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il progetto contestato

Pizzeria sul laghetto Fontanon, protesta a Montorio: «Disastro ambientale». Il Pd: «Creare il Parco delle Risorgive»

Il manufatto esistente è da 23 anni in abbandono. Bissoli: «Piani della amministrazione scorsa, noi faremo il possibile». Il Pd dell'Ottava circoscrizione prende posizione
La struttura in disuso potrebbe diventare una pizzeria
La struttura in disuso potrebbe diventare una pizzeria
La struttura in disuso potrebbe diventare una pizzeria
La struttura in disuso potrebbe diventare una pizzeria

Dopo 23 anni di totale inutilizzo, la struttura realizzata in affaccio al laghetto Fontanon di Montorio, ambisce a trasformarsi in una pizzeria. Il permesso è stato dato dalla precedente amministrazione che, all'inizio del 2022, ha concesso il cambio di destinazione d'uso, da industriale a commerciale. Dieci associazioni del territorio, tra cui Legambiente, Wwf, Italia Nostra e, in particolare, il comitato Fossi Montorio, sono però pronte a manifestare e scendere in piazza, per contrastare un'opera ritenuta degradante e deturpante sia per il rione che per l'ambiente.

Venerdì 22 dicembre la questione è stata dibattuta a Palazzo Barbieri, tra assessori, tecnici competenti e ottava circoscrizione, per cercare una soluzione ed evitare l'incombente danno. A gennaio verrà convocata un'assemblea cittadina, ma intanto la preoccupazione è alta tra chi vuole salvaguardare l'ambiente.

Il progetto della pizzeria

Il progetto della pizzeria è stato presentato nel 2020 e poi ripreso nel 2022 dalla River Immobilia, amministrata da Francesco Rizzi, proprietaria della zona industriale in cui, tre anni fa, era stato supposto pure di costruire un'ottantina di appartamenti al posto di un capannone di 10mila quadri in disuso.

Se questo progetto non è stato inserito nel masterplan e quindi non è concretizzabile, quello della pizzeria nel manufatto nato al Fontanon con l'idea di un padiglione espositivo, sembra invece procedere. Nei giorni scorsi i residenti hanno avvistato alcuni movimenti intorno all'area, per rilievi e misurazioni che lasciano pensare che la ditta sia pronta a procedere, sfruttando la Scia ottenuta a gennaio dell'anno scorso.

 

Dubbi da parte delle associazioni del territorio

«Sarebbe un disastro ambientale realizzare la pizzeria sul laghetto», dice Claudio Ferrari del comitato Fossi Montorio. «L'edificio andrebbe demolito, è sempre stato degradante. Inoltre preoccupano anche i 15 posti auto previsti per un locale che sembra destinato ad avere 200 coperti. Il Comune ha proposto l'istituzione del parco delle Sorgive e del fiume Fibbio, e la pizzeria è incompatibile con tale prospettiva, per questo chiediamo che blocchi il progetto a tutela di un interesse collettivo. La costruzione sarà l’ennesima ferita al paesaggio e continueremo a contrastarla fino a che non verrà definitivamente archiviato il progetto».

«C'è la massima attenzione per una vicenda determinata dalla pianificazione dell'amministrazione precedente e stiamo cercando di capire se c'è un percorso affrontabile, tenendo conto delle aspettative della comunità», dichiara l'assessora all'edilizia privata, Barbara Bissoli. «I proprietari», aggiunge l’assessora, «hanno il titolo per realizzare l'attività. Faremo il possibile per preservare un luogo straordinario da includere nel parco delle Sorgive».

 

AGGIORNAMENTO 28 febbraio 2024

Il Circolo Pd dell’Ottava Circoscrizione di Verona chiede alla proprietà di rinunciare al progetto di realizzazione della pizzeria sul Fontanon e all’amministrazione comunale di procedere all’attuazione della mozione numero 127 del 21 aprile 2023 per l’attuazione del Parco delle Risorgive e del Fiume Fibbio, ambito che insiste anche sull’area del Fontanon, e che dovrà essere sviluppato con i previsti interventi del ponte pedonale sul torrente Squaranto in zona Primo Maggio, e con il recupero dell’ambito della Chiesa della Madonnina, destinando i fondi necessari.

Spiega il segretario Marco Muratore: «La previsione di una attività commerciale in questo contesto è contraria alla nostra idea di città, lo abbiamo detto fin dalla sua prima apparizione nel 2001 e lo ribadiamo ancora oggi, a più 20 anni di distanza. Questa forzatura è il risultato dell’ignavia delle ultime amministrazioni che non hanno saputo pesare l’impatto dell’opera, non è certo responsabilità dell’attuale amministrazione comunale a cui non resta che prendere atto delle scellerate scelte del passato. Riteniamo essenziale proseguire nella preservazione e valorizzazione del territorio della Valpantena e della Valsquaranto con le sue peculiarità naturalistiche, storiche e culturali, dando attuazione al progetto di Parco».

 

Chiara Bazzanella

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