<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Ma l'esperta è contraria: «Non si pensa alle conseguenze»

«Guadagno cinquemila euro al mese con OnlyFans. Nessun imbarazzo, mi piace il mio corpo»

di Francesca Lorandi
L'intervista a una giovane veronese che guadagna grazie alla piattaforma che offre contenuti a pagamento. Il parere critico di una psicologa. Gardaland ha deciso di non rinnovarle in contratto
Ilaria Rimoldi
Ilaria Rimoldi
ILARIA RIMOLDI ONLYFANS

Come si vede tra dieci anni? «Ricca». Lei, Ilaria Rimoldi, di anni ne ha ora 25. E dal gennaio scorso sta mettendo da parte una discreta fortuna: 5mila euro al mese, guadagnati senza muoversi dalla sua casa di Lazise, pubblicando ogni giorno foto su OnlyFans, la piattaforma web sulla quale le persone possono pagare per ottenere contenuti (foto, video e live streaming) con un abbonamento mensile.
Chiunque può aprire un canale e decidere di mettere a pagamento le proprie immagini per monetizzare. E Ilaria, ammette, sta guadagnando parecchio pubblicando foto in cui appare semi-nuda («mai senza nulla addosso», precisa), fasciata solo da microscopica lingerie che fino a qualche settimana fa acquistava online, “ma adesso ho scoperto i sexy shop, che vendono intimo davvero carino”.


Quando ha iniziato?
All'inizio dell'anno, per avere un’entrata in più. Lavoravo con un contratto stagionale in un parco di divertimento sul lago: 40 ore a settimana per mille euro. Avevo bisogno di più soldi, quindi ho provato con OnlyFans: ne avevo sentito parlare, mi aveva incuriosito e quindi avevo deciso di entrare e scoprire come funzionava.


Ne valeva la pena?
Oh sì: nei primi mesi guadagnavo 500 euro, ora sono a 5mila. Qualche mese fa ho aperto anche una partita Iva, affinché fosse tutto in regola. E pago un sacco di tasse...


Su altri social aveva già un buon seguito…
Ho 250mila follower su TikTok e 15mila su Instagram. Sul primo pubblico contenuti pensati per ragazzini: ad esempio questa estate mostravo il mio lavoro, perché l’idea del parco di divertimento attirava molto. Oppure pubblico contenuti sugli animali che ho in casa, e che sono abbastanza strani: tarantole e serpenti. Su Instagram ci sono invece immagini più intime, ma soft rispetto a quello che metto su OnlyFans.

 

Intervista a Ilaria Rimoldi


Si fa aiutare da qualcuno?
No, mi arrangio in tutto: mi scelgo l’intimo, mi trucco e mi preparo. In realtà faccio piuttosto in fretta, mi bastano pochi minuti. Ho soltanto un fotografo che mi scatta le immagini che pubblico sul mio profilo, mentre per i contenuti privati faccio da sola, a casa mia.


E oggi, dopo dieci mesi, quanti abbonati ha?
Al momento 250, 1.500 da quando ho iniziato. Sono per lo più maschi, tra i 20 e i 35 anni, e alcuni vivono all’estero. Ci sono anche delle ragazze, ma sono piuttosto certa che si siano iscritte al mio canale per vedere i contenuti che pubblico e rubarmi delle idee.


Le sono mai arrivate richieste particolari?

Sì, sono arrivate e ad alcune ho detto di no. Altre invece le ho accettate, ma preferisco non parlarne.


Nessun imbarazzo?
No, mi piace il mio corpo. E comunque non sono mai nuda.


Perché?
Se OnlyFans chiudesse, non vorrei che restassero in giro foto di me, nuda, che rovinerebbero la mia immagine in futuro. E non vorrei rischiare di non trovare, per questo, un lavoro.


La sua famiglia lo sa?
Certo, e non ho trovato giudizi né pregiudizi, non ne ho mai avuto né con i miei parenti, né con gli amici. E nemmeno con il mio fidanzato: rispetta la mia scelta, d’altra parte il corpo è mio. Piuttosto, qualche problema l’ho avuto sul lavoro…


Ma non lavora più al parco di divertimenti?
No. All’inizio pareva che il mio “secondo” impiego non creasse problemi: finché lo sapevano solo i miei follower andava tutto bene, poi la voce si è diffusa, è capitato che mi riconoscessero anche per strada. E a quel punto è diventato un problema.


