<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
boom di infrazioni al codice della strada

Multe in aumento a Verona, il Comune incassa 21 milioni: è la seconda città del Veneto

Palazzo Barbieri ha incassato l’1,8 per cento in più rispetto al 2022 grazie a maggiori controlli e a sistemi all’avanguardia. Zivelonghi: «L’obiettivo dei controlli e degli autovelox fissi e mobili posizionati in città non è quello di dare più multe ma di verificare che i cittadini osservino il Codice della Strada a vantaggio loro e di tutti gli utenti della strada»
Una vigilessa intenta a elevare una multa
Una vigilessa intenta a elevare una multa
Una vigilessa intenta a elevare una multa
Una vigilessa intenta a elevare una multa

Le multe pesano sempre di più sulle tasche dei veronesi. O di chi - per turismo, lavoro, salute - viene in città. L’anno scorso il Comune ha incassato dalle infrazioni al codice della strada 20,6 milioni di euro, l’1,8 per cento in più rispetto al 2022. Significa, spalmato sui 257mila residenti, una spesa pro capite di 80,6 euro.

Numeri impattanti (in negativo) per il portafoglio di chi guida (scorrettamente) sulle strade di Verona ma decisamente positivi per le casse di Palazzo Barbieri. Perchè sono numeri che portano la nostra città ad essere - all’interno della classifica del Ministero dell’Economia che ha sancito tutti i movimenti delle casse nelle pubbliche amministrazioni italiane - la seconda «peggiore» del Veneto.

La classifica in Veneto

Al primo posto c’è Padova, che dalle multe ha riscosso 21,3 milioni (con una impennata in alto, da un anno all’altro, del 29 per cento); sul terzo gradino dell’amaro podio si trova Venezia per valore assoluto con 14,4 milioni di entrate ma, rispetto alle prime due classificate, con un trend decisamente migliore: l’anno scorso, infatti, il Comune della laguna ha registrato una diminuzione del 7,8 per cento degli incassi rispetto al 2022, con esborso per ciascun abitante di 57,3 euro.

Quarta della lista è Vicenza con 6,2 milioni (e un «boom» del più 19,4 per cento, per abitante 56,6 euro), seguita da Treviso con 5 milioni e un virtuosissima flessione al ribasso del 10,5 per cento (spesa pro capite 59,1 euro), da Rovigo con 3,1 milioni (più 7,3 per cento sul 2022 e 61 euro per residente) e, ultima, Belluno.

Belluno che è il fanalino di coda del Veneto per 600mila euro di infrazioni pagate, ma decisamente la migliore di tutti i capoluoghi per la diminuzione del 22 per cento sul 2022, con solo 18 euro di spesa per cittadino. Quando si dice che gli ultimi saranno i primi, qua calza a pennello.

 

Il dato nazionale

Il dato nazionale, invece, racconta che nel 2023 i Comuni italiani hanno «guadagnato» dalle multe 1 miliardo e 535 milioni, cifra in crescita del 6,4 per cento in un anno e addirittura del 23,7 per cento rispetto al pre-Covid 2019.

Siamo un paese di indisciplinati alla guida, certo, ma non è che a pesare su numeri tanto disastrosi ci siano stati maggiori controlli e sistemi di rilevazione sempre più precisi e puntuali, accompagnati da un sistema di riscossione più rapido? E, ciliegina sulla torta, una inflazione che segna un più 6,9 per cento in quattro anni?

La corsa alle multe

È verosimile che un po’ di «merito» (i multati la chiamano «colpa») per i quasi 21 milioni incassati dal Comune di Verona per le infrazioni vada, oltre che agli autovelox, anche a Gianocar-Cerbero.

È il sistema all’avanguardia entrato in vigore lo scorso autunno, primo in Italia, che attraverso l’intelligenza artificiale potenzia i controlli e il rispetto del codice della strada. Aiuta la polizia locale a scoprire auto in sosta vietata, assicurazioni e revisioni scadute: la telecamera applicata sul tetto delle auto di servizio, legge le targhe e verifica, ad esempio, la validità delle assicurazioni, oppure offre in tempo reale i dati per sanzionare chi parcheggia in divieto di sosta, o chi ha il ticket scaduto, o chi in Ztl non ha il permesso per transitare fuori dalle fasce di libero accesso.

Prevenzione, non punizione

In più occasioni l’assessora alla sicurezza del Comune Stefania Zivelonghi ha avuto modo di chiarire che «l’obiettivo dei controlli e degli autovelox fissi e mobili posizionati in città non è quello di dare più multe ma di verificare che i cittadini osservino il Codice della Strada a vantaggio loro e di tutti gli utenti della strada. Sono tutori della sicurezza, salva-vite che hanno dimostrato di fare la differenza nei comportamenti di chi sta al volante».

Leggi anche
Telecamera intelligente che «parla» con le banche dati dei vigili: ecco come Gianocar incastra le auto dei furbetti

Camilla Ferro

Suggerimenti