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beneficenza

Fu amministratore per anni della Croce Verde: la vedova dona all'ente 200mila euro in sua memoria

Servono ad aiutare nell’acquisto della sede dell'ente, di cui Enzo Battei fu amministratore e anche consigliere
La benefattrice Vittoria Battei alla Croce Verde
La benefattrice Vittoria Battei alla Croce Verde
La benefattrice Vittoria Battei alla Croce Verde
La benefattrice Vittoria Battei alla Croce Verde

Un gesto che suggella il legame con la Croce Verde e tiene vivo il ricordo di una persona che non c’è più. Enzo Battei è stato per molti anni amministratore della Croce Verde veronese, e poi suo consigliere di amministrazione. L’uomo è morto una decina di anni fa. La vedova Vittoria Tanaglia ha deciso, eseguendo le volontà del suo defunto marito di fare una donazione notevole per l’acquisto della sede della Verde, in Borgo Roma.

«Non è stato un percorso semplice», spiega il presidente dell’ente, Michele Romano, «all’inizio pensavamo di ristrutturare una sede in Borgo Venezia, ma sarebbero stati tempi lunghi, e quindi si ipotizzava di intitolare ad Enzo l’aula magna. Poi confrontandoci con la signora Vittoria, ed illustrando le difficoltà che stavamo incontrando anche con la proprietà della sede attuale, ha deciso che ci avrebbe donato 200mila euro che ci permettono di ridurre l’esposizione bancaria, trattandosi di un costo elevatissimo che andremo a sostenere. Il preliminare è già stato fatto e l’11 dicembre rogiteremo».

Aggiunge il presidente Romano: «Capita di rado di ricevere donazioni. E così importanti praticamente mai. Durante il periodo del Covid ci sono state donazioni, anche di 30mila euro in un solo colpo, ma adesso sono tempi difficili per tutti. Il gesto della signora ci ha commosso. Abbiamo posto una targa al primo piano, che ricorderà per sempre il gesto della coppia. Noi che lo abbiamo conosciuto sappiamo quanto fosse l’affetto e l’attaccamento di Enzo, la sua abnegazione è stata totale, e questa donazione ne è un’ulteriore conferma».

Come ha ricordato il nipote, dottor Giovanni Motton, «Quando negli anni Novanta, l’allora presidente della Croce Verde di Verona, gli chiese di collaborare nella gestione finanziaria dell'ente, lo zio accettò e ne divenne socio volontario. Ha lavorato con entusiasmo e messo a disposizione la sua competenza finanziaria in un momento economicamente difficile per l'ente. Il suo ottimo rapporto con la Banca Popolare consentì alla Croce Verde di ottenere dalla Banca una apertura di credito e in dono un'ambulanza. In quegli anni una oculata gestione dell'ente permise di disporre di fondi per dotare le ambulanze, per la prima volta in Italia, di un medico specializzando o specialista in chirurgia d'urgenza. E ciò permise di realizzare anche il primo centro mobile di rianimazione, che diverrà un presidio costante durante tutti i grandi eventi in Verona. Si aprirono anche nuove sedi nella Provincia».

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Alessandra Vaccari

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