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Studenti simulano i lavori delle nazioni unite

L'abbraccio di Caterina e Francesca a 500 giovani: «Mettete i vostri talenti a disposizione degli altri: sarete ambasciatori di pace»

Le gemelle di Salizzole “maestre d’inclusione” madrine dell’evento in Gran Guardia che simula i lavori delle Nazioni Unite, rivolto ai ragazzi che dersiderano intraprendere una carriera internazionale
L'abbraccio dei giovani partecipanti alla simulazione dei lavori delle Nazioni Unite in Gran Guardia alle gemelle Caterina e Francesca Santin
L'abbraccio dei giovani partecipanti alla simulazione dei lavori delle Nazioni Unite in Gran Guardia alle gemelle Caterina e Francesca Santin
Caterina e Francesca madrine dell'Italy Model United Nations

Due giovani ambasciatrici di inclusione “in cattedra” davanti a 500 studenti con il sogno di una carriera internazionale. Non sono servite ore di lezione ma solo il loro sorriso e la potenza del loro messaggio per fare breccia nei cuori dei giovani iscritti all’evento della Italian Diplomatic Academy di Verona, organizzato oggi, domenica 17 marzo, al palazzo della Gran Guardia. I quali, infatti, al termine dell’intervento sul palco si sono messi ordinatamente in fila per un commovente e sentito abbraccio collettivo con le due coetanee.

Ambasciatrici di inclusione

Parliamo di Caterina e Francesca Santin, le due gemelle 21enni di Salizzole affette dalla nascita da una grave disabilità che le costringe in carrozzella e consente loro di esprimersi solo con il movimento degli occhi, che sono state le madrine dell’incontro nell’ambito del progetto «Studenti Ambasciatori», nell’ambito del quale Verona ha ospitato una delle sessioni italiane di simulazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: l’Italy Model United Nations.

Caterina e Francesca madrine dell'Italy Model United Nations

Una giornata che ha visto gli studenti iscritti, provenienti dalle scuole secondarie di Secondo grado dell’Italia centro-settentrionale, avvicinarsi al mondo istituzionale internazionale, mettendo in pratica i meccanismi di funzionamento e negoziazione internazionale delle Nazioni Unite. Proprio come avviene annualmente a New York, Dubai, Roma, Washington, Marrakech, Ginevra, con la partecipazione di migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo.  

Un’occasione unica, per i giovani coinvolti, di farsi portavoce delle proprie opinioni in merito all’attualità internazionale, attraverso attività di negoziazione, confronto e dibattito. Ma anche di sviluppare un’accentuata sensibilità verso i temi dell’inclusione e della disabilità, che si spera facciano di questi ragazzi, qualsiasi professione essi sceglieranno, dei veri ambasciatori di pace, integrazione e concordia nel mondo.

«Quando si parla di inclusione si pensa subito alla disabilità. Il tema della disabilità ormai è limitativo: inclusione significa abbracciare, condividere, essere una squadra. Il messaggio che Caterina e Francesca portano avanti è quello dei talenti», spiega Sergio Santin, il papà delle gemelle e “anima” insieme alle figlie e alla moglie dell’associazione La Bottega dei talenti, che gira le scuole, i centri sportivi e gli altri luoghi particolarmente frequentati dai giovani per insegnare «che la diversità è una ricchezza» e che «siamo tutti diversi, ognuno di noi ha il proprio talento e non è importante quale esso sia, l'importante è metterlo a frutto e, soprattutto, e metterlo a disposizione degli altri. Non serve essere persone importanti per cambiare il mondo – le parole delle ragazze nel loro video di presentazione - occorre essere solo se stessi. E oggi è il giorno in cui il talento di questi ragazzi incontra l’opportunità. La vita di pone dei limiti ma ti dà anche delle opportunità: Caterina e Francesca hanno spostato tutti i limiti ».

Caterina e Francesca Santin, con l’aiuto dei genitori, lo stanno facendo, mettendo a disposizione la loro esperienza di vita e di cura, con tutte le difficoltà del caso, alle famiglie che si trovassero in situazioni analoghe. E spargendo il “seme” dell’inclusione, attraverso la loro testimonianza e il loro esempio, negli ambienti formativi, sportivi e sociali frequentati dagli adulti di domani.

Futuri diplomatici in Gran Guardia

La giornata in Gran Guardia è stata introdotta da Tania Albertini, referente progetti internazionali dell’Italian Diplomatic Academy. «Le Nazioni Unite si occupano anche delle tematiche sociali», ha esordito, «desideriamo quindi contribuire già dalla giornata di oggi a creare ragazzi consapevoli di questi temi, perché possano diventare loro stessi portatori di questo messaggio con gli altri ragazzi di tutto il mondo».

«Punto di riferimento per i lavori quest’oggi sono state la Costituzione italiana, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e i traguardi dell’Agenda Onu 2023», ha detto Anna Lisa Tiberio, coordinatrice della rete Cittadinanza, Costituzione e Legalità. «Un lavoro di squadra che porterà questi giovani a promuovere la nostra democrazia e il nostro tricolore nel mondo».

«Ho parlato ai ragazzi dell’impegno come cittadini al servizio degli altri», ha aggiunto Paolo Tamburro, comandante del Terzo Stormo dell’Aeronautica Militare , «affinché tutti insieme creiamo una società migliore. Proprio come le Forze armate, tutti i giorni al servizio dei cittadini».

Il «Vademecum delle buone maniere»

Presenti all’evento anche Annarita Napolitano e Giacomo di Capua, Youth Delegates of Italy to the United Nation, mentre al termine è stato distribuito ai giovani presenti il «Vademecum delle Buone Maniere per i Protagonisti di un mondo migliore», redatto dalla professoressa Fiorenza Cosenza, edito dalla casa editrice La Grafica di Gianni Bussinelli.

Le prefazioni, sono state realizzate dal Prof. Luciano Carazzolo, già Dirigente Scolastico del Liceo “Galileo Galilei”, della Dott.ssa Anna Lisa Tiberio, Coordinatrice Nazionale della Rete Ministeriale “Cittadinanza e Costituzione” Consulente della Italian Diplomatic Academy, e del Direttore Esecutivo Cav. Prof. Abramo A. Chabib della Italian Diplomatic Academy, promotrice dell’evento. 

L'opera, frutto di 37 anni di Insegnamento come Docente di Lettere, propone un percorso di Educazione Civica Pratica, suggerendo l’acquisizione di nuove consapevolezze e stili di comportamento improntati al rispetto in tutte le sue accezioni e su quei valori che stanno alla base del vivere civile, ispirandosi ai nuovi orientamenti ministeriali sull’Educazione Civica e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. 

«Un valido e concreto strumento formativo», conclude Cosenza, «per rispondere a all’emergenza educativa del nostro tempo, lavorando sulla prevenzione e sulla valorizzazione delle potenzialità positive di ciascuno».

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