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ricordi di scuola

La maestra Gina alla soglia del secolo incontra gli scolari di 60 anni fa: «Ci ha accompagnati per mano alla scoperta della vita»

Novantanove anni ma lucidissima ha fatto l’appello. Uno di loro l’ha vista a teatro e ha contattato i compagni di classe
La maestra Gina Gugole (la prima da destra) brinda con gli scolari di sessant’anni fa FOTO MARCHIORI
La maestra Gina Gugole (la prima da destra) brinda con gli scolari di sessant’anni fa FOTO MARCHIORI
la maestra Gina (Marchiori)

Gli alunni del ’61 ritrovano la maestra Gina, rimasta piacevolmente nella loro memoria per oltre 60 anni. Gina Gugole ha 99 anni, ma è più lucida che mai e la settimana scorsa, nell’incontro organizzato in modo casuale dai suoi ex alunni, ha parlato con ciascuno di loro, chiedendo informazioni sui loro studi, le loro professioni, le loro vite.

In fila per due

L’incontro, avvenuto in una pasticceria di corso Porta Nuova, è iniziato con un appello – e non poteva essere altrimenti – a cui hanno risposto ben 15 allievi. Al termine della “gita”, invece, gli ex compagni e compagne di classe sono usciti tenendosi per mano a due a due, in fila indiana, proprio come ai tempi andati.

«Ho incontrato l’insegnante a teatro, dove si era recata con la figlia per assistere alla presentazione di un libro su Luigi Tenco», racconta Andrea Sambugaro, l’ex scolaretto, nonché già caporedattore de L’Arena, che ha facilitato il piacevole ritrovo. «Non la vedevo da 52 anni, ossia da quando era stata mia insegnante alle elementari Montanari, nel plesso dove ora si trova il Messedaglia. Conosco la figlia e quando le ho viste l’ho aiutata a scendere dall’auto, dandole quella mano che, quando ero bambino, era lei ad allungarmi con affetto e dolcezza. Poi subito ho avuto il guizzo di avviare una chat per recuperare i contatti con la classe».

La chat di classe

Al gruppo hanno aderito 20 persone e tra le 15 che sono riuscite a recarsi all’appuntamento «amarcord», c’è anche un ex alunno ipovedente arrivato da Bologna insieme alla moglie.

Gina, classe 1925, in realtà si chiama Ceschi di cognome, ma a tutti era nota come la maestra Gugole perché ai tempi le donne insegnanti dovevano salire in cattedra con il cognome del marito. «È una maestra che ha lasciato il segno, che si è dimostrata anticipatrice dei tempi», prosegue a ricordare Andrea. «Ci lasciava muovere tra i banchi ed eravamo la sezione B, l’unica mista della scuola. L’incontro in pasticceria è durato 4 ore, tra qualche calice di prosecco e alcune pastine. Le abbiamo regalato un’ortensia con un biglietto per ringraziarla di averci accompagnati per mano alla scoperta della vita».

I romani e gli astronauti

E prosegue andando a ritroso nel tempo di mezzo secolo. «Ricordo che un giorno ci disse che i bambini dei Romani giocavano a fare gli astronauti. Dopo un po’, con qualche dubbio, le chiesi: ”ma come facevano, una volta gli astronauti non esistevano? Non erano andati ancora sulla Luna!?” E lei sorrise nell’aver trovato risposta al trabocchetto teso per farci ragionare».

La classe ha già fissato un altro appuntamento a giugno, visto che un’ex alunna che vive in Lituania tornerà a Verona in quel periodo per votare alle elezioni europee. La maestra Gugole, però, non ha perso tempo e nel frattempo ha già inviato a tutti quelli che non c’erano, ovvero gli assenti, un videomessaggio con il suo saluto, pieno di affetto.

Chiara Bazzanella

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