune e la Polizia locale hanno già chiesto aiuto alle scuole per facilitare la comunicazione con le famiglie.

Leggi anche
Cantiere del filobus in via Città di Nimes, al via alcune modifiche alla viabilità: ecco quali

Intanto l'anno scolastico si apre con una novità per la scuola primaria Massalongo di via dell'Artigliere, che avrà una classe prima a indirizzo Montessori, con 21 bambine e bambini che seguiranno il sistema educativo già applicato dallo stesso istituto comprensivo (il 18 Veronetta-Porto) nella scuola dell'infanzia comunale Le Coccinelle, certificata a metodo Montessori un anno fa.

La primaria Massalongo è già da alcuni anni di ispirazione montessoriana, ma ora ha ricevuto il nulla osta per inserire nell'offerta formativa il metodo di differenziazione didattica Montessori basato sull'autonomia del bambino, che in aula è libero di scegliere a quale attività dedicarsi, e sull'interazione con l'ambiente, dove ogni cosa può essere utilizzata per apprendere. «Mettere in piedi una classe montessoriana è impegnativo. Servono docenti con una particolare formazione e materiale didattico apposito da far utilizzare agli alunni», spiega la dirigente scolastica Francesca Nencioni.

Il percorso ha richiesto la determinazione del collegio docenti e del consiglio d'istituto, il coinvolgimento dell'Amministrazione comunale, dell'Ufficio scolastico regionale (che ha approvato la differenziazione) e di quello provinciale (che ha assegnato le due maestre specializzate Montessori).

Tommasi alle medie Manzoni (video Marchiori)

Apprendimento senza voti

«L'obiettivo è portare avanti di anno in anno questo metodo didattico per arrivare a costruire una scuola Montessori», afferma la preside. Nelle classi Montessori non ci sono i voti, ma valutazioni basate sull'osservazione da parte dei docenti, che indicano il livello di acquisizione delle competenze raggiunto dagli alunni.

L'apprendimento senza voti è stato introdotto anche in alcune scuole superiori, destando particolare clamore, sebbene lo scopo sia di combattere lo stress tra i banchi, eliminando la pressione competitiva e sviluppando una motivazione intrinseca per l'apprendimento.

Il metodo

Sempre più istituti stanno mettendo in discussione la tradizione dei voti numerici a favore di una valutazione più formativa che sommativa. A Verona lo farà l'istituto superiore Copernico-Pasoli, dove il collegio dei docenti ha approvato una delibera che modifica l'approccio alla valutazione.

In cosa consiste, lo spiega la dirigente Sara Agostini: «Faremo gli scrutini prima di Natale per poi ricominciare, a gennaio, con una serie di corsi di recupero pomeridiani suddivisi per moduli. In pratica, uno studente con l'insufficienza in matematica riceverà l'indicazione dell'argomento da recuperare, per esempio le equazioni. Il primo periodo didattico ci servirà per capire quali lacune hanno i ragazzi e intervenire in maniera “chirurgica” per aiutarli a recuperare. Terremo conto delle valutazioni del primo periodo anche nel secondo quadrimestre, per premiare chi migliora e valorizzare chi vede abbassarsi la propria media a causa di un argomento mal digerito. Gli studenti non possono imparare se sono troppo ansiosi. Vogliamo che la valutazione non sia percepita come una media aritmetica, ma come una progressione delle competenze. Perciò il recupero diventa una parte integrante del processo», conclude la dirigente.

Leggi anche
Pubblicato il calendario scolastico 2023/2024: prima campanella il 13 settembre

Suggerimenti