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Virus trasmesso dalle zanzare

Dengue, si alza l’allerta: «I casi sono in aumento»

Il direttore di malattie infettive e tropicali dell’Irccs di Negrar, prof. Federico Gobbi: «È curabile, e per chi viaggia in Paesi endemici può fare il vaccino»
Il professor Federico Gobbi. Dengue: un centro in Brasile dove l’epidemia è emergenza
Il professor Federico Gobbi. Dengue: un centro in Brasile dove l’epidemia è emergenza
Il professor Federico Gobbi. Dengue: un centro in Brasile dove l’epidemia è emergenza
Il professor Federico Gobbi. Dengue: un centro in Brasile dove l’epidemia è emergenza

In gergo viene chiamata “febbre spaccaossa”, per uno dei sintomi più frequenti, i dolori muscolari e articolari, ma nei casi più gravi la dengue può anche provocare emorragie e perfino uccidere, soprattutto in caso di reinfezione, come capita nei Paesi dove è endemica.

Intendiamoci, la mortalità registrata è di 1 su 6mila casi, molto bassa. Quindi non allarmiamoci. La situazione ha spinto il nostro ministero della Salute a diffondere una circolare per innalzare il livello di allerta in porti e aeroporti, al fine di evitare l'introduzione di nuovi vettori, perché il virus della dengue non si trasmette da persona a persona, come il Sars-CoV-2, ma ha bisogno di una zanzara che punga chi è già malato, si infetti e poi punga un’altra persona.

Evitare focolai autoctoni

Per questo è necessario evitare focolai autoctoni.  Noi abbiamo «diagnosticato» alcuni anni fa in pieno Covid «un focolaio autoctono», ma adesso la situazione di allerta si è alzata soprattutto negli scali e nei porti dove arrivano mezzi dal Brasile, Paese che ha superato il mezzo milione di casi (il quadruplo dell’anno scorso, con 113 decessi, +300 per cento), mentre il Perù ha dichiarato l’emergenza per l’epidemia imminente.

Malattie infettive

«A Negrar nell’ultimo anno abbiamo avuto 15 casi, in aumento rispetto agli anni passati e da inizio anno con i rientri anche da paesi tropicali ne stiamo registrando alcuni», spiega il direttore Federico Gobbi del dipartimento di Malattie infettive e tropicali dell’Irccs Sacrocuore don Calabria, «ma niente allarmismi. Il consiglio è, nel momento in cui ci sono sintomi, di venire in ospedale per i controlli. Va anche detto che nell’80% dei casi la malattia è asintomatica. Ci sono dai 2 ai 7 giorni di incubazione e una settimana di febbre. Ciò che importa è fare la segnalazione affinchè l’Ulss faccia la disinfestazione nei 150 metri attorno alla nostra abitazione poichè la dengue si trasmette soltanto attraverso la puntura di una zanzara. Ma alla la tigre (aedes albopictus) che è ormai molto diffusa in Italia, si affianca una “cuginetta“ aedes aegypti . Dobbiamo evitare che costituisca epidemia autoctona».

Vaccinazioni

Secondo il direttore Federico Gobbi il problema da noi non è oggi, bensì tra maggio e ottobre quando le zanzare inizieranno a circolare. Esiste comunque il vaccino, anche se è consigliato soltanto a chi si reca spesso in Paesi che hanno la dengue come epidemia endemica. In Italia, uno è stato approvato dall’Aifa, ed è giapponese, un secondo è stato approvato nei Paesi in cui la dengue è endemica.

«Consigliamo la vaccinazione a chi frequentemente si reca in Paesi a basso reddito dove è più frequente la dengue. Il vaccino viene somministrato attraverso un'iniezione sottocutanea nella parte superiore del braccio. Sono previste due iniezioni, a distanza di 3 mesi l'una dall'altra». Sisp Ulss9 Questi i consigli del Servizio igiene e sanità pubblica. Se al rientro si accertano febbre nell'arco di cinque-sei giorni dalla puntura; febbre alta, mal di testa acuti, dolori muscolari e alle articolazioni; nausea, vomito, irritazioni della pelle; possibile sviluppo di febbre emorragica, emorragie gravi, collassi. In particolare forti dolori al bulbo oculare possono essere spia importante.

Alessandra Vaccari

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