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dossier immigrazione 2023

Stabile il numero degli stranieri residenti a Verona. I numeri per comune e nazionalità

Il dossier immigrazione 2023 del Cestim

È stabile nel Veronese il numero di stranieri residenti, che a inizio 2023 risultavano 111.265 nei 98 comuni (con un aumento di 235 persone nel 2022 rispetto al 2021), pari al 12 per cento della popolazione.

È ciò che emerge dal Dossier immigrazione 2023, che fornisce dati e analisi in riferimento all’anno 2022. Il dossier è stato presentato oggi nella Sala dei vescovi al Palazzo del Vescovado, in presenza del vescovo Domenico Pompili e del sindaco Damiano Tommasi.

Le persone straniere accolte a Verona nel 2023

Quest’anno in particolare, fino al 15 ottobre 2023, sono state accolte 1.762 persone straniere. I numeri sono in crescita rispetto alle 1.125 del dicembre scorso, ma pur sempre in linea o addirittura sensibilmente inferiori ai richiedenti protezione internazionale che la nostra provincia è stata in grado di accogliere negli anni scorsi: 2.663 a fine 2016, 2.010 a fine 2018, 1.406 a fine 2020.

Osserva Matteo Danese, direttore del Cestim: «Alla luce delle difficoltà emerse la scorsa estate nella gestione di questi numeri ci dovremmo porre qualche domanda su come è cambiato in questi anni il "sistema accoglienza"».

 

QUI I DATI PER COMUNE E PER NAZIONALITA'

 

I commenti del sindaco e del vescovo

«L'immigrazione è un fenomeno strutturale da tempo e non va visto come problema emergenziale. Questo deve essere l'approccio metodologico, come è stato più volte sottolineato oggi e come è alla base di questo stesso dossier statistico: bisogna raccontare i fatti più che il percepito» ha sottolineato il sindaco di Verona Damiano Tommasi.

Il vescovo di Verona Domenico Pompili ha chiuso l'incontro, citando il drammaturgo George Bernard Shaw: «Per ogni problema complesso c’è una soluzione semplice. Che è sbagliata. La constatazione che la questione migratoria viene continuamente affrontata con slogan propagandistici e soluzioni semplicistiche, conferma questo assunto».

Monsignor Pompili ha ricordato che «c’è, prima di tutto, una questione etica che interpella ciascuno di noi. Non è un problema che riguarda solo gli Stati».

E successivamente ha aggiunto «c’è, in secondo luogo, il livello politico-istituzionale. Di fronte a quanto accade, le nostre società democratiche devono decidere in che direzione vogliono andare, chi vogliono essere. Il problema, beninteso, non sono le risorse. Il mondo non è mai stato così ricco a livello planetario. Ciò che manca è la volontà di impiegare una quota significativa di queste risorse per mettere mano alle cause del fenomeno migratorio. Cioè, per cominciare a riequilibrare il pianeta».

 

 

 

Manuela Trevisani

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