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IL CASO

La nuova circolare: «Mascherine anche alle materne per chi ha già compiuto sei anni»

di Luca Mazzara
Finora nessun bambino aveva indossato la mascherina nelle scuole dell’infanzia
Finora nessun bambino aveva indossato la mascherina nelle scuole dell’infanzia
Finora nessun bambino aveva indossato la mascherina nelle scuole dell’infanzia
Finora nessun bambino aveva indossato la mascherina nelle scuole dell’infanzia

Difficile da capire per gli adulti. Figurarsi per i bambini della scuola materna. Che magari fino a ieri erano stati senza la mascherina in classe e che da oggi invece dovranno indossarla. Non tutti, ma chi ha già compiuto i sei anni lo dovrà fare, secondo la circolare 410 del 29 marzo in cui il ministero dell’Istruzione indica con la tabella al paragrafo 1 «Misure precauzionali per la scuola dell’infanzia» l'obbligo di indossare la mascherina per tutti gli bambini che abbiano superato i sei anni di età. Una mascherina di tipo chirurgico, pur consentendo l’utilizzo di «dispositivi di maggior efficacia protettiva».

Questo in assenza di casi di positività al Covid nello stesso gruppo classe oppure fino a tre casi, mentre se fossero riscontrati quattro o più casi nella stessa sezione/bolla anche i bambini della scuola dell’infanzia, e quindi tra i tre e i sei anni, gli stessi bambini con più di sei anni dovrebbero utilizzare mascherine Ffp2.

Fino a ieri nessun bambino della scuola materna doveva indossare la mascherina, ma da oggi il nuovo provvedimento ministeriale rischia di creare diversi problemi: in primis ai piccoli alunni, che si sentirebbero “diversi” rispetto ai compagni di sezione/bolla con cui fino al giorno prima condividevano la stessa modalità per restare in classe, e cioè senza mascherina, trovandosi all’improvviso invece a dover indossare il dispositivo di protezione, sentendosi appunto “diversi” anche perchè molto pochi rispetto al totale del gruppo, visto che chi compie i sei anni già durante l’ultimo anno della scuola materna è una piccola parte del totale.

Ma è un cambiamento rispetto al passato che mette in crisi anche docenti e dirigenti scolastici, che si trovano a dover spiegare ai genitori come i loro figli con più di sei anni debbano iniziare a mettere la mascherina, anche alla scuola dell’infanzia. Una notizia che ha messo in allarme il mondo delle scuole dell’infanzia, quelle comunali e quelle associate alla Fism, la Federazione italiana scuole materne. Proprio la Fism scaligera ieri ha inviato una circolare ai vari istituti che ricorda i vari punti della nuova normativa: «decade la sospensione del personale non vaccinato ma il vaccino sarà ancora indispensabile per svolgere attività a contatto con i bambini, e se la scuola è già in grado di programmare delle attività di supporto può accogliere la dipendente non vaccinata, altrimenti il dipendente resterà temporaneamente a casa come assente giustificato», si legge nella circolare inviata falla Fism Verona, «e in ogni caso la retribuzione verrà garantita già da oggi».

Per quanto riguarda i bambini e l’utilizzo delle mascherine invece «auspichiamo che arrivino dei chiarimenti», visto che la notizia ha messo in subbuglio diversi istituti. Con la possibilità che più di qualcuno non voglia applicare la nuova normativa. «Porterei l’attenzione su due diversi aspetti della questione», chiarisce Daniela Raccanello, professore associato in psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione dell’università di Verona.

«Da una parte l’impatto che ha l’uso della mascherina sulla capacità di riconoscere ed esprimere le emozioni tramite il volto e la mimica facciale, dall’altra i suggerimenti utili per aiutare gli adulti nel supportare i bambini ad accettare questa nuova restrizione», continua Raccanello, che coordina anche il centro di ricerca in psicologia Hemot del dipartimento di Scienze umane dell’ateneo veronese. «Per quanto riguarda l’impatto delle mascherine c’è un interessante studio di Ruba e Pollack sulla capacità dei bambini di riconoscere alcune emozioni di base, tra cui paura, tristezza, rabbia e altre, dal volto sia scoperto che coperto da mascherina oppure occhiali da sole: i risultati dicono come ci fosse più accuratezza nel riconoscere le emozioni con il volto scoperto, ma anche che, nonostante ci fosse un’accuratezza minore con il volto coperto, non c’era una diversità sostanziale tra mascherina e occhiali da sole: l’impatto dell’uso della mascherina non sarebbe così negativo».

Ma cosa fare quindi per aiutare adulti e bambini nella gestione di questa nuova situazione? «Il nostro centro ha realizzato un opuscolo su emozioni e pandemia - tra l’altro citato dal New York Times - con alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili: il primo è dare le informazioni ai bambini, usando un linguaggio adeguato all’età ma spiegando i motivi di quello che accade, il secondo è capire e far esprimere le emozioni, lasciando parlare tutti di quello che provano e anche del loro eventuale disagio, e infine il terzo è cercare di ripartire e concentrarsi su altro dopo aver elaborato alcuni aspetti del cambiamento».

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