E cos’è successo?
Il direttore del parco mi ha chiamato e mi ha detto che quello era un luogo per famiglie, che la mia presenza sulla piattaforma non si addiceva, e che dovevo quindi decidere se lavorare al parco o su OnlyFans.


Lei cos’ha risposto?
Che se mi pagava 5mila euro al mese restavo. Hanno rifiutato.


Sta guadagnando parecchi soldi: si è tolta qualche sfizio?
Ho comprato un cavallo: l’unica cosa che desideravo tanto.


Lei ha studiato tecniche del mobile e design. Ma fra dieci anni si vede impiegata in quel settore?
Forse la cosa che mi tormenta di più è non sapere cosa farò in futuro. Ora sto guadagnando tanto per investire in qualcosa che ancora non so cosa sarà.


C’è un’età in cui è meglio chiudere il proprio profilo su OnlyFans?
La sessualità è un mondo ampio. La donna, e anche l’uomo, sono belli a tutte le età: credo non sia giusto mettere dei limiti, dei paletti.

 

L'intervista alla psicologa Giuliana Guadagnini

«Una volta c’era la vergogna sociale: se mostravi una parte del tuo corpo rischiavi di essere emarginata. Ora, invece, farlo porta a un riconoscimento nella società». Giuliana Guadagnini è sessuologa e psicologa. Lavora con i ragazzi e, spiega, c’è una cosa che attraversa la generazione che va dai 15 ai 30 anni: la «vetrinizzazione» del proprio corpo.
«Siamo in un’epoca nella quale se appari e sei seguito vali. Un’epoca in cui l’immagine viene prima di tutto: si va su Instagram, su Snapchat e si pubblicano foto e più persone ti guardano e ti seguono, più acquisti riconoscibilità e sei gratificato. Ma OnlyFans ha un vantaggio enorme: permette di guadagnare. E i nostri ragazzi crescono con la convinzione che solo grazie ai soldi riesci a essere qualcuno. Quindi chi usa questa piattaforma si sente pure più furbo, perché si arricchisce. E lo fa anche in modo molto facile». Un po’ come le cubiste per chi ha vissuto negli anni Ottanta e Novanta, prima dell’era dei social. Con una differenza: ora mettersi in vetrina e guadagnarci è alla portata di tutti, è facile, e trattandosi di virtuale sembra implicare il «non mettersi in gioco».
«La maggior parte di questi ragazzi», prosegue la psicologa, «non hanno intenzione di pubblicare contenuti tutta la vita: lo fanno per gratificazioni, per togliersi molti sfizi impensabili per altri loro coetanei, magari conoscendo anche persone famose. Lo fanno senza visione, senza riflettere su quello che saranno o faranno tra dieci, vent’anni. Senza considerare», puntualizza, «le conseguenze che ci possono essere».
C’è chi, come la veronese Ilaria Rimoldi, non vuole pubblicare foto di nudi «perché poi c’è il rischio che in futuro possano girare». Ma non c’è solo quel pericolo. «Tra 15 anni qualcuno potrebbe incontrarti per strada e riconoscerti. Oppure in un futuro qualcuno potrebbe fermare tuo figlio e raccontargli di avere visto foto osè della madre. Ma c’è anche altro, ed è il rischio che reale e virtuale si confondano: che qualche abbonato ti voglia vedere dal vivo, che si finisca in un giro di persone pericolose, poco raccomandabili». Perché parliamo molto spesso di ragazzini che hanno spinto il pedale dell’acceleratore in una direzione, dimenticando dove si trova il freno.
«I genitori non c’entrano, o almeno solo fino a un certo punto. Ci sono ragazzi di ottima famiglia che lo fanno per noia», spiega Guadagnini, «chi è bellissima e pubblica foto solo per togliersi dei capricci e chi ha davvero bisogno di arrotondare. C’è, soprattutto, chi non riesce a essere “il top” nella vita reale, non si sente apprezzata e gratificata ma nel mondo virtuale invece lo è». Non sempre è una questione di educazione familiare: «Dovremmo invece riflettere sul sistema valoriale della nostra società. Non possiamo fare gli ignoranti e i benpensanti. Serve più educazione alla sessualità e all’affettività: sesso e sentimenti non possono diventare due universi così lontani». E conclude: «Se il mondo che ruota intorno a queste piattaforme viene visto come un tabù, sarà inevitabilmente più attraente. La sessualità va sdoganata, senza imbarazzi né timori. Affinché non continui ad essere storpiata».

 

Suggerimenti